Livorno, Lucarelli: "Pianese pericolosissima. Precedenti dicono di alzare antenne"
Reduce dal pari di Guidonia, il Livorno se la vedrà domani con un derby tutto toscano, contro la Pianese. Alla vigilia è quindi intervenuto in conferenza stampa mister Cristiano Lucarelli.
Mister, le statistiche dicono che il Livorno non ha mai battuto la Pianese. Quali sono le insidie della partita di domani?
"Le insidie sono tante. Intanto i precedenti tra Livorno e Pianese non sono favorevoli a noi e già questo deve farci alzare le antenne. È una squadra che non ha ancora vinto, ma dai dati che abbiamo analizzato emerge un quadro molto diverso da quello che racconta la classifica. Se non sbaglio è la seconda squadra tra tutte le sessanta di Serie C per numero di tiri e per media di conclusioni a partita, con circa 18 tiri a gara. Questo significa che costruisce tantissimo gioco. In questo momento magari non riesce a concretizzare tutto quello che produce, ma resta una squadra pericolosissima, soprattutto nelle ripartenze. Ha giocatori molto insidiosi, specialmente sugli esterni, e dovremo essere molto attenti nelle preventive per non concedere loro campo. Nonostante la classifica, i numeri la collocano nelle primissime posizioni per molti parametri. È una squadra che prima o poi tornerà a vincere. Noi facciamo tutti gli scongiuri e speriamo che inizi dalla partita successiva alla nostra".
Quali sono le condizioni di Martinez e Di Carmine?
"Per quanto riguarda Martinez, onestamente non ha mai avuto problemi fisici. Sono uscite alcune voci, ma il ragazzo sta bene. Credo semplicemente che ci sia stato uno scambio di persona. Per Di Carmine, invece, gli accertamenti non hanno evidenziato nulla di particolare. Sia la risonanza magnetica sia le radiografie sono risultate negative. C'è solo questo edema sul quale stiamo cercando di capire meglio l'origine. Il piede è molto meno gonfio rispetto ai giorni scorsi e confidiamo che non si tratti di una situazione lunga".
Due partite consecutive in casa possono rappresentare un'occasione importante per fare un salto in classifica?
"Io non amo guardare oltre la partita che dobbiamo affrontare. In questo momento esiste soltanto la Pianese. È una squadra che richiede particolari attenzioni, perché corre molto, si muove bene ed è difficile trovarla disunita sia quando ha la palla sia quando non ce l'ha. Inoltre è bravissima nelle ripartenze. Noi siamo una squadra che cerca sempre di fare la partita e proprio per questo saranno determinanti le preventive quando attacchiamo. Dovremo essere bravi ad accorciare sugli attaccanti e sulle seconde palle per evitare le loro transizioni. Parliamo di una sfida complicata, anche perché arriviamo dalla quarta partita in quattordici giorni. Abbiamo giocato due giorni e mezzo fa, siamo rientrati da una trasferta e il tempo per recuperare e preparare la gara non è stato molto. Per questo non possiamo sottovalutare nulla. Anche il pallone apparentemente più insignificante può risultare decisivo",
Come sta il gruppo dal punto di vista fisico e mentale in questo periodo così intenso?
"I ragazzi sono ammirevoli per professionalità e attaccamento. Abbiamo fatto diverse trasferte e normalmente capita che qualcuno chieda di fermarsi o di raggiungere la famiglia. Invece i nostri giocatori tornano sempre tutti a Livorno per recuperare nel migliore dei modi e preparare la partita successiva. Lo stesso succede nei giorni liberi: nessuno lascia la città, tutti restano qui. Questo fa capire la loro serietà. Danno tutto in allenamento e sono consapevoli che abbiamo bisogno di lavorare molto. I risultati stanno arrivando, ma io non mi soffermo soltanto su quelli. Il mio compito è analizzare le prestazioni, capire cosa funziona e cosa va migliorato. Dal punto di vista offensivo, la squadra deve ancora prendere piena consapevolezza delle proprie potenzialità. Quando parlo di fase offensiva non mi riferisco soltanto agli attaccanti, perché si attacca e si difende in undici. Abbiamo ancora margini importanti di crescita".
Mancini e Gabbiani possono rappresentare valide alternative dal primo minuto?
"Assolutamente sì. Hanno già giocato titolari a Guidonia e mi danno garanzie, a patto che non abbiano particolari problemi fisici. Per Mancini, ad esempio, la scorsa settimana c'era una situazione fisica da monitorare. In caso di dubbio, preferisco sempre schierare il giocatore che offre maggiori garanzie. Se un calciatore parte da titolare e poi accusa una ricaduta, rischi di bruciarti una sostituzione. Oggi abbiamo strumenti molto precisi per monitorare la condizione fisica. Grazie ai GPS sappiamo quanti metri percorrono i ragazzi ad alta, media o bassa intensità e possiamo avere un quadro molto dettagliato della loro situazione. Molte scelte che dall'esterno possono sembrare strane derivano proprio da queste valutazioni".
Ci sarà spazio anche per Marinari nelle prossime settimane?
"C'è la possibilità di vedere tutti i ventotto giocatori della rosa, se lo meritano. Marinari è un ragazzo che si allena molto bene e probabilmente ha avuto meno spazio di quanto avrebbe meritato. Devo dire, però, che chi ha giocato finora ha risposto nella maniera giusta. Io ho già cambiato molto in questo inizio di stagione e non lo faccio per dimostrare qualcosa, ma perché i ragazzi mi danno fiducia con il loro atteggiamento. Non vedo musi lunghi né egoismi. Quando segniamo, esultano tutti insieme: chi gioca e chi resta in panchina. Abbiamo creato un gruppo molto unito. Ci sarà spazio anche per Marinari, come per tutti gli altri che mi dimostrano durante la settimana di essere all'altezza. Non guardo la carta d'identità o altre cose. Se vedo un ragazzo pronto, lo faccio giocare".
Dopo circa un mese di campionato, che quadro si è fatto della condizione atletica della squadra?
"La squadra è in costante crescita. Paradossalmente, il lavoro più pesante che abbiamo svolto in preparazione si vede soprattutto nei secondi tempi. Capita magari di essere meno brillanti all'inizio rispetto agli avversari, ma poi veniamo quasi sempre fuori alla distanza. È successo contro la Torres, contro lo Spezia e anche nelle altre partite. A Guidonia, ad esempio, dopo il pareggio abbiamo passato gran parte del secondo tempo nella loro metà campo. Probabilmente siamo ancora poco brillanti e poco reattivi sulle seconde palle. Inoltre dobbiamo essere più puliti nella prima giocata dopo la riconquista del possesso, perché spesso recuperiamo palla e poi sbagliamo immediatamente il primo passaggio, mettendoci in difficoltà da soli. Detto questo, dal punto di vista fisico la squadra sta crescendo e il nostro obiettivo è portare tutti e ventotto i giocatori allo stesso livello di condizione".
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