Ostiamare, D'Antoni pragmatico: "Le prestazioni da sole non portano punti"

Ostiamare, D'Antoni pragmatico: "Le prestazioni da sole non portano punti"TMW/TuttoC.com
David D'Antoni
Ieri alle 23:30Girone B
di Valeria Debbia

Un solo successo per l'Ostiamare in questo avvio di campionato: i laziali sono attualmente reduci da un doppio ko, quello di Sassari contro la Torres e quello interno contro il lanciato Ravenna. Domani sul cammino della squadra di De Rossi ci sarà il Gubbio, da affrontare al 'Barbetti' e alla vigilia è quindi intervenuto mister David D'Antoni.

"Dopo una sconfitta è normale avere un po' di amaro in bocca e di rammarico per ciò che non siamo riusciti a raccogliere. Già da oggi (venerdì, ndr), però, abbiamo iniziato a preparare la partita di domenica. I ragazzi sono consapevoli della responsabilità che abbiamo tutti nel provare a invertire questo trend, soprattutto dopo due sconfitte consecutive. Credo ci siano voglia e determinazione per andare a Gubbio e ottenere un risultato positivo.

Le rotazioni le abbiamo sempre fatte dall'inizio della stagione. In ogni partita abbiamo cambiato qualcosa in base allo stato di forma dei giocatori, alle caratteristiche dell'avversario e a ciò che volevamo proporre in campo. In questi giorni stiamo cercando di capire chi potrà aiutarci a vincere la prossima gara. Valuteremo le condizioni fisiche, i recuperi, chi ha giocato di più o di meno e chi sarà indispensabile avere in campo. Le decisioni definitive le prenderemo il giorno della partita: c'è ancora un allenamento da svolgere. Al di là di chi scenderà in campo, però, dovremo andare a cercare il risultato con tutte le nostre forze e provarci fino alla fine.

Pietro (Giordani, ndr) è un ragazzo che conosco bene, perché era con me anche a Guidonia. L'anno scorso ha disputato una stagione eccellente, come del resto tutta la squadra, e lui è stato uno dei protagonisti di quel campionato. Nelle prime due partite non aveva giocato, ma domenica ha disputato una grande gara contro due attaccanti davvero difficili da affrontare come Rabbi e Fischnaller. Ha retto molto bene il confronto. Sta crescendo e ha ancora ampi margini di miglioramento. È un giocatore importante per noi, come tanti altri, ma sta dimostrando di aver assorbito il salto di categoria senza alcun problema e questo è un aspetto molto positivo.

Sotto il profilo della prestazione e del livello di difficoltà della partita abbiamo fatto bene, ed è un dato oggettivo. Lo sanno i ragazzi, lo sappiamo noi e lo ha visto anche chi era presente allo stadio. Tuttavia questo non può bastarci e non deve bastarci, perché le prestazioni da sole non portano punti. La qualità del gioco va ricercata nel lungo periodo, perché è attraverso quella che si costruiscono i risultati, ma allo stesso tempo bisogna riuscire a trasformare le prestazioni in punti. Questo è l'aspetto centrale su cui dobbiamo lavorare.

All'interno dello spogliatoio siamo consapevoli del percorso che dobbiamo compiere e degli obiettivi che vogliamo raggiungere. Sappiamo qual è la meta e sappiamo quale strada dobbiamo percorrere per arrivarci. Per questo c'è serenità. Naturalmente c'è anche dispiacere quando si perde, perché dietro ogni partita c'è una settimana di lavoro e perché i ragazzi, come si è visto domenica, hanno finito la gara esausti. Quando fai uno sforzo del genere e senti la responsabilità nei confronti della società, dei tifosi e di tutte le persone che ti sostengono, è normale stare male per una sconfitta.

Detto questo, facciamo questo mestiere da tanti anni. Non è la prima partita che perdiamo e non sarà nemmeno l'ultima. Dobbiamo accettare il verdetto del campo, rialzarci e continuare a inseguire il nostro obiettivo. Saper gestire questi momenti è ciò che spesso fa la differenza tra chi raggiunge un traguardo e chi invece non ci riesce.

Oggi tutti hanno la soluzione in tasca. Vado al bar a prendere un caffè e il barista mi dice chi dovrei mettere o togliere; mio figlio torna a casa e mi chiede perché non ho fatto determinate scelte. Fa parte del nostro lavoro e lo sappiamo. Per questo dobbiamo restare equilibrati, ma anche avere la giusta rabbia agonistica e continuare a lavorare.

Sono convinto che la strada intrapresa sia quella corretta. Non mi riferisco ai risultati, ma allo spirito che vedo nei ragazzi e a ciò che si respira nello spogliatoio. C'è unità, empatia e una forte volontà di costruire qualcosa insieme. Sapevamo fin dal primo giorno che questo sarebbe stato un campionato molto difficile, con società che da anni conoscono la categoria meglio di noi. Questo però non deve spaventarci né limitarci. Dobbiamo continuare a combattere come abbiamo fatto domenica e diventare sempre più squadra, sempre più forti e sempre più una famiglia, come accaduto nella passata stagione.

Il Gubbio l'ho visto nella prima partita, quando non disputò una grande gara contro il Guidonia. Successivamente, però, ha cambiato marcia e nelle ultime uscite ha offerto prestazioni importanti. È una squadra con un'identità precisa e con una conoscenza della categoria, da parte di allenatore, società e giocatori, superiore alla nostra. Tuttavia, come tutte le squadre, ha punti di forza e punti deboli. È una squadra battibile e possiamo andare a Gubbio per fare risultato. Molto dipenderà da noi, dalla nostra interpretazione della partita e da ciò che riusciremo a mettere in campo.

La classifica, dopo appena cinque giornate, non la guardo. In questo momento dobbiamo pensare alla crescita. Ci manca poco per ottenere il risultato positivo che stiamo cercando e dobbiamo continuare a inseguirlo. Nel calcio gli scenari cambiano rapidamente: bastano due vittorie e all'improvviso tutto diventa una favola, l'allenatore è bravo e i giocatori sono fenomenali.

L'ho già vissuto in passato. A Guidonia, ai tempi del Monterosi, con una serie positiva importante uscì persino un articolo che parlava di 'favola'. Poi abbiamo perso tre partite e tutto è cambiato. Questo è il calcio e lo sappiamo bene.

Ho la fortuna di lavorare in una società che mi permette di farlo con serenità. Le facce che vedo ogni giorno al campo sono le stesse dell'anno scorso. Non percepisco pressioni particolari dopo una sconfitta e questo rappresenta il nostro patrimonio più prezioso. Credo che sia proprio questa serenità l'elemento che potrà darci la forza per arrivare dove vogliamo arrivare".