Perugia, Diana: "Presa una bella bastonata che ci farà abbassare le ali"

Perugia, Diana: "Presa una bella bastonata che ci farà abbassare le ali"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 13:40Girone B
di Matteo Ferri

Al termine della sfida casalinga persa per 1-2 contro il Pescara, il tecnico del Perugia, Aimo Diana, ha analizzato la prestazione della squadra: "Oggi la squadra mi è piaciuta a tratti e io mi sono piaciuto a tratti, quindi ci prendiamo questa sconfitta meritata per i contenuti che ci sono stati. Abbiamo avuto le occasioni per chiuderla, anche con un pizzico di fortuna, e le situazioni per poterla recuperare dopo, ma ci sono stati diversi errori di cui dobbiamo prendere atto, io per primo. Abbiamo avuto ancora quei 5-10 minuti in cui devo capire esattamente cosa succede. La responsabilità è di tutti, compresa la mia, ma voglio rivedere la partita contro un avversario forte che nella fase offensiva ha dimostrato di essere di un'altra categoria nei contenuti tecnici. Non ci possiamo permettere troppi sbagli perché poi le gare si perdono. Mi scoccia molto perdere in casa davanti a questo pubblico e deve scocciare tanto anche ai ragazzi. Abbiamo pensato di fare un po' troppo quello che volevamo, invece questa è una bella bastonata che ci fa abbassare le alette e ritornare su certi concetti che ci avevano permesso di uscire da determinati momenti. Dispiace perché a tratti proponiamo un calcio bello che piace e produce, ma gli errori che continuiamo a commettere li paghiamo a caro prezzo."

Il mister si è poi soffermato sulla gestione della gara e sulle difficoltà incontrate nell'arco dei novanta minuti: "Potevamo fargli male in qualche ripartenza: loro mettono sempre l'avversario alle corde e bisogna essere bravi a tenere botta, ripartire e chiudere la partita, perché contro squadre del genere se non la chiudi te la porti dietro fino alla fine. Ci manca ancora la capacità di gestire la gara nei novanta minuti, di avere la sensazione che passando in vantaggio al primo minuto si possa condurla fino al termine. Con la Reggiana avevamo dato questa sensazione, ma abbiamo ancora queste cose da aggiustare. Non cerco alibi, è una sconfitta difficile da digerire ma non siamo così inferiori al Pescara nella completezza, anche se loro sono una squadra forte costruita per un campionato diverso. Abbiamo creato due o tre occasioni per pareggiarla, ma gli episodi oggi sono stati contrari."

Proseguendo nella disamina, il tecnico ha trattato i temi relativi alla tenuta fisica, all'amalgama del gruppo e alla gestione dei singoli: "Non la metto sul piano della difesa perché oggi abbiamo preso due gol di cui uno ce lo siamo fatti da soli su un rigore nato da una palla persa, mentre sull'altro loro sono stati bravi a portarci un uomo a lato. Non abbiamo risolto tutti i problemi: la squadra è arrivata fino alla fine ai limiti per pareggiarla, ma gli avversari ti condizionano e probabilmente non abbiamo ancora la forza per tenere novanta minuti ad alto livello concedendo poco. Ci sono giocatori che cominciano ad accusare un calo di performance dopo aver tirato la carretta per otto o dieci partite di fila e c'è bisogno di energie fresche. Cortesi è entrato con una buona carica e già dalla prossima settimana qualcun altro darà il suo contributo. Se avessimo avuto uno storico più importante a livello di lavoro atletico e di squadra saremmo a un punto diverso, ma non vogliamo più alibi e dobbiamo farci bastare le prime dieci o dodici gare per trovare l'alchimia."

Infine, un passaggio autocritico sulle scelte tattiche operate durante il match: "Con il senno di poi a fine primo tempo avrei potuto fare qualcosa a livello di cambi, dato che sul finire della prima frazione abbiamo sofferto e sapevo che un paio di giocatori come Quirini e Kabashi erano in sofferenza. Ci sono momenti in cui recepisci subito il bisogno di cambiare, ma a fine primo tempo ho pensato che sistemando un paio di cose la squadra potesse ricreare qualche situazione prima di fare i primi innesti tra il decimo e il quindicesimo. C'è anche una questione di gestione del gruppo: togliere un giocatore nell'intervallo non è sempre facile perché equivale a una bocciatura e bisogna dare la possibilità di riesprimersi a chi può tirare il coniglio dal cilindro. Noi viviamo su questi equilibri."