Torres, Greco: "Vittoria di cuore contro grande squadra. Il livello? Capiremo tra 2-3 gare"
Sesto risultato utile di fila per la Torres, che quest'oggi batte l'Atalanta U23 ritornando ai tre punti dopo tre pareggi di fila. In sala stampa è quindi giunta la disamina di mister Alfonso Greco.
Mister, è possibile che si debba sempre arrivare al termine delle partite con il fiato sospeso?
«Ma chi lo dice? Purtroppo abbiamo avuto l’occasione per chiuderla definitivamente e invece siamo stati costretti a soffrire fino alla fine contro una grande squadra. Questi ragazzi sono tutti forti, tutti bravi, ho visto davvero dei giocatori di grande valore. Noi abbiamo fatto una partita di cuore e di carattere. Abbiamo creato anche diverse occasioni, ma oggi i ragazzi hanno dato tutto. È una vittoria di carattere e di cuore. Mettiamo altro fieno in cascina, andiamo avanti e adesso pensiamo alla prossima partita contro la Reggiana».
Complimenti per la prestazione. Forse è stato uno dei migliori primi tempi stagionali. Avete affrontato una squadra forte che, soprattutto all’inizio, poteva crearvi problemi, ma siete stati bravi a colpire nei momenti giusti. Quanto è importante mantenere questo atteggiamento ora che arriva il momento decisivo della stagione?
«Siamo stati bravi a soffrire quando c’era da soffrire. Loro ci hanno creato delle difficoltà e infatti, già nel primo tempo, abbiamo cambiato qualcosa per fare maggiore densità in mezzo al campo e togliere un po’ di profondità. L’Atalanta U23 ha forza, struttura e velocità. Siamo stati bravi ad adattarci alla situazione e, se vogliamo, anche a snaturarci un po’. Però le partite si vincono anche così. Sono tre punti fondamentali e adesso dobbiamo prepararci al meglio per affrontare un’altra grande squadra».
Nel primo tempo Antonelli ha disputato una grande partita, giocando spesso d’anticipo e ribaltando l’azione. Nel secondo tempo, invece, si è visto meno. È stato determinante il cambio di sistema da parte dell’Atalanta?
«È stata soprattutto la loro forza. Chi è entrato ha fatto la differenza. In quella squadra chi entra e chi esce è praticamente allo stesso livello, anzi, a volte uno è più forte dell’altro. La qualità che hanno ci ha costretto a soffrire, ed è normale. Poi, chiaramente, se fai il 3-0 la partita la chiudi».
Per affrontare una squadra così reattiva serviva una gara giocata sugli stessi ritmi?
«Sì, servivano velocità di pensiero e rapidità di esecuzione e nel primo tempo hanno fatto la differenza. Secondo me potevamo sfruttare meglio anche altre due o tre ripartenze. Mi vengono in mente una situazione con Di Stefano e una con Masala, nelle quali abbiamo perso l’attimo giusto. In certe circostanze bisogna anche rispettare il valore degli avversari e comportarsi di conseguenza».
Nel secondo tempo Scotto è uscito dolorante e con una vistosa borsa del ghiaccio sulla spalla. Quali sono le sue condizioni?
«Speriamo che non sia nulla di grave. Ha avuto un problema alla spalla e ci auguriamo che si tratti solo di una sublussazione e niente di più serio. Sta bene, sta giocando bene, si mette a disposizione della squadra e si sta sacrificando tanto. Domani farà sicuramente gli accertamenti del caso e speriamo davvero che non sia niente di grave».
Possiamo dire che con questa vittoria la pagina legata alla sconfitta dell’andata contro l’Atalanta (7-1, ndr) sia stata definitivamente chiusa?
«Per me era già chiusa, sinceramente. Pensavo soltanto alla partita di oggi e non avevo altri pensieri. Però, se vogliamo, questa vittoria può essere vista come un modo per cancellare quella brutta pagina».
Nel prepartita aveva detto che sarebbero servite ancora due o tre gare per capire il reale valore della Torres. Dopo questa vittoria la pensa ancora allo stesso modo?
«Sì, assolutamente. Intanto continuiamo a mettere fieno in cascina, poi più avanti vedremo dove saremo e che tipo di campionato potremo fare. I ragazzi stanno bene, hanno acquisito fiducia e consapevolezza. È chiaro che le vittorie aiutano a crescere e ad avere maggiore fiducia nei propri mezzi, ma credo che serviranno ancora due o tre giornate per capire davvero il nostro livello, soprattutto quando affronteremo le grandi squadre e ci confronteremo con loro. Solo allora capiremo di che pasta siamo fatti».
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