Brignola: "A Crotone la mia rivincita. Qui per aiutare i giovani e tornare forte"
Enrico Brignola, esterno offensivo del Crotone, ha raccontato le sue sensazioni dopo il 2-2 contro il Barletta, soffermandosi sul rapporto con il nuovo allenatore, sul suo percorso personale e sull’importanza della rimonta ottenuta dalla squadra.
«Con il mister mi sono trovato bene fin dall’inizio: è una persona che tiene tanto ai giocatori, aiuta molto e cerca di far uscire il meglio da ognuno di noi. Siamo una squadra giovane e ho rivisto lo stesso rapporto che avevo quando ho iniziato: la fiducia dell’allenatore è fondamentale. Mi ha detto di entrare e divertirmi, sapendo che fisicamente ero un po’ indietro rispetto agli altri. Sono contento: non poteva andare meglio».
Brignola ha poi fatto riferimento a un momento personale delicato, senza entrare nei dettagli: «Non voglio parlarne. So chi mi ha fatto del male e lo sa anche lui. Dio restituisce sempre. Quando stavo per firmare qui, la prima cosa che ho guardato è stato il calendario: ho letto un nome e sono impazzito. L’ho detto subito al direttore: fammi partire, prendimi, voglio giocare questa partita a tutti i costi. Chi mi ha toccato dentro lo ringrazio, perché oggi mi sento una persona diversa, più forte. Ne sono uscito grazie alla mia famiglia e oggi ringrazio Dio: tenevo tantissimo a giocarla e a fare quello che ho fatto».
Sul Barletta e sugli ex compagni: «Con Mato (Matosevic del Barletta, ndr) ho giocato insieme, è un buon portiere e un bravissimo ragazzo. Il gol era difficile da parare, sono sincero. Auguro il meglio a tanti ragazzi del Barletta: li conosco, sono una grande squadra».
Brignola ha spiegato anche il motivo della sua scelta di venire a Crotone: «Sono venuto qui per rilanciarmi a livello personale, ma anche perché il mister mi ha chiesto di aiutare i più giovani. Sono a disposizione: posso dare tanti consigli. Ci tenevo a ringraziare tutti quelli che lavorano per il Crotone, dal direttore al presidente al mister. Mi hanno dato una possibilità in un momento molto difficile della mia carriera, dove ho ricevuto tante porte chiuse. Oggi è la mia rivincita. Ho 27 anni, so che posso tornare a certi livelli. Sono convinto che questa squadra sia molto forte e che alla lunga usciranno i risultati. Ringrazio il presidente, il direttore, il mister e i miei compagni, che mi hanno accolto in maniera incredibile».
Infine, un pensiero sulla rimonta: «È stata una rimonta importante, perché conosciamo le nostre difficoltà. Una squadra con un atteggiamento più debole, dopo il 2-0, sarebbe morta e avrebbe rischiato di perdere 4-0. Il 2-2 deve darci forza e convinzione: siamo una squadra forte. In questi giorni ho trovato un gruppo attento e impegnato su tutto ciò che chiede il mister. Sono contento e convinto che possiamo fare una grande stagione».
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