Catania, bilanci di un triennio di crescita: cosa manca agli etnei per vincere

Catania, bilanci di un triennio di crescita: cosa manca agli etnei per vincereTMW/TuttoC.com

Entusiasma, diverte, ma non riesce a vincere. Riduttivo descriverla così, ma è un dato di fatto che il Catania, partito già anni fa con altissime ambizioni, voglia ancora realizzare gli obiettivi prefissati. Per capire dove sta andando il club etneo basta mettere in fila le ultime tre stagioni di Serie C, perché raccontano una crescita lenta ma costante, una curva che punta verso l'alto senza strappi ma senza nemmeno passi indietro. Nella stagione 2023-24, primo vero anno tra i professionisti, i rossazzurri chiusero al tredicesimo posto, con una salvezza conquistata all'ultima giornata: eppure quell'annata regalò la Coppa Italia Serie C, vinta in finale contro il Padova, e l'accesso ai playoff da testa di serie, poi chiusi ai quarti contro l'Avellino. Nel 2024-25 il salto in avanti: quinto posto in regular season, di nuovo playoff, di nuovo eliminazione ai quarti, stavolta contro il Pescara poi promosso. E infine il 2025-26, l'annata della maturità sportiva: secondo posto in classifica, miglior piazzamento di sempre nella nuova era, e playoff chiusi solo in semifinale contro l'Ascoli poi ultima formazione promossa in B. Dal tredicesimo al secondo posto: la traiettoria parla da sola.

Eppure questa stagione ha avuto due volti. Nel girone d'andata il Catania ha retto l'urto di Benevento e Salernitana, alternandosi spesso in vetta. Poi gli infortuni, la mancanza di continuità soprattutto in trasferta e lo scatto poderoso dei giallorossi campani hanno allontanato i rossazzurri dalla promozione diretta, costando anche la panchina a Domenico Toscano. L'interregno di William Viali è durato poco e ha prodotto poco, tanto che la società ha richiamato lo stesso Toscano per la volata finale. Una scelta che ha riportato ordine, ma che non è bastata a evitare l'eliminazione in semifinale, dopo lo spettacolare 3-3 del Massimino contro il Lecco e la successiva uscita di scena. Il rammarico resta, perché la rosa costruita aveva i numeri per ambire a qualcosa di più. Ma anche stavolta il Catania si è fermato un gradino più in alto rispetto all'anno precedente.

È in questo contesto che si inserisce il summit a Palazzo degli Elefanti tra il presidente Rosario Pelligra e il sindaco Trantino: 40 milioni investiti in quattro anni, l'acquisizione del centro sportivo di Torre del Grifo, una struttura societaria sempre più solida. Il prossimo anno il Catania dovrà trasformare la costanza dei piazzamenti nel salto definitivo, quella Serie B inseguita e sfiorata che la piazza reclama da tempo. I passi avanti ci sono stati, evidenti, misurabili. Ma il calcio non premia chi cresce e basta: premia chi al momento giusto trova la zampata. Dopo tre stagioni di playoff e tre eliminazioni, l'obiettivo del nuovo corso etneo non può che essere uno solo. Perché una squadra che chiude seconda, con quel pubblico e quelle ambizioni, non può accontentarsi ancora a lungo di guardare la Serie B da un gradino sotto.