Potenza, Tisci: "Vittoria pesantissima. Sofferto, ma Cucchietti ci ha tenuti in vita"
Una vittoria pesante, arrivata all’ultimo respiro quella del Potenza sul campo del Cosenza. Il tecnico dei lucani Ivan Tisci ha analizzato in conferenza stampa la prestazione dei suoi.
Mister, complimenti. Al sesto di recupero hai mandato i difensori a saltare in area: scelta audace, considerando che poco prima avevate concesso un uno contro uno a Ciotti. Cucchietti è stato decisivo. Vittoria pesantissima, partita sporca, di categoria.
«Hai fatto una disamina perfetta. Sapevamo di affrontare una squadra che aveva grande voglia di fare risultato, com’è normale all’inizio del campionato. Mi aspettavo una partita di questo tipo. Credo che le condizioni climatiche, il caldo e anche il terreno di gioco abbiano penalizzato entrambe le squadre nel produrre una gara di grande intensità, ma è stata comunque una partita di buon livello di categoria. Sono contento di come i ragazzi l’hanno interpretata: siamo stati bravi - e anche fortunati - a partire forte e andare in vantaggio. Nel primo tempo potevamo essere più cinici, come già accaduto nella prima gara, per mettere la partita più al sicuro. Se non chiudi, poi rischi. Nel secondo tempo è arrivato il loro pareggio, ma ho apprezzato lo spirito, la voglia di chi è entrato, la volontà di osare fino alla fine. L’equilibrio non deve mai mancare: è vero che ci siamo presi un rischio, ma ce lo prendiamo volentieri quando c’è da attaccare. Va fatto con equilibrio, perché quando le partite non si possono vincere, non si devono perdere. Siamo stati bravi e fortunati, ma sappiamo di avere un portiere forte: Cucchietti ci ha regalato la possibilità di giocarci la partita fino alla fine, e i ragazzi lo hanno premiato».
Avevi preparato una gara pressante, intensa, continua. Segnare così presto può aver rappresentato un contraccolpo? Dopo il vantaggio ho visto un Potenza più gestore.
«Ti confermo ciò che avete visto dall’alto: i ragazzi hanno sofferto, ma entrambe le squadre hanno sofferto. Il caldo era pesante per tutti, e l’intensità non si poteva tenere. Noi l’avevamo preparata per dare intensità e il segnale di voler fare una partita importante. Ma in queste condizioni non puoi andare sempre a tremila: devi essere bravo a gestire i momenti. I ragazzi sono stati bravi nella gestione e nella pazienza. Qualche volta potevamo essere più veloci e fluidi nella manovra, perché quando lo facevamo arrivavamo. In fase di non possesso abbiamo lavorato bene. E la voglia di spingere fino alla fine per fare punteggio pieno mi lascia soddisfatto. Dovrò lavorare sugli aspetti che riguardano l’equilibrio, come dicevamo prima».
È forse sfuggito alle telecamere: a fine partita i ragazzi sono andati a salutare i tifosi che non c’erano. Che messaggio arriva da questo gesto?
«Era un segnale chiaro. Per i nostri tifosi, soprattutto. Anche se non erano presenti, abbiamo giocato e spinto anche per loro: sappiamo quanto ci tengono e quanto sono importanti per noi. Sono certo che da casa hanno sofferto, gioito e festeggiato. E sono sicuro che saranno contenti del gesto che i ragazzi hanno voluto dedicare loro».
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