ALTRI DUE CAMBI IN PANCHINA: LUCARELLI E GRASSADONIA CHIAMATI A DARE LA SCOSSA, SENZA POTER INCIDERE TROPPO (AL MOMENTO) SUL PIANO TATTICO. CAMBIARE COL TURNO INFRASETTIMANALE DI MEZZO PUÒ ESSERE UN RISCHIO

23.10.2019 00:00 di Tommaso Maschio   Vedi letture
ALTRI DUE CAMBI IN PANCHINA: LUCARELLI E GRASSADONIA CHIAMATI A DARE LA SCOSSA, SENZA POTER INCIDERE TROPPO (AL MOMENTO) SUL PIANO TATTICO. CAMBIARE COL TURNO INFRASETTIMANALE DI MEZZO PUÒ ESSERE UN RISCHIO

Saranno Bisceglie e Bari a tenere a battesimo Cristiano Lucarelli e Gianluca Grassadonia, sbarcati rispettivamente a Catania e Catanzaro per risollevare una stagione non partita nel migliore dei modi. Due cambi che arrivano in occasione del turno infrasettimanale che si giocherà domani e dove l’allenatore potrà incidere solo a livello emotivo non avendo possibilità di lavorare sul campo (entrambi sono sbarcati ieri nelle rispettive piazze) in una settimana piena segnata da rifinitura, partita, recupero e nuova rifinitura. Per vedere la mano dei tecnici in questi casi serve sempre tempo anche se sotto il profilo emotivo si spera in una scossa positiva.

Cambiare in queste situazioni è sempre un rischio, non solo per il poco tempo che gli allenatori hanno a disposizione, ma anche perché una sconfitta all’esordio potrebbe generare malumori un po' troppo precoci nell’ambiente e dubbi sulla bontà della scelta arrivata questa volta dopo appena 8 gare, ma a volte anche prima. Non resterà che stare a vedere cosa accadrà domani visto che neanche le statistiche ci aiutano molto in questo senso:

Hanno iniziato infatti con una vittoria da subentranti Gautieri a Trieste (tra l’altro contro il Padova), Lopez a Viterbo e Campilongo a Cava, mentre hanno ottenuto solo un pari alla prima Capuano ad Avellino, Vivarini a Bari, Pochesci a Bisceglie, Mauro Antonioli con la Fermana e Albé alla Giana. Sconfitte invece per Sottil, Torrente, Atzori, D’Agostino, Scienza (che poi ha innestato la marcia alta inanellando ottimi risultati) alla loro prima. Tra l’altro molti di questi avevano avuto la settimana intera per conoscere la squadra e iniziare a dare la propria impronta a essa.

A priori non si può dunque dire se la scelta sia giusta o sbagliata, ma certo in uno o due giorni non si può neanche sperare che la squadra, il suo modo di giocare e di stare in campo sia rivoluzionato. Solo dal punto di vista motivazionale si può sperare, in un arco così breve di tempo, di avere un cambio di passo.