Breve viaggio nel mondo degli svincolati. Il sistema li tratta come 'giocattoli difettosi' quando in realtà hanno tutte le qualità per essere ancora protagonisti

09.09.2022 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    vedi letture
Breve viaggio nel mondo degli svincolati. Il sistema li tratta come 'giocattoli difettosi' quando in realtà hanno tutte le qualità per essere ancora protagonisti

“Tra i 20.00 giocatori che vale la pena di valutare credo ci sia una squadra da titolo di 25 giocatori che ci possiamo permettere… Una specie di isola dei giocattoli difettosi” è una frase del film ‘Moneyball’ con Brad Pitt dedicato al mondo del baseball USA che mi ha colpito fin dal primo momento. Questo perché rappresenta al meglio, in ambito sportivo, l’arte dell’arrangiarsi. Ovvero lavorare con ciò che si adatta alle proprie esigenze per trarne il maggior beneficio possibile.

Applicando tutto questo al mondo del calcio e in particolare a quello della Serie C, ecco che si può serenamente arrivare ad affrontare il tema dei calciatori svincolati. Un universo di professionisti, spesso dalla grande esperienza, che a causa delle limitazioni imposte nella composizione delle rose finiscono per rimanere in stand-by, con la stagione già iniziata e la speranza che qualche società abbia bisogno di un innesto in extremis dovuto a chissà quale problematica (spesso infortuni di altri colleghi).

Andando ad analizzare, seppur superficialmente, questo piccolo mondo a sé stante ci troviamo di fronte, in modo per alcuni sorprendente, non certo a giocatori di basso profilo, bensì a veri e propri calciatori di categoria. Da portieri come Alberto Pelagotti, fresco di promozione in Serie B con la maglia del Palermo (31 presenze fra campionato e coppa), passando per difensori che hanno calcato anche in campi delle due serie maggiori come Magnus Troest (ex Juve Stabia) e Simone Iacoponi (ex Teramo), oppure Andrea Gemignani o Davide Mordini che nell’ultima stagione di Lega Pro hanno raccolto ben più di 30 presenze in club come Fermana e Sereno; poi c’è la linea mediana dove abbiamo letteralmente l’imbarazzo della scelta. L’ex Lazio Davide Di Gennaro, Marco Firenze apprezzatissimo sia nelle avventure a Vercelli e Crotone, Simone Missiroli, colonna portante del fenomeno Sassuolo degli ultimi anni o due elementi come l’ex Piacenza Juri Gonzi o l’ex Pro Patria Leonardo Galli reduci da altrettante esperienza positive nello scorso campionato. In attacco, infine, basta citare Stefano Scappini, bomber di categoria, così come Jefferson, autore di sette reti in campionato, o l’argentino Martin Tonso ex Vis Pesaro.

E potremmo andare avanti ancora a lungo con Valdifiori, Foglia, Raicevic, Volta, Sarno, Zibert, Tassi etc etc etc.

Tutti elementi, questi, che potrebbero serenamente giocare in Serie C in questa stagione. E alcuni di loro magari lo faranno. Anche se spesso vengono trattati e messi da parte proprio come dei giocattoli difettosi. Solo perché non sono più under o non creano le tanto agognate ‘valorizzazioni’. Perché, in fin dei conti, non vale davvero la qualità o il merito. Conta essere belli, giovani e forti. Anche se spesso scarsi. I giovani sono il futuro. Ai vecchi questo movimento da un bel calcio nel….