Buoni e cattivi della Serie C. Livorno sulla lista nera: ai soci servirebbe una babysitter che decida per loro. Caserta e Palermo, il futuro passa dalle infrastrutture. Joe Tacopina, il talismano del Catania

04.12.2020 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    Vedi letture
Buoni e cattivi della Serie C. Livorno sulla lista nera: ai soci servirebbe una babysitter che decida per loro. Caserta e Palermo, il futuro passa dalle infrastrutture. Joe Tacopina, il talismano del Catania

Parto da un presupposto: ho fame. Perenne. E so che non sono il solo fra coloro che avranno la pazienza e la compiacenza di leggere quanto scrivo. Così in questi primi giorni di dicembre nel cercare di tirare le fila per scrivere il pezzo che state appena iniziando a sgusciare, mi è venuto in mente un parallelo fra la situazione attuale della Serie C e il più tipico dei pranzi di Natale. Quelli dove trovi le pietanze buonissime fatte dalla mamma, ma anche qualche obbrobrioso esperimento della sorella che è chiaramente capitata in cucina totalmente inconsapevole del perché. Non so se tutto questo parallelismo sia figlio di una crisi d’astinenza anticipata viste le restrizioni che ci attendono pure sotto l’albero, ma la realtà della Lega Pro mi pare molto attinente a tutto questo.

UNA BADANTE LIVORNESE - E così, con la voglia di affrontare immediatamente il tasto più dolente eccoci, ancora una volta, a Livorno. Quella del club labronico oramai non è una crisi, ma un’agonia. A differenza di quanto vissuto negli anni scorsi fra Trapani, Matera, Pro Piacenza etc., piazze dove con l’avvicinarsi dell’ultimo respiro il silenzio regnava sovrano e le presenze scarseggiavano, nella città toscana il rumore è assordante. I protagonisti anche troppi. Ed è in quest’ottica che è in pieno svolgimento la battaglia tra il fronte societario che comprende, tra gli altri, Aldo Spinelli, Silvio Aimo e Rosettano Navarra e quello che porta al Gruppo Carrano che non è riuscito ad adempiere alle ultime scadenze e che in vista della prossima deadline per i pagamenti, fissata per il 16 di questo mese, rischia seriamente di accompagnare il Livorno nel baratro. Il trittico di soci sopracitati sta cercando, infatti, di scalzare il gruppo a cui fa riferimento anche il presidente Giorgio Heller, ma il problema paradossalmente è un altro. Ovvero che nessuno dei due schieramenti appare, secondo quanto avvenuto negli ultimi mesi, una soluzione credibile per il futuro della società toscana. Tanto che la sensazione è che serva una opinione terza, una sorta di giudice supremo (o di babysitter verrebbe da dire) che decida quale possa essere la soluzione migliore. Un’ipotesi, questa, chiaramente impossibile da mettere in pratica visto che spetta solo agli azionisti decidere le sorti di una società, ma la voglia che esista un cavillo che lo permetta, c’è. Anche perché questa faida intestina per eleggersi salvatore della patria, ma soprattutto per evitare l’onta di essere il boia del club amaranto, ha francamente stancato.

BENVENUTI AL SUD - Meglio allora ricordarsi che ci avviciniamo al Natale e lasciamoci trascinare dal fatto che anche dalla terza serie arrivano delle notizie positive. Almeno per una volta. Belle novità come l’approvazione del progetto per la realizzazione del nuovo centro sportivo del Palermo nel comune di Torretta per un investimento da 6 milioni di euro. Belle novità come il deposito da parte della Casertana del progetto definitivo per la realizzazione del nuovo stadio di Caserta. Una rarità, questa, per il calcio di Serie A, figuriamoci per quello di Serie C. Per questo è giusto dire bravo al presidente Giuseppe D’Agostino per quello che sta facendo. E anche se la squadra finora non è mai riuscita concretamente a combattere per la promozione in Serie B, di fronte ad un progetto simile avere un po’ di pazienza in più è assolutamente d’obbligo.

WELCOME BACK JOE - Concluso con un benvenuto, seppur non ufficiale, o meglio un bentornato a Joe Tacopina che nel giro dei prossimi giorni diverrà il nuovo numero uno del Catania. Il manager italo-americano, oramai alla terza avventura nel nostro calcio dopo Bologna e Venezia, oltre alla parentesi nella Roma di Thomas Di Benedetto, è una sorta di garanzia per le società in cerca di rilancio. Un talismano. Così come felsinei e lagunari, anche gli etnei potrebbero presto tornare a calcare i campi delle serie maggiori e lo auguriamo ad un popolo appassionato come quello catanese. Se lo meritano dopo le vicissitudini degli ultimi anni. Come una sorta di regalo di Natale dilazionato.

PS: sui fatti di Foggia non potrei dire niente di più sensato, centrato e pertinente di… fate schifo!