Caro 2021 sarà un piacere dirti addio! Il destino del Catania e la nuova emergenza Covid-19 danno il benvenuto al nuovo anno. Ecco l'unica scelta plausibile da fare

31.12.2021 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    vedi letture
Caro 2021 sarà un piacere dirti addio! Il destino del Catania e la nuova emergenza Covid-19 danno il benvenuto al nuovo anno. Ecco l'unica scelta plausibile da fare

Non so se si tratti di un onere o di un onore avere l’opportunità di chiudere il 2021 con i miei consueti farfugliamenti su queste colonne, ma così è. Il destino, a me e a voi, ha regalato questa mano di carte. Quindi… giochiamola! Fare il resoconto dei mille problemi che l’anno che si sta chiudendo ha portato con sé, penso sia abbastanza inutile. I soliti drammi sul fronte delle iscrizioni, la crisi economica dovuta alla pandemia che ha colpito molti professionisti di questa categoria, la palese inadeguatezza di alcuni dirigenti (bravi solo a far ruotare allenatori e a concludere operazioni di mercato così allucinanti che anche Kayser Soze farebbe loro un applauso), il rinnovamento della classe arbitrale che ha sollevato una miriade di polemiche sono solo alcune delle tematiche che siamo stati costretti ad affrontare e superare.

Al momento, nel nuovo anno di questi fardelli ce ne portiamo due: il primo è, manco a dirlo, legato allo stato di salute delle società (una in particolare), mentre il secondo ci vede ancora una volta a duello con il Covid-19.
A guidarci nel ’22 sarà, dunque, l’epilogo della crisi che sta coinvolgendo il Calcio Catania oramai da troppi anni. Dopo il fallimento ufficializzato dal Tribunale della città siciliana, i curatori hanno dato ancora qualche giorno di tempo alla proprietà per trovare 600mila euro fondamentali per permettere al club di terminare la stagione secondo le attese. Al momento, però, di certezze non ce ne sono anche se la deadline è arrivata. L’appuntamento per la condanna (o meno) è fissata subito dopo la pausa dovuta alla sosta per il capodanno. In quelle ore si deciderà il futuro di un club che c’è sempre stato nel calcio italiano e che ora rischia di scomparire. Stravolgendo tutto. Non solo sul piano della regolarità del campionato ma anche sul mercato.

Continuando sulla falsariga della salute è purtroppo doveroso passare da quella di una società a quella di decine, centinaia e migliaia di persone. Il Covid-19 è tornato a tempestare le giornate di tutti noi e questo non può non avere riflessi anche sul mondo del pallone. Mentre il Governo riduce nuovamente la capacità degli stadi e i club fanno la conta dei positivi, nelle stanze di bottoni una domanda serpeggia in maniera più o meno velata: sarà opportuno continuare con la normale programmazione della stagione? In Serie A finora è stato rimandato un solo match, mentre la B ha deciso di posticipare le due giornate che avrebbero dovuto chiudere il 2021. In Serie C cosa accadrà? Difficile, anzi praticamente impossibile dare una risposta certa.
Voglio solo sperare una cosa: che ci sia buon senso. Non tanto nel valutare se una gara, una giornata di campionato o l’intero torneo debba essere posticipato, ma nell’uniformità di giudizio. Se una situazione viene valutata e affrontata in un determinato modo in Veneto, lo stesso deve accadere in Puglia, Sicilia, Toscana e Liguria. Per questo occorrerebbe come unico provvedimento fondamentale la creazione da parte delle Autorità di una regia comune fra le varie ASL, che abbia il compito di coordinarle e farle remare tutte nella medesima direzione.

Sarebbe già un grande, anzi grandissimo passo in avanti, verso un 2022 più semplice e felice.