Che fine ha fatto il progetto delle gare diurne per risparmiare? Crisi Imolese, i miracoli non avvengono due volte

03.12.2022 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
Che fine ha fatto il progetto delle gare diurne per risparmiare? Crisi Imolese, i miracoli non avvengono due volte
TMW/TuttoC.com
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 Editoriale di oggi che si apre con una riflessione. Fino a qualche settimana fa si parlava continuamente della necessità di venire incontro alle esigenze dei club e di adeguarsi ai tempi di crisi che stiamo vivendo anticipando tutte le partite alle 12:30o, comunque, al primo pomeriggio onde evitare consumi energetici eccessivi. Nulla di tutto questo sta accadendo, finanche molte gare del turno infrasettimanale si disputano in notturna senza che nessuno spieghi come mai ci sia stato questo dietrofront. Aggiungiamo che serve a poco invocare la presenza di spettatori sugli spalti se, alle soglie dell'inverno e con pioggia e freddo, si scende in campo alle 20:45, spesso con la concomitante diretta televisiva che spinge a preferire il divano alle tribune. In tempi di pandemia, restrizioni e zone rosse si parlava di continuo del danno arrecato alle società e ai calciatori per la chiusura degli spalti, oggi che è tornato tutto alla normalità pare invece ci si voglia complicare la vita ed è un peccato visto che la componente ambientale è fattore che incide sui risultati del campo, sullo spettacolo del calcio in generale e sulle casse delle società. Quanto all'aspetto tecnico, riflessione sull'Imolese. La proprietà è cambiata e forse occorre tempo per attrezzarsi al meglio e onorare un campionato professionistico importante come la Lega Pro, così come avrà bisogno di tempo il nuovo allenatore dopo l'esonero di Antonioli. Ma a nostro avviso dovrebbe sempre pagare in prima persona anche il direttore sportivo quando arrivano sconfitte in serie e c'è un ribaltone tecnico. Dopo il miracolo targato Martone-Fontana, si rischia davvero il salto all'indietro di categoria se a gennaio non arriveranno calciatori di una certa esperienza. Vanno male le cose anche a Messina, Auteri e il suo staff sono usciti allo scoperto ammettendo i limiti della rosa. E' troppo tempo che una piazza che ha visto la A anche a buoni livelli per qualche tempo ritrovi serenità, questo vivacchiare tra bassa classifica in C e serie D ha fatto disperdere il patrimonio d'entusiasmo allontanando le nuove generazioni. A proposito di allenatori, a Novara salta Cevoli. Definito "un gran signore" dalla proprietà che ora darà carta bianca a Semioli. Anche in questo caso la mancanza di chiarezza sugli obiettivi è stata fatale al tecnico: se i piemontesi ambiscono a qualcosa in più della salvezza sarebbe forse più opportuno investire su giocatori d'esperienza e qualità piuttosto che mandar via un mister che, soprattutto in avvio di stagione, aveva ottenuto qualche risultato importante. Quanto all'analisi dei tre gironi, il Pordenone spreca una chance per la fuga e deve guardarsi le spalle dal ritorno di un Vicenza che ha sempre vinto con Modesto in panchina pur non brillando sul piano del gioco. Nel raggruppamento B perde malamente il Siena, tra le miglior difese dei campionati professionistici beffata tre volte a domicilio dalla Fermana. Campionato equilibratissimo, con Gubbio a ridosso del primo posto occupato dalla Reggiana, Cesena e Ancona altalenanti e l'Entella che si ferma dopo una lunga striscia di imbattibilità contro quel Pontedera che ogni anno sembra andare incontro a un ridimensionamento ma che poi va ben oltre la salvezza tranquilla. Nel girone C non esistono più aggettivi per il Catanzaro, cui media di 3 gol a gara è da record europeo. Alle sue spalle cade un Pescara che, a onor del vero, non brillava nemmeno quando collezionava successi in campo esterno mentre il cuore del Taranto ferma un Crotone uscito ridimensionato dall'ultimo mese.