Dall'Imolese alla Turris: il marchio di mister Fontana. Avellino, strategia intelligente ma si attendono altri due colpi

14.01.2023 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
Dall'Imolese alla Turris: il marchio di mister Fontana. Avellino, strategia intelligente ma si attendono altri due colpi
TMW/TuttoC.com
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L'editoriale di oggi si apre con una riflessione sull'Imolese e con un bilancio del lavoro svolto dall'oramai ex proprietario. Il presidente De Sarlo ha lasciato in eredità una società sana (a metà classifica), solida, che non ha avuto alcun problema al momento dell'iscrizione e, di questi tempi, non è certo una cosa scontata. Rumors assicurano che il patron abbia voglia di restare nel mondo del calcio e di investire in un altro club di Lega Pro, vedremo se queste notizie corrisponderanno al vero. L'Imolese, attualmente, è ultima in classifica ma sta provando a muoversi sul mercato nel rispetto del budget messo a disposizione da una proprietà che, tuttavia, ha bisogno di tempo per riorganizzarsi e per imprimere il proprio marchio. C'è tutto per salvarsi, insomma, anche perchè le dirette concorrenti non stanno certo allungando il passo. Focus anche sulla Turris che, senza calciatori di indiscutibile valore e titolari inamovibili (su tutti Leonetti e Giannone), riesce a tener testa alla Juve Stabia e a strappare un punto preziosissimo per la classifica e per il morale. L'era Di Michele non ha portato in dote i frutti sperati, già si vede la mano di un allenatore esperto e di livello come Fontana che, dopo il miracolo Imolese, ha voglia di imporsi in una piazza competente, affamata di calcio e che lo ha accolto nel migliore dei modi. Restando in Campania, possiamo dire che condividiamo la politica dell'Avellino. Certo, dal mercato ci si aspetta qualche colpo in più rispetto al solo D'Angelo (cui ritorno ha diviso i tifosi suscitando polemiche anche legittime), ma è assolutamente legittimo salvaguardare il bilancio e muoversi con oculatezza consapevoli che il primo posto sia lontano anni luce, che lo stesso Crotone appare irraggiungibile e che, tutto sommato, questa rosa al completo in un Partenio gremito e con un mister come Rastelli in panchina possa giocarsi i playoff in modo dignitoso e competitivo. Un plauso anche a Ramzi Aya: prima l'assist, poi un gol preziosissimo consentono di rispedire al mittente qualche critica ingenerosa. Il passato è passato, ha vestito maglie anche di squadre rivali risultando, tra l'altro, decisivo. Ora rappresenta l'Avellino ed è doveroso che il pubblico sostenga ed incoraggi chiunque scende in campo per la città. In generale ci aspettiamo comunque una sessione invernale più scoppiettante rispetto a quelle quasi anonime delle precedenti stagioni, purtroppo fortemente condizionate dalla pandemia, dagli stadi chiusi e da incassi spesso prossimi allo zero. Si sta muovendo il Piacenza, il Padova sogna il colpo Paloschi, il Mantova ha presentato Bocalon che vorrà chiudere al meglio una carriera che, almeno in C, lo ha visto spesso protagonista. Il Foggia ha riportato a casa Beretta, a Taranto sotto traccia si coltivano ambizioni che vanno oltre la salvezza tranquilla e la collaborazione tra Galigani e Capuano potrebbe portare in dote altre sorprese oltre Bifulco. Chiosa dedicata alla Triestina che, annullata una conferenza stampa molto attesa per motivi ancora tutti da chiarire, potrebbe cambiare società entro la fine di questo mese. La speranza, per il bene del calcio, è che piazze del genere possano ritrovare quantomeno serenità, prima ancora che risultati positivi. E' tempo che i tifosi, a tutti i livelli e in ogni categoria, tornino ad arrabbiarsi, ad emozionarsi, anche a piangere solo per questioni legate al rettangolo verde.