DEREGULATION FIFA: SPARISCONO GLI AGENTI. I PROCURATORI SI SPACCANO IN DUE CATEGORIE. ALESSANDRIA, IL CASO GUAZZO. UNA BIG DI LEGA PRO E IL GIOCHINO DEGLI STIPENDI A GIUGNO...

DEREGULATION FIFA: SPARISCONO GLI AGENTI. I PROCURATORI SI SPACCANO IN DUE CATEGORIE. ALESSANDRIA, IL CASO GUAZZO. UNA BIG DI LEGA PRO E IL GIOCHINO DEGLI STIPENDI A GIUGNO...
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sabato 17 gennaio 2015, 08:30Il Punto
di Nicolò SCHIRA

Per molti sono gli attuali veri padroni del mondo del calcio. Per taluni rappresentano invece il male da estirpare. Da qualunque parte la si analizzi è incofutabile ritenere la categoria dei procuratori al centro dell'universo pallonaro. Figure determinanti nel convogliare ed impostare operazioni, trattative ed affari. La Fifa dal prossimo primo aprile spazzerà via la figura degli Agenti, sostituendola con quella degli intermediari. In apparenza potrebbe non cambiare nulla. In realtà gli scenari sono difficilmente immaginabili e aperti ad ogni tipo di soluzione. L'appartenenza alla categoria degli Agenti Fifa avveniva sotto forma di un esame da sostenere e, naturalmente, superare. Ruolo riconosciuto da tutti gli stati appartenenti all'Unione Europea, che conferiva così una internalizzazione a tale professione. Chiunque invece fra poco più di un bimestre potrà fungere da intermediario. Il che aprirà ancor più la jungla delle trattative di mercato, nelle quali sguazzeranno - non che adesso non ci siano - personaggi poco limpidi e borderline.  La Deregulation inoltre è in antitesi con quelle che sono le linee guida tracciate dall'Unione Europea, in merito alla necessità di "ulteriore regolamentazione" e di "professionalizzazione" della figura di agente sportivo ed in virtù del divieto dell'attività di intermediazione a favore di lavoratori subordinati (quali risultano essere i calciatori in forza di un contratto professionistico) previsto dalle normative nazionali della maggior parte dei paesi europei. I procuratori nostrani si sono però spaccati a loro volta in due grandi gruppi. Da un lato l'AssoAgenti, presieduta dai big storici della professione quali Pasqualin, D'Amico e Branchini, dall'altro lo IAFA (italian association of football agents) fondato da Christian Bosco e con al suo interno altri pionieri del calibro della famiglia Canovi e Paolo Palermo. La caccia agli associati è scattata e in questi giorni sono in programma Assemblee organizzative per battagliare contro la decisione operata dalla Fifa. In apparenza sembra un Nord vs CentroSud a livello di adesioni. La battaglia è appena incominciata...

Nelle scorse ore in casa Alessandria ha tenuto banco il caso riguardante il centravanti Matteo Guazzo. Il bomber di Acqui Terme è stato escluso dall'elenco dei convocati per la sfida contro il Real Vicenza. La rottura è netta e lo strappo fra le parti appare definitivo. I piemontesi da settimane stanno trattando un'altra prima punta di grande livello, il che mal si conciliava con la presenza in organico dell'ex Como e Salernitana. Mazzeo e Arrighini erano già stati ingaggiati: i contratti firmati, ma mai depositati in virtù dei dietrofront in extremis da parte di Vigorito prima e della punta pisana poi. Negli ultimi giorni i rapporti sono diventati più tesi e ci sarebbe stato uno screzio pesante all'interno dello spogliatoio alessandrino fra lo stesso Guazzo e Riccardo Taddei. Il tutto sarebbe degenerato in un violento litigio. Uno scontro, come tanti altri accaduti nella storia del calcio (l'ultimo caso a grandi livelli Icardi-Osvaldo all'Inter), che ha comportato la scelta dei dirigenti grigi - dopo la sosta natalizia - di mettere sul mercato il bomber classe '82. Sacrificato per l'ex Brescia e a causa di alcuni atteggiamenti sopra le righe poco graditi allo staff tecnico e alla dirigenza,  ma già appetito da altri club importanti della categoria, che hanno bussato alla porta del diesse Magalini. Per un calciatore reduce da due campionati vinti (Salernitana ed Entella) negli ultimi ventiquattro mesi sembra giunta l'occasione di uno storico tris. Non con indosso la maglia grigia, a meno di clamorosi armistizi...

Ci sono club che predicano bene ma razzolano male. Le società della terza serie non vivono un momento positivo dal punto di vista finanziario e parecchi club faticano ad arrivare a fine mese. Alcuni sono sull'orlo del fallimento e altri vivono un presente nebuloso. Purtroppo la crisi attanagliante il nostro calcio si sta facendo sempre più forte e gli stratagemmi burocratici di moltre proprietà, onde evitare penalizzazioni, stanno diventando diabolici. Una società di Lega Pro in lizza per la promozione ha chiesto nelle scorse settimane di spalmare gli emolumenti di settembre e ottobre come premio promozione, inserendo le spettanze dei proprio tesserati sugli stipendi del prossimo giugno. Se il club arriverà in Serie B, i giocatori guadagneranno quanto sottoscritto in estate. Altrimenti chissà. Al di là delle battaglie Macalli-Gravina sarà il caso che chi governerà la Lega Pro nei prossimi mesi stia all'erta su queste vicende così come sulle società che andranno ad iscriversi alla prossima stagione. Servono requisiti certi e inappuntabili. Senza dimenticare personaggi radiati e falliti con altre squadre negli scorsi anni che, puntualmente, si palesano anno dopo anno al capezzale di formazioni sull'orlo del baratro. Tutti sanno i loro nomi, eppure si riciclano in tutti i sensi ad ogni stagione sportiva. Sarebbe ora di fare piazza pulita. Tenete gli occhi aperti...