Falsa partenza per Messina. L'atteso derby col Palermo si giocherà in campo neutro e probabilmente senza tifosi. Si poteva, e si doveva, fare di più

25.08.2021 00:00 di Tommaso Maschio   vedi letture
Falsa partenza per Messina. L'atteso derby col Palermo si giocherà in campo neutro e probabilmente senza tifosi. Si poteva, e si doveva, fare di più
TMW/TuttoC.com

Niente da fare per lo “Stadio Franco Scoglio”. L’impianto peloritano non ospiterà l’esordio dell’ACR Messina in Serie C, una categoria che manca da quattro anni, nell’attesissimo derby contro il Palermo che manca addirittura dal lontano 2007 (quando i giallorossi si imposero grazie a una doppietta di Riganò). Nonostante da più parti si auspicasse la risoluzioni in tempi brevi delle varie problematiche (impianto d’illuminazione, videosorveglianza, impianto antincendio e tornelli) legate all’ottenimento dell’agibilità, alla fine si è dovuta alzare bandiera bianca e annunciare che la partita si giocherà sul neutro di Vibo Valentia probabilmente senza cornice di pubblico vista la forte rivalità fra le due tifoserie che potrebbero incrociarsi più volte nella strada che porta dalla Sicilia alla città calabrese.

Nel comunicato emesso dal Comune peloritano non mancano le accuse nei confronti della società di Sciotto, che avrebbe dovuto liberare la struttura lo scorso 1 giugno, sullo stato dello stadio (“Ricordiamo a tutti – al di là della ricerca dei responsabili – che le condizioni dello stadio Scoglio alla fine dello scorso campionato erano quelle di un impianto impresentabile anche per disputare le partite di quarta serie”), anche se però poco, troppo poco, è stato fatto in questi mesi estivi per sanare velocemente la situazione e permettere al club giallorosso di poter esordire fra le proprie mura fin dall’inizio della Serie C.

Per i tifosi dell’ACR Messina si tratta del peggior ritorno in Serie C possibile, con una delle gare più attese dell’anno – assieme all’altro derby col Catania – a cui si potrà assistere solo da lontano, dalla tv o alla radio, e questa volta non a causa della pandemia che da oltre un anno ha tolto agli stadi il calore, il colore, che solo i tifosi sanno dare. Questa volta il problema era molto più facile da superare eppure non si è riusciti a garantire l’apertura dello stadio in tempo per la seconda giornata, neanche la prima, di campionato. Sperando che la lontananza del Messina dalla propria casa si limiti solo a una gara e non si protragga nel tempo. Si poteva e si doveva fare di più e ora non c'è più tempo da perdere.