Il fatto della settimana - La storica prima volta di Olbia e Feralpisalò nel Consiglio Federale

28.02.2021 00:00 di Marco Pieracci   Vedi letture
Il fatto della settimana - La storica prima volta di Olbia e Feralpisalò nel Consiglio Federale
TMW/TuttoC.com

Confermato per i prossimi quattro anni alla guida della FIGC con una larga maggioranza, Gabriele Gravina inizia il secondo mandato con un obiettivo chiaro: restituire credibilità al sistema in un momento storico delicato come quello attuale perseguendo un obiettivo dichiarato, ossia quello di rendere il calcio più sostenibile. Come? In primo luogo attraverso la revisione del format dei campionati professionistici, un progetto da tempo sulla carta ma non ancora concretizzatosi. L’assemblea elettiva di lunedì è stata importante anche per la Lega Pro che ha visto entrare nel Consiglio Federale Giuseppe Pasini e Alessandro Marino, chiamati a rappresentare l’universo mondo della Serie C partecipando attivamente al processo di riforma. Una prima volta storica per due società modello che in queste ultime stagioni si sono contraddistinte anche lontano dal campo intraprendendo un percorso virtuoso.

Il numero uno della Lega Pro Francesco Ghirelli si è voluto complimentare per l'elezione: “Faccio i miei migliori auguri di buon lavoro a Giuseppe Pasini e Alessandro Marino per l’incarico affidato loro. Questi mesi sono strategici per avviare e costruire il processo di riforme di cui il sistema necessita. C’è bisogno della partecipazione e della spinta di tutti, sono certo che i Presidenti di Lega Pro faranno un ottimo lavoro e si impegneranno in prima persona mettendo al centro gli interessi del sistema. Ringrazio anche tutti gli altri Presidenti di Lega Pro che hanno concorso per l’elezione a Consiglieri, sono risorse preziose da impegnare”.

Tutta la soddisfazione per il prestigioso riconoscimento ottenuto nelle parole del patron della Feralpisalò: “In queste ore ho ricevuto le congratulazioni di numerose società, e di tante persone. L’elezione di lunedì a Roma è un riconoscimento da condividere. Non riguarda soltanto il sottoscritto, ma l’intera Feralpisalò. È un premio, insomma, all’impegno di collaboratori, dirigenti, sponsor, tecnici, giocatori. Nel 2009, quando ci siamo affacciati tra i professionisti, e non ci conoscevano, c’era un po’ di perplessità. Sembrava strano che la squadra non portasse solo il nome della località ma anche quello di un’azienda. Come in passato avvenuto per Lanerossi Vicenza, Marzotto Valdagno o Simmenthal Monza. O come si fa da tempo sia nel volley che nel basket. Il mondo del calcio è piuttosto conservatore, e fatica ad accettare i cambiamenti. Noi abbiamo dimostrato che il lavoro e la serietà pagano. I risultati sono lì da vedere. Non abbiamo mai chiuso agli ultimi posti, evitando sempre i play-out, anche nel nostro primo campionato di C1, che era il più difficile da affrontare. C’è la soddisfazione di avere portato la squadra dalla D alla C2 alla Terza serie. Le ambizioni ci hanno sempre spinto a programmare, e a lavorare". 

Orgoglioso e motivato per la grande opportunità ricevuta il presidente del club sardo: “Mi fa sopratutto piacere che Olbia possa essere rappresentata per la prima volta nel Consiglio Federale, credo che sia un vanto per tutti. Abbiamo davanti un quadriennio olimpico da sfruttare al meglio. Dopo aver provato il consenso sui progetti, adesso dobbiamo tutti essere in grado di trovarlo nella riscrittura delle regole. Lo dico da diversi anni, il calcio italiano non può andare avanti accumulando perdite su perdite e deve trovare le soluzioni giuste per avvicinarsi al modello inglese. Oggi non possiamo parlare di sistema calcio perché il valore è generato esclusivamente dalla Serie A. La Serie C? Se il vertice del calcio ci considera un peso e non un valore, forse qualche domanda dobbiamo farcela. In Inghilterra la Premier ha erogato alle serie inferiori contributi e prestiti e per un totale di 280 milioni di euro. Questo non per beneficenza, ma perché c’è consapevolezza di un sistema che funziona. Come Serie C non dobbiamo battere i pugni, ma anzitutto capire come possiamo essere più utili”.