IL FATTO DELLA SETTIMANA - RETROCESSIONI REGOLAMENTATE NON SENZA POLEMICHE E PENALIZZAZIONI SEMPRE PRESENTI A STRAVOLGERE GLI EQUILIBRI

06.04.2019 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
IL FATTO DELLA SETTIMANA - RETROCESSIONI REGOLAMENTATE NON SENZA POLEMICHE E PENALIZZAZIONI SEMPRE PRESENTI A STRAVOLGERE GLI EQUILIBRI

Non ci nascondiamo: è dura per tutti dover riformulare un regolamento a cinque giornate dalla fine di un campionato. Lo è per la Figc che deve prendere atto per l'ennesima volta dell'esclusione di due società (Pro Piacenza e Matera) che probabilmente non dovevano neppure essere iscritte e lo è per i protagonisti che si ritrovano in corso d'opera a rimodulare i propri obiettivi.
 
Ridurre da 9 a 5 le retrocessioni dalla Serie C alla Serie D apporta sicuramente dei benefici (al netto delle due escluse, altre due società avranno la possibilità di mantenere la categoria), ma introduce anche lo scontro tra girone A e C. Nel girone B, unico a 20 squadre, infatti è prevista una retrocessione diretta e un playout tra la penultima e la terzultima squadra. Se tra le due ci sono più di 8 punti di differenza, la retrocessione della penultima è diretta. Mentre nei gironi A e C non è prevista la retrocessione diretta, a meno che non vi siano più di 8 punti di distacco, ma un playout dell’ultima classificata contro la penultima di ciascun girone. Le perdenti retrocedono mentre le vincenti dei playout dei due gironi si scontrano tra di loro. La perdente di tale ultimo incontro retrocede in serie D.

Ed ecco quindi l'inevitabile codazzo polemico, a partire da Ezio Capuano, tecnico del Rieti, ai microfoni di TMW che ha parlato di "vergogna totale di un calcio senza regole e che non rispetta famiglie, società che spendono e allenatori che si massacrano sul campo dalla sera alla mattina". Ma a dargli man forte anche Nicola Canonico, patron del Bisceglie, che in una nota ufficiale ha definito le modifiche come un "atto estremamente lesivo alla dignità, allo spirito di abnegazione e alla professionalità di tutti quelli che, come me, mettono a disposizione delle rispettive società di riferimento, risorse finanziarie e impegno personale, spesso sottraendolo ai propri affetti e al proprio lavoro" e ha già annunciato che "unitamente ad altri proprietari e presidenti di società, conferirò incarico all'Avv. Cesare Di Cintio affinché tuteli l'AS Bisceglie srl e gli altri Club aderenti, nelle opportune sedi al fine di porre giustizia a quanto leso dalle decisioni assunte".

A provare a fare chiarezza ci ha pensato Emanuele Paolucci, segretario generale Lega Pro, rispondendo in primis a Capuano: "Il mister ha considerato Matera e Pro Piacenza come ultime in classifica e quindi retrocesse, mentre così non è, in quanto le stesse non possono essere tenute in considerazione nella graduatoria, poiché escluse. Il mister dovrebbe invece comprendere che oggi, dopo la modifica introdotta dal Consiglio Federale, le società si trovano in una condizione più favorevole e con meno probabilità di retrocedere in serie D".

E se già non fosse bastato tutto questo a rendere incandescente la lotta salvezza, ecco la nuova mannaia delle penalizzazioni, a dare ancora una volta un nuovo volto alla classifica, sempre dei gironi A e C: -4 per il Cuneo, -3 per il Bisceglie, -2 per Lucchese, Siracusa e Rieti

Al Nord piemontesi ora a quota 24 e nuovamente in corsa per evitare le ultime due posizioni, con un solo punto di distacco dall'Albissola e 2 dai toscani rossoneri a loro volta penalizzati e fanalino di coda. Al Sud tutte le società in lotta per salvarsi si sono viste infliggere sanzioni e così lo svantaggio del fanalino di coda Paganese si è assottigliato: 12 lunghezze dai pugliesi nerazzurri e con 4 punti si può sognare di riaprire i giochi, riacciuffando i playout e quindi evitando la retrocessione diretta. A sua volta il Bisceglie cercherà di far rientrare in gioco aretusei e laziali, distanti ora 4 lunghezze. E dalla Sicula Leonzio in su tutti a godersi la salvezza matematica e a sperare in un posto al sole playoff.

Una battaglia appassionante, che qualcuno si sarebbe però volentieri risparmiato.