IL FATTO DELLA SETTIMANA - RIPRESA SI', RIPRESA NO: MENTRE IN FRANCIA SI DECIDE, IN ITALIA C'E' IL RIMPALLO DELLE RESPONSABILITA'

02.05.2020 00:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Vincenzo Spadafora
© foto di Samantha Zucchi/Insidefoto/Image
Vincenzo Spadafora

Il calcio riprenderà? Anche questa settimana non ci ha permesso di arrivare ad una risposta. Anzi, il suo esordio è stato parecchio complicato: già domenica scorsa Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, aveva infatti mandato il premier Giuseppe Conte in fuorigioco sugli allenamenti. Mentre il secondo annunciava l'ok alle sedute delle squadre dal 18 maggio, il primo frenava: "Per quelli di squadra dobbiamo ancora attendere, bisogna arrivare al 18 maggio con tutte le condizioni di sicurezza. In questi giorni c’è stato un goffo tentativo di trasformare questo nostro “vedremo” in qualcosa di più o in una voglia di penalizzare il calcio. Il problema è che la ripresa da questa crisi è graduale e bisogna rispettare i protocolli. A questo proposito dico che proprio ieri (sabato scorso, ndr) il Comitato Tecnico Scientifico ha ritenuto che quel protocollo proposto dalla FIGC non è sufficiente e bisognerebbe avere altri accorgimenti". Per poi aggiungere nella giornata seguente: "Per la FIGC il campionato dovrebbe ripartire a metà giugno, è un tempo lunghissimo. Non siamo in grado di sapere l'evoluzione del virus e come reagiremo noi tutti. E' impossibile dirlo oggi. Non è per fare terrorismo psicologico, ma è impossibile dirlo perché non lo sa nessuno. Intanto, se riprendono gli allenamenti in sicurezza, ci predisponiamo anche in modo che il campionato possa riprendere, ma questo lo sapremo soltanto più avanti quando avremo i dati dell’attuazione del protocollo. Il protocollo ha dei costi elevati, come fanno la Serie B e le altre leghe".

Se il Governo decidesse di sua volontà adducendo come motivazione la straordinaria emergenza sanitaria del Paese, assumendosi così tutte le responsabilità, FIGC e Leghe verrebbero immediatamente sollevati dalle proprie e tutti i possibili ricorsi giudiziari disinnescati. Come ha ricordato nel suo editoriale per TMW il collega Enzo Bucchioni: "Si sta cercando una strada per fermarsi perché lo chiedono la scienza medica e la situazione, ma limitando i danni al calcio che sono già enormi e potrebbero diventare incontrollati con gli strascichi legali. In questa trattativa il Governo sta infatti cercando anche delle soluzioni fiscali e agevolazioni per impedire il tracollo del pallone, anche se non dovrebbero essere quelle legate al ritorno della pubblicità sulle scommesse".

Per quanto riguarda la Lega Pro la risposta potrebbe invece essere un pochino più certa dato che l'incontro dei medici sociali ha portato ad un punto fermo: il protocollo sanitario redatto dalla commissione medico-scientifica della FIGC è di difficile applicazione per i club di Serie C e lascia ancora troppe domande aperte. Difficoltà di accedere ad un numero elevato di tamponi, rischi per i medici che prestano servizio sul territorio e, soprattutto nelle zone maggiormente colpite dal Coronavirus, questioni che attengono le diverse responsabilità, civili e penali, che si dovessero prefigurare nel caso di contagio, oltre ad un esborso elevato in termini di risorse economiche. Tutti elementi che fanno propendere per un probabile stop definitivo, come confermato dal presidente Francesco Ghirelli nel suo intervento social di venerdì: "La Serie C si trova per collocazione territoriale, strutture mediche e dei centri sportivi, per difficoltà economico-finanziarie nella impossibilità di riprendere in tempi ragionevoli, a meno che non si decida in Europa di passare da stagione sportiva ad anno solare e fare una sperimentazione in tal senso fino al mondiale in Qatar nel novembre-dicembre 2022".

E mentre in Italia il dibattito prosegue, la Francia decide di chiudere, con la Ligue 1 che convalida la classifica al momento dello stop, la Bundesliga aspetta l’ok dal governo (la decisione dei tedeschi è attesa per la giornata di mercoledì prossimo). E da lunedì in Spagna ci si potrà allenare. Fumata grigia infine per l'Inghilterra, con i club che hanno confermato il proprio impegno nel voler portare a termine la stagione, accogliendo di buon grado il supporto del governo.