IL PROTAGONISTA DELLA SETTIMANA - DAL SUDAMERICA ALLE MARCHE, SAMB A RITMO DI ROCK CON SERAFINO

17.05.2020 00:00 di Marco Pieracci   Vedi letture
© foto di Giovanni Padovani
IL PROTAGONISTA DELLA SETTIMANA - DAL SUDAMERICA ALLE MARCHE, SAMB A RITMO DI ROCK CON SERAFINO

"Mi avevano proposto altri due club, ma la Samb è quella più affascinante, anche se al momento non c'è nulla tra me e Fedeli. La possibilità di rilevare il club mi era stata offerta già alcuni mesi fa e come si può non valutare una società con un blasone simile?" Così Domenico Serafino, imprenditore di origini calabrese, già proprietario del Bangor City, uno dei più blasonati club gallesi (attualmente in seconda divisione) ha commentato le voci sempre più insistenti che lo vorrebbero come futuro presidente della Sambenedettese. Al di là della cautela di rito in queste occasioni si parla di trattativa molto ben avviata tra le parti, con una bozza d'accordo preliminare già firmata nei primi giorni di maggio e una fumata bianca definitiva che potrebbe arrivare presto.

L'attuale patron per il momento preferisce non sbilanciarsi: “Chi ha comprato la Samb? Fatemelo sapere voi. Se c’è un accordo? Finchè non ci sono certe condizioni non c’è nulla, vi farò sapere io”. La sensazione però è che il 53enne musicista e produttore divenuto celebre soprattutto in Argentina, sostenuto da un consorzio di investitori tra i quali figurerebbe anche un fondo americano molto solido sia destinato a raccogliere a breve il testimone da Fedeli Sr. A confermarlo è stato anche il figlio Andrea, ex amministratore delegato, secondo il quale l'operazione sarebbe in dirittura d'arrivo: "La sensazione è che la Samb sia stata venduta. Però tutto è in mano a mio padre e non saprei a chi l’avrebbe ceduta - ha dichiarato, senza citare dunque Serafino - l’unica cosa che posso dire è che spero vada in mani sicure e sono convinto che papà farà il meglio per il club".

Insomma, la Samb si appresta a voltare pagina, chiudendo un capitolo importante della sua storia per aprirne uno nuovo. Prima si dovrà sciogliere il nodo riguardante il pagamento degli stipendi dei calciatori. Da saldare resterebbero solo quelli relativi ai mesi nei quali non si è giocato a causa dell'emergenza coronavirus.