L'EDITORIALE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: BENE LE DECISIONI DELLA LEGA PRO, MA L'EMERGENZA È LONTANA DAL TERMINARE E PRIMA O POI BISOGNERÀ TORNARE IN CAMPO. IN FONDO ALLE "PORTE CHIUSE" CI STA PENSANDO ANCHE LA PREMIER

04.03.2020 00:00 di Tommaso Maschio   Vedi letture
L'EDITORIALE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: BENE LE DECISIONI DELLA LEGA PRO, MA L'EMERGENZA È LONTANA DAL TERMINARE E PRIMA O POI BISOGNERÀ TORNARE IN CAMPO. IN FONDO ALLE "PORTE CHIUSE" CI STA PENSANDO ANCHE LA PREMIER

L’editoriale ai tempi del Coronavirus. Non è facile trovare appigli di discussione in questo momento con due Gironi fermi e un terzo dove si continua a giocare come nulla fosse e che nell’ultima giornata ha visto il Bari riavvicinarsi alla Reggina anche se è presto per dire se il discorso promozione è riaperto o meno. Che le decisioni della Lega Pro siano state coerenti e giuste non v’è dubbio alcuno, come sono state giuste – seppur con altre modalità – quelle della Lega B (l’unico appunto è quello di aver rinviato Ascoli-Cremonese con squadra e tifosi lombardi già arrivati nelle Marche) e come è assurdo il teatrino che da ormai una settimana vive la Serie A con partite che si giocano, altre che si dovevano giocare a porte chiuse e sono state rinviate a quando non si sa (forse domani ce lo diranno), attacchi e accuse incrociate e uno spettacolo che penalizza di più lìimmagine del nostro movimento (e del nostro paese) di quanto avrebbero fatto 4-5 partite a porte chiuse. Senza contare che al momento si naviga a vista, con la possibilità che fra qualche giorno le regioni maggiormente colpite – Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna – possano prorogare lo stop agli eventi pubblici, o che a queste si aggiungano altre regioni al momento solo sfiorate dal contagio del Covid-19 (ci si augura di no, ma è una cosa che non si può escludere a priori).

Prima o poi, e qui torno sulla Serie C, però bisognerà ripartire a prescindere dallo stato d’emergenza. Perché già adesso i tempi sono stretti e rinviato una o più giornate ancora si rischia di non riuscire a finire i campionato, con annessi play off e play out, in una data utile andando di conseguenza a intaccare pure la prossima stagione. Perché se in questo momento si pensa che certi grandi eventi che si svolgeranno in estate (quindi fra almeno tre-quattro mesi) come Europeo e Olimpiade possano essere toccati dall’emergenza sanitaria nata dalla diffusione del Coronavirus e si pensa a spostarli di sede onde evitare che saltino, bisogna aver chiaro che questo momento non si esaurirà nell’arco di poche settimane, né di mesi per quanto sia auspicabile. E se sarà necessario giocare a porte chiuse (con tutte le conseguenze del caso a partire da quelle economiche) fino a fine stagione – ci sta pensando la Premier League, non l’ultima lega del mondo – dovremo adeguarci e fare buon viso a cattivo gioco. Cosapevoli che a pagare saranno tutti e che lo spettacolo non potrà essere lo stesso perché i tifosi fanno parte dello spettacolo calcistico, ne sono parte integrante e lo rendono più bello da guardare e seguire.