LA LEGA PRO FINISCE SU STRISCIA LA NOTIZIA MENTRE L'AIC È SUL PIEDE DI GUERRA: BASTA ILLUDERE I RAGAZZINI, LA REALTÀ È CHE SONO FINITI I SOLDI. E I NUOVI PLAYOUT METTONO NEI GUAI IL SUD A UN MESE DALLA FINE

Siciliano classe '90, ama le favole di provincia, ovviamente in Serie C
04.04.2019 00:00 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
LA LEGA PRO FINISCE SU STRISCIA LA NOTIZIA MENTRE L'AIC È SUL PIEDE DI GUERRA: BASTA ILLUDERE I RAGAZZINI, LA REALTÀ È CHE SONO FINITI I SOLDI. E I NUOVI PLAYOUT METTONO NEI GUAI IL SUD A UN MESE DALLA FINE

La Serie C è alla canna del gas. In tutti i sensi. A Lucca il gas l'hanno tolto per davvero, poi è tornato, anche se non si sa per quanto. Parliamo tanto di futuro ma il presente è Striscia La Notizia che regala a milioni di italiani un'immagine della Lega Pro da censurare: i calciatori rossoneri intenti a falciare il prato, a lavarsi le maglie, a pitturare le porte. E a raccontare alle nostre mamme, ai nostri zii e ai nostri nonni, come una società professionistica stia terminando un campionato. La Lega Pro non è solo questo, ovviamente, ma l'Italia non lo sa. Anzi, forse è convinta del contrario, visto che fino a ieri la Serie C è stata accostata ai sette giocatori del Pro Piacenza e al 20-0 col Cuneo. Su 60 milioni e mezzo di italiani quasi nessuno conosce il miracolo dell'Imolese ma in tanti sanno del caos dei due club rossoneri. 

La Serie C è alla canna del gas, dicevamo. E la diatriba fra Assocalciatori e Lega Pro ce lo ricorda una volta di più. L'oggetto del contendere è sempre lo stesso: il numero degli over. Si era partiti con 16, si è scesi a 14, si vuol passare a 12. Un ritorno all'obbligatorietà degli under, insomma, perché bastano due infortuni o due squalifiche e un giovane dovrà giocare per forza. Il problema, qui, è doppio. Il primo: perché se un club vuole spendere tanto per avere giocatori d'esperienza non può? Perché Catania, Catanzaro, Monza, Vicenza, Virtus Entella, Novara e le altre big della Serie C non possono creare una squadra di soli over? Nessuno vieta alle squadre più piccole di tesserare tutti i ragazzini che vogliono: però perché bisogna vietare alle grandi il contrario? Perché abbassare il livello della competizione? Perché creare un continuo ricambio di under che dopo 2-3 anni scompaiono dal professionismo? 

E qui si arriva al secondo problema: che valorizzazione diamo ai nostri giovani? Lo Stato gira nelle casse della Lega Pro milioni di euro per valorizzare i vivai. Ma gli under sono usa e getta e i vivai di C, tranne rarissime eccezioni, di calciatori professionisti non ne producono. Quanti sono i ragazzi che hanno giocato in Lega Pro ad arrivare in Serie A? Una volta c'erano i Grosso, i Toni, i Montella, gente che si giocava il posto con i grandi in terza serie. Gente che veniva messa in campo perché sapeva giocare e non perché doveva giocare: non per far arrivare i soldi a società sempre più in difficoltà o che di soldi propri ne investono sempre meno ma per far vincere i propri club.
Perché un tifoso dovrebbe pagare per non vedere la squadra più forte? Perché se una big può permettersi di spendere milioni di euro per tesserare giocatori non può farlo? Perché costringere le più grandi a giocare come le più piccole? Se l'obiettivo era produrre quantità, ci siamo riusciti benissimo, con centinaia e centinaia di giovani lanciati in campo. Se l'obiettivo era la qualità, mi sa che non ci siamo, visto che di centinaia e centinaia in pochissimi sono diventati veri calciatori. Perché lo Stato dovrebbe continuare a investire soldi se i risultati sono questi? E, soprattutto, che penserà lo Stato se gli stessi lavoratori alzeranno le barricate e proclameranno uno sciopero?

La Serie C è alla canna del gas, infine, anche sulle tempistiche, con un nuovo regolamento playout a un mese dalla fine della regular season. Con una novità che fa esultare il Girone B e mette nei guai il Girone C. Spieghiamo: fino a ieri, le vincenti dei playout nei Gironi A e B si sarebbero dovute scontrare: la perdente avrebbe seguito in Serie D le ultime classificate e le perdenti dei playout. Adesso, lo spareggio tra gironi riguarderà i Gironi A e C. Per farla semplice: Bisceglie, Rieti e Siracusa, che fino a ieri erano salve, da oggi dovranno battagliare per non retrocedere. 
Fino a ieri, per questi tre club, bastava mantenere nove punti di distanza dalla Paganese, penultima, con il Matera out da tempo. Adesso, invece, la squadra più vicina agli azzurrostellati, indipendentemente dal punteggio, si ritroverà a spareggiare con la vincente del playout del Girone A. Una buona notizia per il Girone B, dove comunque si rischia di arrivare ultimi con 40 punti ma uno shock per il Sud. La coperta è corta: accontentare tutti non si può. Decidere all'ultimo, invece, sì. Non è colpa della Lega Pro se Matera e Pro Piacenza sono fuori ma tutte e due sono out da un mese e mezzo, non da ieri.

La fortuna, per la Serie C, è che un po' di gas è rimasto e la fiammella non è ancora spenta: le stringenti regole sulle iscrizioni e sulle esclusioni dalla prossima stagione eviteranno finalmente gli orrori dell'ultima annata (plauso generale a Gravina, Ghirelli e all'AIC che sono stati e, ci auguriamo, torneranno a fare squadra). Però occhio a non derogare più sulla qualità di chi scende in campo, perché il tifoso paga per vedere uno spettacolo. Ed ha tutto il diritto di vedere il miglior spettacolo possibile che la sua squadra può permettersi.