Largo ai giovani, ma chi ci guadagna?
Largo ai giovani: è questo l'imperativo espresso nell'ultimo biennio da parte dei vertici federali della Lega Pro. Una scelta giusta a livello basico, ma che nella realtà dei fatti presenta ancora delle sinistre anomalie. Infatti pur appoggiando la scelta di fondare le squadre della terza serie in ossequo ai dettami della cosiddetta "Linea verde" con under sempre in campo e rose piene di giovani promesse, un interrogativo sorge spontaneo: nella valorizzazione dei giovani chi ci guadagna?
Ebbene la risposta, magari per qualcuno scontata, è sicuramente ad appannaggio dei grandi club che "scaricano" i propri baby non considerati ancora all'altezza di disimpegnarsi nella massima serie e in cadetteria in Lega Pro dove possono conseguire un impiego costante e completare il loro processo di maturazione. Una scelta legittima da parte delle società di Serie A che però, in realtà, lede gli interessi stessi delle compagini di Prima e Seconda Divisione che usufruiscono solamente delle prestazioni dei calciatori under senza davvero guadagnarci dato che i più bravi nel giro, al massimo, di dodici mesi ritornano alla casamadre. Mentre i giocatori che falliscono l'annata di apprendistato vengono scaricati dalle squadre di vertice in Lega Pro, dove spesso i parametri contrattuali degli ex Primavera non sono contingenti alle casse dei club dell'ex Serie C.
La soluzione - che ci auspichiamo venga presto posta al vaglio dei vertici dirigenziali del nostro calcio - potrebbe essere incarnata dall'obbligo di inserimento nelle rose di almeno quattro elementi cresciuti nel vivaio del club in modo da spingere e magari "obbligare" tutte le formazioni appartenenti alla Lega Pro a tornare ad investire sui rispettivi settori giovanili dai quali pescare ogni anni i futuri protagonisti del calcio italiano.
Pochissimi infatti fra gli attuali titolari under sono calciatori di formazione dei club dove militano: in Prima Divisione ci sono il terzino Alessandro Favalli (Cremonese), la punta Andrea D'Errico (Pavia), il fantasista Nicola Russo (Taranto), il binomio offensivo Antonio Vacca-Gennaro Falzarano (Benevento), il centrocampista Daniele Casiraghi (Tritium), l'attaccante Manuel Fischnaller (Sud Tirol) e il diciassettenne Matteo Brunori Sandri (Foligno).
E tutti gli altri? Ci sono futuri i Nesta, Miccoli, Pazzini, De Rossi ecc all'interno della Lega Pro però i vari Campoli, Frascatore, Montini, Palibrik, Nappiello, Falco appartengono tutti, indistintamente, ai grandi club della massima serie nella quale saranno destinati prontamente a far ritorno in caso di stagione positiva. Ai poveri club di Lega Pro invece la mera consolazione di averli valorizzati, però a goderne la crescita e in caso di eventuali cessioni a riscuoterne i profitti saranno, come al solito, i soliti noti...
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2026 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati
