Leone di nome e di fatto: ci mancherai, guerriero! La brutta abitudine di esonerare i mister: quando pagano i dirigenti?

09.10.2021 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
Leone di nome e di fatto: ci mancherai, guerriero! La brutta abitudine di esonerare i mister: quando pagano i dirigenti?
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Editoriale di oggi che si apre, purtroppo, con il ricordo di un ragazzo che ha giocato e perso la partita più importante a cospetto di un male incurabile che non gli ha dato scampo. La morte del portiere Daniele Leone, ex Reggina e Catanzaro, ha scosso tutti noi. Non è retorica affermare che, a 28 anni, non si può morire per un tumore al cervello dopo aver condotto una vita sana e sempre estremamente professionale. Un atroce scherzo del destino, una ferita che perde copiosamente sangue e che non potrà mai rimarginarsi. Come redazione sportiva non possiamo che unirci ai tanti messaggi di cordoglio giunti alla famiglia, profondamente colpita da un lutto per certi versi anche inaspettato. La sua ultima frase postata sui social prima che la situazione precipitasse era un inno alla vita, un monito a non mollare mai. Vogliamo pensare che non sia un caso e che Leone (di nome e di fatto) abbia lasciato in eredità un grande insegnamento, lui che col sorriso ha combattuto a testa altissima e con esemplare dignità. Mancherà a tutti, e non è una frase fatta. Provare a parlare di calcio dopo questa parentesi così dolorosa è difficile, ma the show must go on e si prova a guardare avanti pur preservandone ogni giorno il ricordo nella mente e nel cuore.

E' caos totale ad Avellino. Proprio quando mister Vivarini sembrava ad un passo dalla panchina biancoverde, ecco che i leader della squadra si sono assunti la loro ampia fetta di responsabilità chiedendo alla proprietà di rinnovare la fiducia al tecnico Braglia. Sono stati accontentati, ma è chiaro che la posizione resta totalmente in bilico: l'ex trainer di Lucchese e Cosenza, che pure l'anno scorso non partì benissimo, proverà a difendere la propria posizione a cospetto del Francavilla. Un passo falso significherebbe esonero in automatico, resta da capire se Vivarini sia disposto ad accettare con sette giorni di ritardo e con la beffa di un contratto virtualmente firmato e mai depositato. Da qui nasce una riflessione a 360: ma siamo sicuri che sia giusto paghino sempre gli allenatori? In questo calcio spesso popolato da gente inesperta, che propina giocatori mediocri ai massimi livelli sovente con sponsor alle spalle, riteniamo che il fallimento di uno staff tecnico debba essere sempre accompagnato dalle dimissioni del direttore sportivo. Non è un messaggio implicito a Salvatore Di Somma, ci mancherebbe. L'esperto ds ha tenuto a galla la nave in epoca di passaggi societari e difficoltà economiche ed è giusto sia stato riconfermato. Ma sarebbe preferibile che le società non si riempissero la bocca con parole come "progetto" e "programmazione" se poi si rivoluziona tutto alle prime difficoltà. A Trieste si prova ad agire in modo diametralmente opposto. Bucchi è partito malissimo, gli alabardati rischiano di essere etichettati ancora una volta come eterna incompiuta ma le voci ufficiali parlano di riconferma certa, a tempo indeterminato. A nostro avviso, invece, l'ombra di Gautieri (ancora sotto contratto al pari di Pillon) aleggia sulla panchina biancorossa ed è evidente che un esonero ridimensionerebbe sia i piani della Triestina, sia la carriera di un mister in involuzione da diversi anni pur avendo doti umane e tecniche fuori discussione. Il pari tra Padova e Seregno è un bello spot per il calcio. Non ce ne vogliano i veneti, autorevoli candidati al salto diretto grazie all'allestimento di un organico super, ma vedere una piccola realtà ben figurare in uno stadio storico è sempre piuttosto emozionante. Chiudiamo con la Paganese che, dopo le gare riacciuffate con i capelli in zona Cesarini, perde contro un non irresistibile Campobasso. Un primo campanello d'allarme per Grassadonia e un messaggio chiaro: ne deve passare di acqua sotto i ponti prima di parlare di promozione in B.