MONEY GATE, UN ALTRO BUCO NELL'ACQUA PER LA PROCURA FIGC. ORA A CATANZARO CI SI DIVERTE. LIVORNO, PADOVA E LECCE: PRIME A DICEMBRE, PRIME ANCHE A MAGGIO?

MONEY GATE, UN ALTRO BUCO NELL'ACQUA PER LA PROCURA FIGC. ORA A CATANZARO CI SI DIVERTE. LIVORNO, PADOVA E LECCE: PRIME A DICEMBRE, PRIME ANCHE A MAGGIO?TMW/TuttoC.com
mercoledì 20 dicembre 2017, 00:00Il Punto
di Ivan Cardia
Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com

Si è chiusa nell’unico modo in cui poteva chiudersi. Parlo dell’inchiesta Money Gate, portata avanti dalla Procura Federale, che aveva chiesto le retrocessioni di Avellino e Catanzaro. Nulla di fatto: prosciolti i due club e tutti i soggetti deferiti, schiaffo in faccia alle richieste dell’accusa. Ieri aveva scritto bene Gianluca Savoldi, centrando uno dei temi: che senso aveva chiedere la retrocessione di un club, nello specifico il Catanzaro, per fatti molto lontani nel tempo (oltre quattro anni) e ascrivibili a una società completamente diversa? È uno dei punti su cui è andato a sbattere il procuratore Pecoraro, forse il più eclatante, ma neanche l’unico.

Sarà un tema noioso, ma a leggere la sentenza ci si rende conto di quanto il materiale dell’accusa fosse un mappazzone, giuridico e fattuale. Un impianto accusatorio raffazzonato, confuso anche per quanto riguarda le persone che avrebbero dovuto compiere l’illecito (si parlava di una presunta combine in un Avellino-Catanzaro del maggio 2013), che non poteva portare a risultati diversi. E fa il paio con un altro “risultato” ottenuto dalla procura FIGC in settimana, ovvero la sostanziale assoluzione di Andrea Agnelli e della Juventus nell’ambito del caso legato alla presunta infiltrazione ‘ndranghetista nella tifoseria bianconera. In pratica, le due inchieste più importanti, specie a livello mediatico, portate avanti dalla procura federale negli ultimi tempi si sono chiuse entrambe con un nulla di fatto. Un doppio buco nell’acqua. Ora, io non conosco il procuratore Pecoraro e non mi permetto di discuterne il curriculum, di sicuro ineccepibile. Però bisogna scontrarsi coi fatti, e i fatti parlano di due risultati deludenti, comunque li si guardi. Se le sue accuse sono infondate, come a leggere le sentenze sembrerebbe (specie nel caso di Avellino e Catanzaro), ha costruito inchieste sul nulla, guadagnandosi la prima pagina dei giornali sulla pelle di tanti tifosi. Se le sue accuse invece fossero per assurdo fondate, il risultato sarebbe comunque deludente: le ha portate avanti male, e non ha cavato comunque un ragno dal buco. In entrambi i casi, sarebbe opportuna una riflessione: non gli ha prescritto il medico, di fare il procuratore federale.

In casa Catanzaro, la notizia ha portato un po’ di tranquillità e penso che possa rappresentare un bel volano per migliorare i propri risultati in campionato. L’anno scorso da quelle parti sono stati fatti mezzi disastri, quest’anno il materiale umano, sia. a livello dirigenziale che tecnico, è di buon livello e credo che i tifosi calabresi possano togliersi qualche soddisfazione. Magari non arrivare a ridosso delle prime tre, che mi sembrano oggettivamente di un altro livello, ma come minimo avvicinarsi. Parlando di campo, la diciannovesima giornata di questo strano campionato ha concluso il girone di andata. Inizia il tempo dei bilanci, in attesa di ricominciare subito a giocare. Il titolo di campione d’inverno, lo racconta la storia recente della Serie C, dice davvero poco rispetto alla possibilità di vincere in campionato: Livorno, Padova e Lecce devono guardarsi bene dal considerare già acquisito un qualche risultato. Però penso che 18 partite abbiano detto qualcosa sui valori delle squadre, e che queste tre abbiano in effetti qualcosa in più delle concorrenti. Arriverà il mercato, e lo aspettiamo tutti con ansia, ma se non si distraggono potrebbero rimanere in vetta fino alla fine.

In settimana, poi, si è tenuta un’assemblea informale dei club in Lega Pro. Abbiamo avuto l’occasione di parlare col presidente Gravina, ci ha spiegato quali sono i progetti che intende portare in Consiglio Federale. Credo che dalla Lega Pro siano uscite buone idee: il semiprofessionismo, lo scrivevo proprio su queste pagine qualche settimana fa, non sarà la soluzione di tutti i mali, ma può alleviarne alcuni. Prevedere dei requisiti di onorabilità per chi acquista un club, come succede da anni in altri Paesi (Inghilterra su tutti) sarebbe una novità quasi assoluta per il nostro calcio. E poi credo che il progetto rating meriti una seconda chance. Non vi annoierò con la spiegazione di cosa sia nei dettagli, ma in buona sostanza prevede che le società, per essere considerate “buone”, debbano rispettare determinati parametri, non solo relativi al presentare una fideiussione (che abbiamo visto non essere affatto una garanzia sufficiente) o al pagare gli stipendi il 16 di dicembre. Settore giovanile e infrastrutture: sarà noioso, ma è da qui che dobbiamo ripartire.