Padova, quando riorganizzarsi non vuol dire ridimensionare. Monterosi e quella favola che merita di essere raccontata

08.10.2022 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
Padova, quando riorganizzarsi non vuol dire ridimensionare. Monterosi e quella favola che merita di essere raccontata
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Consueto editoriale del venerdì e focus di giornata dedicato stavolta al Padova. Se fosse arrivata la vittoria nel posticipo con la FeralpiSalò, oggi i veneti si sarebbero ritrovati addirittura in testa alla classifica. Il mezzo passo falso dell'Euganeo, tuttavia, non ridimensiona affatto una squadra che, anche grazie alla discontinuità delle dirette concorrenti, ha tutte le carte in regola per rappresentare la mina vagante. Che sia l'anno buono per il grande salto? A volte essere lontani dalle luci dei riflettori può essere un grosso vantaggio e consentire ai calciatori di scendere in campo mentalmente liberi. Senza grossi investimenti e con qualche partenza anche dolorosa (gli addii di Della Latta, Ronaldo e Chiricò non sono stati ancora totalmente metabolizzati), il club ha affidato il gruppo ad un allenatore bravo come Caneo parlando in modo chiaro e col cuore in mano alla piazza. Il pensiero di vincere spesso si può trasformare in ossessione, la verità è che per nessuno sarebbe stato semplice risollevarsi dopo una retrocessione e due finali playoff perse per un soffio. Ma questo Padova ha tutto per contendere il primato alle big, del resto negli scontri diretti ha già battuto Pordenone e Vicenza. In bocca al lupo anche al tecnico Fabio Gallo, nuovo allenatore del Foggia che eredita una situazione particolarmente complessa. La squadra, pur avendo perso il suo top player Curcio, non è certamente da ultime posizioni, Boscaglia ha collezionato un altro esonero e ora bisognerà scacciare il fantasma di Zeman che è mister adorato dalla piazza e che, fosse dipeso dal pubblico, sarebbe stato riconfermato a vita. Vedremo se l'ex trainer di Potenza e Ternana riuscirà a toccare le corde giuste. Occorre una prova d'orgoglio pure da parte dell'Avellino a cospetto del Crotone, in uno Scida che potrebbe essere più gremito del previsto. Il ridimensionamento sarebbe già totale in caso di ulteriore ko, ritrovarsi a -12 dalla vetta quando si rappresenta una piazza così importante comporterebbe una serie di riflessioni da parte della proprietà, ma anche un ulteriore allontanamento della tifoseria. Alla società , dopo le promesse e le parole di giugno, sportivamente parlando non viene perdonato nulla ma era palese già da fine mercato che Catanzaro e Crotone (forse anche il Pescara) avessero una marcia in più. Dando uno sguardo generale ai tre gironi, possiamo dire che la Carrarese rischia di vivere la solita stagione da partenza sprint e calo progressivo. Le due sconfitte di fila con Alessandria e Gubbio hanno acceso la spia dell'allarme, ma in fondo nessuno da quelle parti aveva parlato di promozione diretta. Delude l'Entella, l'Ancona è troppo discontinua, clamoroso davvero il tonfo della Reggiana che perde 5-0 col Fiorenzuola a conferma che blasone e grandi nomi non bastano in terza serie se incontri avversari agguerriti e che arrivano sempre primi sul pallone. Infine un altro, ennesimo plauso al Monterosi. Senza stadio, senza tifosi, forse anche con un ribaltone in società, ma la squadra laziale riesce a rimontare all'Adriatico di Pescara attraverso l'ennesima prova di carattere e qualità. Un miracolo sportivo del sempreverde Menichini e una favola che meriterebbe.