Pagani, quella corda che alla lunga s'è spezzata. Baldini, mosca bianca in un calcio che deve ritrovare i valori di un tempo. Feralpisalò, il sogno continua…

21.05.2022 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
Pagani, quella corda che alla lunga s'è spezzata. Baldini, mosca bianca in un calcio che deve ritrovare i valori di un tempo. Feralpisalò, il sogno continua…
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L'editoriale di oggi parte dall'analisi dei playout, lotteria come sempre spietata e combattuta che ha decretato la retrocessione di piazze anche storiche che, ora, possono aggrapparsi soltanto al ripescaggio in attesa di capire quali saranno i criteri per l'eventuale riammissione. Complimenti doverosi alla Viterbese che, anche grazie al lavoro del direttore sportivo Fernandez, ha salvato una stagione partita malissimo garantendosi la permanenza in categoria a cospetto di una dignitosissima Fermana. Dispiace per i marchigiani, simpaticissima realtà che nel lontano 1999 batteva una big del calcio italiano come il Napoli e che, con il gran seguito di pubblico su cui può contare, sarà sicuramente protagonista l'anno prossimo. Si è salvata anche l'Imolese, meritato riconoscimento per il tandem Fontana-Martone che ci ha sempre creduto anche quando la serie D sembrava ad un passo. Non era semplice ribaltare lo 0-1 di Pistoia, alla fine però un gruppo molto giovane ha saputo tirar fuori la personalità necessaria per superare l'ostacolo e togliersi una grande soddisfazione. Vedremo, invece, come la Paganese assorbirà questo colpo durissimo. Ad onor del vero, però, da tanti - troppi - anni gli azzurrostellati se la cavavano per il rotto della cuffia e, come dice il proverbio, a lungo andare la corda si spezza se viene tirata di continuo. La proprietà ha agito in totale buona fede provando a ribaltare la rosa come un calzino dopo la discutibile scelta di affidarsi ad un gruppo esperto in estate, ma nessuno è riuscito a determinare la svolta e c'è il rischio concreto che i tifosi si disinnamorino definitivamente dopo campionati anonimi o di bassa classifica. Quanto ai playoff, ammirevole l'atteggiamento di Silvio Baldini, mosca bianca in questo calcio in cui soldi e risultati regnano su tutto mettendo in secondo piano quei valori umani che sta incarnando perfettamente. "Non mi interessa nulla se vinco o se perdo: io voglio emozionarmi, sudare la maglia, far gioire la gente", parole che sembrano quasi utopistiche in questo calcio così freddo e distaccato ma che certificano quanto quest'uomo sia già profondamente orgoglioso di aver riportato 30mila persone sugli spalti del Barbera. Comunque vada, questa cavalcata merita di essere ricordata con rispetto ed emozione. Il Catanzaro, pur con un primo tempo di grande sofferenza a Monopoli, la ribalta con l'uomo copertina annunciato, quel Pietro Iemmello che ha bisogno di un grande successo personale per rilanciarsi a certi livelli dopo l'involuzione delle ultime stagioni coincisa con una serie di retrocessioni e situazioni spiacevoli. Il Padova soffre ma vince con la forza dei singoli, il colpaccio è della FeralpiSalo' che batte 2-1 al Mapei Stadium - Città del Tricolore" la Reggiana, e ora attende in semifinale la vincente della sfida tra Palermo e Entella. Il sogno promozione continua. Intanto inizia a muoversi il mercato degli allenatori, il focus è sull'Avellino che deve cercare di tirar fuori dal cilindro il tecnico giusto per una piazza importante e calda come quella irpina. Non è più tempo per le scommesse, ora i tifosi aspettano un top player anche in panchina per una programmazione a breve-medio termine che consenta di lottare per la promozione dopo il flop di quest'anno. A proposito di allenatori, dovrebbe essere giunta al termine l'avventura di Zeman a Foggia. Il nome caldo per la successione è quello di Caneo, ciò confermerebbe quanto abbiamo sempre rimarcato nelle settimane precedenti: tra la società e lo staff tecnico non c'era più un grande rapporto e il divorzio è stato rimandato soltanto dalla qualificazione playoff. Per il lavoro svolto è evidente che il boemo meritasse, il rischio concreto è quello di ripartire ancora una volta da zero gettando alle ortiche quanto seminato quest'anno. Il nome di Zeman è accostato - per l'ennesima volta - a quel Pescara che rese grande nel 2012 ma in cui non seppe ripetersi nelle annate successive. A Cesena si parla con insistenza di Toscano, trainer preparatissimo senza dubbio ma che non ha vissuto un lustro particolarmente felice pur con la promozione ai tempi della Reggina. Infine un plauso alla classe arbitrale che, nelle ultime partite, ha meritato voti complessivamente oltre la sufficienza. Non avevamo dubbi che la saggezza di Ciampi avrebbe consentito di alzare il livello in concomitanza con le gare decisive, ad oggi l'unico episodio veramente controverso resta il potenziale rigore non fischiato al Foggia in quel di Chiavari. Si spera di continuare così: la posta in palio è altissima e ogni minimo dettaglio può determinare un verdetto.