Playoff, la sorpresa che non ti aspetti può arrivare dal Sud. Riammissioni: Ravenna e Giana in pole position. Pirlo alla Juve U23? Vedremo... ma Pecchia avrebbe meritato di più

03.07.2020 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    Vedi letture
Playoff, la sorpresa che non ti aspetti può arrivare dal Sud. Riammissioni: Ravenna e Giana in pole position. Pirlo alla Juve U23? Vedremo... ma Pecchia avrebbe meritato di più

Nonostante l’indole di chi scrive non sia mai stata, ne mai lo sarà, propensa ad esaltare quanto di bello si trova di fronte, catturato più dal “lato oscuro della luna” che dal resto, devo ammettere che i playoff di quest’anno mi intrigano non poco. Alessandria, Catania, Catanzaro, Feralpisalò, Potenza, Padova, Robur Siena, SudTirol, Ternana, Triestina e a seguire Novara, Renate, Carrarese, Carpi, Reggina, Monopoli e Bari rappresentano, in modi diversi e complementari quanto di meglio ha da offrire la Serie C.

MAI PROVOCARE UN ELEFANTE - Negli anni passati non mi sono nascosto dai pronostici circa l’andamento della post season e non è mia intenzione farlo neanche adesso, anche se con la parentesi dovuta alla pandemia ogni tipo di analisi si dimostri decisamente più complicata. Chi è dunque la favorita per l’approdo in Serie B? Detto che le variabili sono molte, alla pari delle problematiche vissute fin qui, credo che il Catania abbia qualcosa in più rispetto a tutte le altre. Cosa? La voglia di sopravvivere.
Parliamoci chiaro. Mai come nel caso del club etneo la sopravvivenza dello stesso dipende dall’andamento di questi playoff. Arrivare in fondo e centrare il bersaglio grosso rappresenterebbe per l’elefantino una porta, anzi un portone, verso il futuro. E lo si è visto già dal match contro la Virtus Francavilla. Sotto di due gol, il Catania è stato in grado di ribaltare la partita e conquistarsi il passaggio del turno. Sul campo si è vista la fame, la voglia di vivere di un collettivo che non ha altra via se non quella del campo per assicurarsi un domani. Si è vista la personalità di un tecnico, Cristiano Lucarelli, che nel suo percorso professionale ha scelto le sfide più difficili come vero e proprio stile vita. Per questo credo sia giusto dire che l’anima, il cuore e la testa dei rossoazzurri saranno un bel grattacapo per chiunque. Dal ricco e ambizioso Bari, all’intrigante Reggiana e via così. D’altronde quando non si ha altra scelta diversa dalla lotta, gli avversari veri si contano sulle dita di una mano. Posso sbagliarmi? Assolutamente sì, ma in ogni caso voglio che sia il campo a dirmelo.

RIPESCA SARAI PIU’ FORTUNATO - In questa strana, stranissima, estate pallonara il campo, però, non è l’unico tavolo sul quale si gioca. Le stanze della lega, per quelle società retrocesse al termine della roulette dei playout (Arzignano, Bisceglie, Giana Erminio, Pianese, Ravenna e Rende), sono l’universo più importante. Il prossimo Consiglio Federale dovrà decidere i criteri per le riammissioni dei club virtuosi, ma l’intenzione del palazzo del calcio italiano appare già chiara: confermare le linee guida utilizzate nel recente passato.
Per puntare alla riammissione, dunque, queste società dovranno puntare sulla classifica dell’ultima stagione, così come su una gestione sana che ha evitato penalizzazioni, qualsiasi coinvolgimento in illeciti sportivi negli ultimi due anni oltre ad una iscrizione già effettuata nel campionato di Seri D. E in quest’ottica si può già ipotizzare Ravenna e Giana Erminio come le prime due aventi diritto. Due società serie che hanno sempre onorato con il lavoro sul campo il proprio impegno nel calcio dei pro.

CHE STILE SIGNORA! - Un impegno che spesso ripaga. Ma non sempre. E’ il caso di Fabio Pecchia, tecnico della Juventus Under23. A poche ore dalla vittoria della prima, storica, Coppa Italia di Serie C, il tecnico dei bianconeri è stato, di fatto travolto, dalla notizia dell’arrivo al suo posto il prossimo anno di Andrea Pirlo. Una scelta, questa, ancora tutta da confermare, ma che ad oggi è impossibile da valutare come giusta o sbagliata. Quello che stupisce, infatti, è che la Vecchia Signora non abbia provveduto a tenere a bada queste voci, quantomeno fino al termine dell’avventura nei playoff di Marchi e compagni, ma soprattutto per rispetto del proprio tecnico. Per qualcuno, certi tipi di atteggiamenti sono divenuti la normalità, ma per me sono e saranno sempre un errore. Una caduta di stile evitabile, soprattutto se ti chiami Juventus.