Ripescaggi e fondo perduto siamo ancora al primo round…Vale la pena spendere 4mila euro per “laurearsi” direttore sportivo? L’assurdità di quel Cittadella–Potenza

Ripescaggi e fondo perduto siamo ancora al primo round…Vale la pena spendere 4mila euro per “laurearsi” direttore sportivo?  L’assurdità di quel Cittadella–PotenzaTMW/TuttoC.com
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martedì 4 agosto 2015, 08:30Il Punto
di Vittorio Galigani
Vittorio Galigani, esperto dirigente calcistico, già Direttore Sportivo oltre che Direttore Generale in numerosi club professionistici dalla Serie A alla ex Serie C. Editorialista per TuttoLegaPro.com

Che la Lega Pro vada allo sbando, ove non si pongano rimedi, lo si denota dalle stupidaggini. Dalle piccole cose.

Il Potenza, dei bambini, giunto nel Veneto con solo 15 ragazzi del settore giovanile, viene ridicolizzato dal Cittadella, nel primo turno della Tip Cup. In un Tombolato desolatamente vuoto. Solo per ... 15 a zero. Un’offesa. In primis, ed anche, per l’importante sponsor al quale la manifestazione è intitolata.

Tutti sapevano delle difficoltà della Società Lucana. A zero, in tutto, sino a ieri mattina e, tutt’ora, in piena fase di riorganizzazione. Con quale senno, quindi, imporgli di attraversare longitudinalmente l’Italia in una trasferta tanto inutile quanto dispendiosa. Ignorando altresì, nell’ accoppiamento, il senso della vicinanza. Sempre prioritario nel primo turno della fase eliminatoria di questo torneo. Una quisquiglia che non ha acceso le menti di nessun, dirigente o funzionario, di una delle quattro Leghe calcistiche.In un evento, si badi bene, che le vede tutte coinvolte.

Ho visitato, recentemente, il sito internet dell’ Adise. Sembrerebbe una associazione perfetta. Un sindacato eccellente che si adopera nell’ interesse della categoria dei Direttori Sportivi.

Sembrerebbe appunto.

Solo se tutti i contenuti, per regolamento e  organizzazione, venissero applicati e fatti rispettare dalle varie componenti del mondo del calcio. Lo pretende la crisi occupazionale che imperversa, principalmente, in Lega Pro. La doverosa tutela del posto di lavoro. Il rispetto dei provvedimenti disciplinari imposti dalle leggi del calcio. Invece lavorano anche gli squalificati per illecito sportivo. Alcuni esempi sono eclatanti. Anche in quel caso il “sindacato” è dormiente.

La categoria viene invece  “calpestata” da intromissioni ed invadenze di ogni genere. Procuratori (se così li possiamo ancora chiamare dopo la deregulation), consulenti, “consigliori”, gente prestata al calcio che viaggia con lo “zainetto”. Categoria svilita anche da chi, in possesso dei titoli necessari, presta il proprio nome, senza poter operare, in cambio di un piatto di fagioli. Pur di incassare un contributo, minimo, utile per smarcare il lunario.

E l’Adise? Scarso l’interesse che attira. Nella massa corposa dei “laureati”, oltre duemila, il numero degli associati è minimo (intorno ai duecento). Adise ed i suoi rappresentanti, mai in prima linea nell’ interesse della professione. L’associazione è inerme dinanzi a tutto, capace soltanto diavallare lo svolgersi di corsi formativi inutili, ricorrenti e onerosi (quattromila euro il prossimo). Ma sempre sollecita, nel presenziare dinanzi alle telecamere, con qualche consigliere, alla chiusura delle porte del calciomercato.

Ma la categoria, ufficialmente riconosciuta dal 30 aprile 1982 (al primo corso, organizzato dal compianto Italo Allodi, allora rettore “magno” dell’ università di Coverciano, c’ero anch’io) è l’unica a non essere ancora rappresentata in Consiglio Federale. Sarà un caso o ognuno pensa soltanto al proprio fondo schiena?

Il capitolo ripescaggi non si è ancora chiuso. Nella giornata odierna saranno ufficializzati gli organici delle diverse serie. Si attendono novità per quanto attiene la serie B. La Lega Pro non riuscirà ad esprimere il numero previsto dall’ art. 49 delle noif. I tre gironi da 20 squadre ciascuno. Albinoleffe, Pordenone e Seregno si sentono giustamente forti nelle loro posizioni. Monopoli e Viterbese in attesa del pronunciamento del Consiglio federale, sono pronte a dare battaglia. Gubbio, Forlì e Sambenedettese, bocciate in prima istanza dal Collegio di Garanzia,riproporranno le loro motivazioni in altra sede e grado di giudizio. Tutto verte sulla legittimità o meno di quella richiesta di versamento, di 500 mila euro, a “fondo perduto”.

Fosse cancellata quella pretesa, giustamente ritenuta assurda, si spalancherebbero le porte della Lega Pro ad altre pretendenti. In testa a tutte il Taranto, per il ripescaggio del quale, la nuova proprietà ha già pronte, se non depositate, tassa di iscrizione e fidejussione bancaria. 

Il dettato dell’ articolo 49 comma B) e la norma transitoria dell’art. 50 delle carte federali sono di una chiarezza unica. La Lega Pro deve disputarsi, in questa stagione, in tre gironi da 20 squadre ciascuno.Eventuali modifiche a questo format, deliberate entro il prossimo 14 agosto, andranno eventualmente in vigore dalla stagione 2016/2017.

Tutto il resto sarebbe arbitrio, imposizione e disoccupazione. Tanta disoccupazione. 

Pensiamo positivo. Che prevalga il buon senso…e il rispetto delle regole.