SERIE C A RISCHIO SLITTAMENTO E SENZA PUBBLICO SUGLI SPALTI. LA STRADA VERSO LA NORMALITA É ANCORA LUNGA

08.09.2020 00:00 di Marco Pieracci   Vedi letture
SERIE C A RISCHIO SLITTAMENTO E SENZA PUBBLICO SUGLI SPALTI. LA STRADA VERSO LA NORMALITA É ANCORA LUNGA

La Serie C inizierà regolarmente il 27 settembre? Nelle ultime ore è questo l’interrogativo più ricorrente tra appassionati ed addetti ai lavori. In Lega Pro filtra un moderato ottimismo ma gli strascichi giudiziari del procedimento Picerno-Bitonto rischiano di portare a uno slittamento del campionato. Dopo la condanna in primo grado dei due club, si attende la pronuncia d’appello che potrebbe confermare quanto già emerso oppure cambiare le carte in tavola, aprendo la strada alla solita pioggia di ricorsi e contro ricorsi, con il rischio concreto di paralizzare l’inizio della nuova stagione. Una eventualità rilanciata con forza in serata dal portale TuttoSerieD, secondo cui la FIGC avrebbe adottato il rito classico e non quello d’urgenza, generando inevitabili ritardi nella discussione e di conseguenza della sentenza.

Per questo al momento sia i gironi che i calendari, originariamente previsti per il 10 settembre, restano di fatto congelati. Al momento l’unica certezza è che quando si tornerà in campo, lo si farà senza la gente sugli spalti. Le speranze di una riapertura seppur parziale al pubblico si sono infrante sul Dpcm firmato in serata dal premier Conte che proroga le norme anti-Covid fino al 7 ottobre. Dunque gli stadi resteranno off-limits, al momento per un mese, in attesa di capire come si svilupperà la linea del contagio nei prossimi trenta giorni, consideratati i più delicati dagli esperti. Eppure domenica al Tardini si è giocata la partita amichevole Parma-Empoli, davanti a circa mille spettatori, distanziati e con le mascherine. Un primo passo verso il ritorno alla normalità. Perchè non provare a sperimentare lo stesso almeno nelle categorie inferiori? 

Così come non sembra plausibile procrastinare a lungo un alleggerimento dei protocolli, troppo costosi per i club che devono già rinunciare agli incassi del botteghino. Si è ipotizzato un possibile dimezzamento del numero dei test ma Figc e Cts sono ancora lontane dal trovare un punto di incontro sul tema. La sicurezza è e deve restare la priorità ma senza rinunciare al buon senso.