Tosi, due anni di alibi e lamentele. Caduta di stile del Catanzaro. Bari, goditi il momento senza pensare alla querelle multiproprietà!

26.03.2022 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
Tosi, due anni di alibi e lamentele. Caduta di stile del Catanzaro. Bari, goditi il momento senza pensare alla querelle multiproprietà!
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Editoriale di oggi che si apre con un breve cenno sulla clamorosa eliminazione dell'Italia. Se si pensa che lo 0-1 con la modestissima Macedonia sia frutto del caso o della classica serata storta è totalmente fuori strada. Un vecchio detto dice che il pesce puzza dalla testa e non riusciremo mai a vedere una squadra vincente nel tempo fino a quando, a tutti i livelli, non si avrà il coraggio di lanciare i giovani preferendoli a stranieri che arrivano dall'estero e non sono nemmeno all'altezza. La Lega Pro, sotto questo punto di vista, è portavoce da lustri e lancia SOS che restano colpevolmente inascoltati da chi comanda il calcio e, oggi, si aggrappa a qualunque alibi scadendo nella retorica pur di non ammettere che il sistema sta saltando e necessiterebbe di un reset totale. Sperando che i club in terza serie inizino a investire seriamente e concretamente nei vivai e che si schierino gli under non per i soldi del minutaggio ma per mettere in vetrina veri talenti di prospettiva. Il grido d'allarme lanciato dal tecnico Nicolato è la cartina al tornasole del momento di crisi che viviamo da almeno un decennio, con l'esaltante e illusoria parentesi dell'Europeo che ha messo la polvere sotto il tappeto senza risolvere i problemi di fondo.

Torniamo alla serie C e partiamo dal girone C con un focus sull'Avellino. Le due partite casalinghe consecutive contro Messina e Catania potevano permettere di avvicinarsi al secondo posto e di giocarsi i playoff in una posizione privilegiata, invece sono arrivati due passi falsi che hanno fatto arrabbiare la tifoseria. Pareggiare con i peloritani e perdere contro un avversario che, pochi giorni prima, aveva beccato cinque reti in 45 minuti fa storcere il naso, è evidente che alcuni calciatori abbiano avuto una costante involuzione e che il nuovo direttore sportivo così come mister Gautieri non hanno ancora garantito la svolta definitiva. Da escludere, però, il ritorno in panchina di Braglia. Tutto sommato è giusto così. Nulla contro l'ex tecnico, sia chiaro, anzi i tifosi ricordano ancora volentieri l'ottimo campionato scorso chiuso con una cavalcata fino alla semifinale playout. Ma cambiare ancora a poche settimane dalla fine alimenterebbe confusione ed è giusto che Gautieri, al netto di qualche fisiologico incidente di percorso, concluda l'annata e prosegua il suo lavoro come ribadito dalla proprietà.

Autogol, invece, da parte del Catanzaro. Si parla tanto di fair play e di volontà di vivere lo sport circondati da valori autentici che possano essere d'insegnamento per i giovani, ma la società si è imbattuta in una caduta di stile rispetto alla legittima richiesta della Turris di rinviare di qualche ora la partita a causa di un improvviso focolaio covid. Invece ha prevalso la volontà di scendere immediatamente in campo senza tener conto che l'avversario era stremato dal continuo giro di tamponi eseguiti in albergo fino all'immediata vigilia con emersione di cinque positività, e quindi giustamente preoccupato per il proprio stato di salute. Il club calabrese, da queste colonne sempre elogiato per aver investito tanto in tempi di crisi, ha agito indubbiamente in buona fede ma ha sbagliato. Ma purtroppo accade ovunque così: basti pensare che, in A, Venezia, Udinese e Inter vogliono ottenere punti "approfittando" dell'indisponibilità degli avversari. Tutto molto triste, con conseguenti rinvii e battaglie legali che allontanano i tifosi dagli spalti. Veniamo ora ad una big del raggruppamento B, la Reggiana. Ci soffermiamo sulle parole del direttore sportivo Tosi che, a nostro avviso, non può gettare ombre sulla regolarità del campionato per due campionati consecutivi. L'anno scorso se la prese con la Salernitana pur di non accettare una retrocessione maturata sul campo esclusivamente a causa dei tanti risultati negativi, attaccando il club campano con parole durissime e immotivate e un regolamento approvato e poi rinnegato, senza tra l'altro fare ricorso nei tempi giusti. Stavolta accusa gli arbitri di aver già deciso chi salirà direttamente in B senza passare per i playoff, parole forti che certo minano la serenità delle tifoserie coinvolte nella lotta promozione. Farebbe bene il signor Tosi a denunciare tutto alle autorità competenti qualora abbia prove concrete piuttosto che fornire alibi ad una squadra competitiva, pienamente in corsa per il primato, ma che non sembra brillante come nel girone d'andata. Alla fine di ogni stagione, salvo rare eccezioni, gli episodi si compensano e sarebbe il caso di fare mea culpa quando le cose non vanno senza vedere fantasmi dappertutto. Altrimenti, se si pensa alla malafede, non si scenda nemmeno in campo e si faccia altro la domenica. A proposito di errori arbitrali, si lamenta anche la Paganese e lo fa dopo i torti subiti ad Andria in una partita che, alla lunga, potrebbe essere decisiva per la lotta salvezza. Il presidente Trapani e la dirigenza hanno scelto sempre la sportiva strada del profilo basso e del silenzio, ma ora i punti in palio valgono doppio e ogni sbaglio può essere pagato a caro prezzo. La città chiedeva una protesta dura e ovviamente civile per dare un segnale, ciò è avvenuto e ora toccherà a mister Grassadonia isolare il gruppo dalle polemiche e vincere qualche partita. Non salvarsi, dopo il poco edificante record di quattro retrocessioni su quattro dalla B alla C, non sarebbe il massimo per un tecnico comunque preparato e di cui si diceva benissimo quando esordì giovanissimo a Salerno nel novembre 2009.

Chiudiamo con un'analisi sui tre gironi. Nel raggruppamento A vincono ancora SudTirol e Padova che, a breve, si incroceranno per un entusiasmante scontro diretto. I veneti, con Oddo in panchina, continuano a vincere pur senza brillare sul piano del gioco ma hanno individualità tali da essere ritenuti da tutti i favoriti in caso di playoff. Dietro le inseguitrici non hanno retto minimamente il passo e si è creato un vero e proprio vuoto, più interessante la lotta per non retrocedere che coinvolge tante formazioni. Nel girone B, detto delle prime della classe, registriamo un altro passo falso di una Virtus Entella che doveva e poteva ambire al salto diretto ma ha pagato a caro prezzo l'eccessiva discontinuità. Non ha entusiasmato mister Di Natale con la Carrarese, calo progressivo anche di un Pontedera che non può pensare di salvarsi agevolmente e dare spettacolo ogni anno se, di tanto in tanto, ai giovani di prospettiva non si aggiungerà anche qualche elemento d'esperienza. Nel girone C, infine, voto basso anche per il Palermo. Che mancasse qualcosa per lottare per il salto diretto era evidente, così come è palese che il Bari fosse due gradini superiore a tutti e irraggiungibile per tasso tecnico, blasone, bacino d'utenza e investimenti. Ma la cura Baldini non ha sortito gli effetti sperati, di conseguenza anche uno stadio prestigioso come il Barbera si è progressivamente svuotato. A Catania, dopo la figuraccia di Foggia, torna il sereno per il blitz ad Avellino ma le ombre su questa nuova società aleggiano di continuo e c'è paura. Una piazza del genere meriterebbe di parlare esclusivamente di calcio e di futuro, invece ogni giorno c'è la sensazione che possa accadere qualcosa. Ed è una sconfitta per tutto il sistema.