WIND OF CHANGE: LA NUOVA SERIE C PRENDE FORMA

25.04.2019 00:00 di Marco Pieracci   Vedi letture
WIND OF CHANGE: LA NUOVA SERIE C PRENDE FORMA

Ci siamo lasciati qualche settimana fa chiedendo alla nuova governance di passare dalle parole ai fatti caldeggiando, in vista della prossima stagione, riforme basate su regole certe, controlli più rigorosi in sede di iscrizione e l’introduzione di una black list per tenere lontani dal nostro calcio personaggi ambigui. Beh, siamo stati accontentati. Anzi siamo già molto avanti rispetto a quello che era lecito immaginarsi. Prima dell’ultima assemblea dei club si ipotizzava addirittura una ulteriore riduzione del numero degli Over in lista che sarebbero dovuti passare da 14 a 12 ed invece dall'uovo di Pasqua ecco sbucare la sorpresa con l’abolizione della distinzione tra Over e Under. Scelta drastica, di chiara discontinuità rispetto al passato, una novità destinata a rivoluzionare in maniera copernicana il calciomercato e di conseguenza le strategie di mezza Serie C.

Il giovane non verrà più considerato un mezzo per recuperare crediti in Lega sfruttando il minutaggio ma un fine, una risorsa da crescere qualora abbia delle effettive potenzialità e non da valorizzare sempre e comunque, a prescindere dai meriti. Anche la favola Ajax lo dimostra: quando si è bravi lo si è indipendentemente dall’età che diventa solo un parametro. E questa del resto è una regola universale che vale per ogni settore. La formazione non si fa con la calcolatrice ma con quello che il campo trasmette. Sono certo che il nuovo regolamento sulle liste, unito al ritorno tra i professionisti di società gloriose, con alle spalle proprietà solide come il Bari non farà altro che incrementare il livello qualitativo e lo spettacolo in questa categoria che tanto ne ha bisogno dopo le vicissitudini vissute in questa incredibile e per certi versi irripetibile annata.

Per non perdere le cattive abitudini martedì è arrivata una nuova infornata di penalizzazioni, che hanno riscritto per l’ennesima volta le classifiche, con la Lucchese che a questo punto rischia seriamente la retrocessione diretta. E sarebbe un vero peccato, perché dopo tutte le sofferenze patite i rossoneri si meriterebbero almeno la possibilità di giocarsi la salvezza ai playout. Legittimo anche tutelare anche una società esemplare come l’Albissola che ha sempre rispettato le scadenze ed è pure essa parte lesa da questa situazione, ma infliggere ad una squadra 25 punti di penalizzazione, per colpe non sue, in un singolo torneo assomiglia tanto a un accanimento terapeutico. E lo stesso ovviamente vale per il Cuneo.

A proposito, prima parlavamo di personaggi ambigui: ai più attenti non sarà sfuggito il tweet pubblicato sul profilo ufficiale della Juve Stabia pochi minuti dopo la promozione in B da Fabio Petroni. Un nome che probabilmente non dirà molto ai più distratti ma che dalle parti di Pisa conoscono bene. Senza annoiarvi con lunghe ricostruzioni per le quali non sarebbero sufficienti una dozzina di editoriali consigliamo di fare una semplice ricerca su Google per capire di cosa stiamo parlando. E le parole pronunciate dopo la festa promozione dal patron gialloblu Manniello non sono molto rassicuranti. Massima allerta insomma per evitare che si ripetano situazioni poco piacevoli come quelle vissute tre anni fa nella piazza toscana. Attenzione, questo non vuole dire gettare ombre sull’impresa delle Vespe, prima compagine di C a gioire con pieno merito al termine di una emozionante cavalcata.

Di emozioni se ne sono vissute tante anche martedì sera: in una cornice di pubblico straordinaria (oltre 9.000 spettatori, record stagionale per il torneo) il Piacenza ha battuto l’Entella riscrivendo la gerarchie in vetta al girone A. Un sorpasso che sembrava impossibile e che invece adesso è realtà per gli emiliani, che ora sono padroni del proprio destino ma nei 180’ che ci separano dalla fine della regular season può succedere di tutto. E domenica a far festa potrebbe essere anche il Pordenone. Non resta che mettersi comodi e godersi lo spettacolo.