Campobasso, Francesco Agresta a TLP: Arrivare più in alto possibile
Per lui Campobasso è una piazza importante, meritevole del pubblico abbondante che ha nelle sue partite interne. Francesco Agresta, ventenne terzino sinistro nato ad Ascea, nel capoluogo molisano si trova bene. Si pensava che potesse tornare utile alla Salernitana in Prima Divisione, invece i granata hanno preferito cederlo in Seconda Divisione perché possa in un certo senso farsi le ossa. E ora, tornano a galla indiscrezioni su un suo possibile ritorno a gennaio alla base. In esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com il calciatore del Campobasso parla di questo e altri argomenti.
“A Campobasso mi trovo bene - spiega il giovane difensore - è una piazza storica che vanta tanti tifosi, quattromila dei quali vengono anche a vedere le partite la domenica e ci trasmettono il giusto calore. Hanno fatto anche la Serie B”.
All’inizio giocava frequentemente, ma da un po’ di settimane mister Cosco, subentrato a Carannante, sta facendo altre scelte.
“Non so, comunque da parte mia c’è tutta la stima per Cosco, perché è un grande motivatore e ci insegna tantissime cose. Anche se in questo periodo ho fatto un po’ di panchina, questo fa parte del gioco."
Abbiamo saputo che a gennaio potrebbe comunque tornare utile alla Salernitana in Prima Divisione.
"Io vivo giorno per giorno, quindi attualmente penso al Campobasso. Sono cose di cui si interessa il mio procuratore - Marco Maselli ndr – Sono contento comunque di giocare a Campobasso”.
A Campobasso ci resterebbe lo stesso?
“Campobasso è una piazza importante, fa piacere ricevere apprezzamenti, ma per metà sono della Salernitana, per cui devono decidere loro. Io faccio il calciatore, per cui non posso assumermi nessuna decisione”.
È anche impegnato nel sociale. Che esperienza è?
“Sono testimonial del progetto benefico Live Onlus. Ho conosciuto il fondatore dell’associazione l’anno scorso quando giocavo nella Salernitana, ho apprezzato tanto questo progetto, perché c’è uno scambio di maglie a fine partita con gli avversari, e le magliette vengono messe all’asta per raccogliere fondi. È un’azione nobile che non ho avuto esitazione ad accettare e la continuerò. Anche durante le partite indosso sempre un bracciale della Live Onlus”.
Un sogno nel cassetto?
“Essendo un giovane, credo che il mio sogno sia importante. Ho avuto la possibilità di giocare nella scorsa stagione in Serie B, ma c’erano anche altri giovani, per cui bisognava alternarli. Spero di arrivare più in alto possibile, non mi pongo limiti".
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