Felice Evacuo a TLP: "Voglio la B con il Benevento"

Felice Evacuo a TLP: "Voglio la B con il Benevento"TMW/TuttoC.com
© foto di Tommaso Sabino
venerdì 5 novembre 2010, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Orlando Savarese
Il bomber dei sanniti è anche il capocannoniere della Tim Cup: "Ho segnato cinque gol in una partita, ma conta più segnare in campionato"

Per Felice Evacuo, attaccante del Benevento è stato un rientro … felice. Tornava in campo dopo un infortunio e contro la Lucchese domenica scorsa ha segnato personalmente due gol nella partita vinta dai sanniti per 2-1 al “Santa Colomba”. La sua squadra ha perso fin qui troppi treni per la Serie B, malgrado i tanti investimenti fatti dalla proprietà, eppure questo può ancora essere l’anno buono per il Benevento. Evacuo si racconta in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com ed esterna tutta la sua fiducia.

“Per me è stato un rientro importante, perché venivo da un infortunio - dichiara Evacuo - e poi contro la Lucchese stavamo facendo fatica a segnare, quindi è stato importante aver realizzato”.

Ha sempre questo impatto notevole quando entra in campo dalla panchina, e per giunta al rientro: anche a Cava due anni fa mister Soda la fece entrare al posto di un compagno e il Benevento pareggiò con un suo gol la partita che stava perdendo.

“Sono uno che cerca di farsi sempre trovare pronto in tutte le situazioni. È normale che quando un giocatore va in panchina, quindi escluso dall’undici iniziale, vorrebbe essere chiamato in corso d’opera. Io cerco sempre di mettermi a disposizione dei compagni e del mister come dovrebbe essere sempre il nostro ruolo”.

Il Benevento è a tre punti dalla vetta, quindi con ventitré partite da giocare c’è tutto il tempo per provare il recupero su Nocerina e Atletico Roma.

“In effetti l’Atletico Roma e la Nocerina sono squadre che non stanno lassù per caso. Ma tra quelle che ambiscono al vertice ci metterei anche il Taranto e il Lanciano. La cosa che più mi conforta è che, rispetto alla scorsa stagione, nella quale c’era il Novara che aveva stravinto il campionato, quest’anno il campionato mi pare più equilibrato. C’è tempo e modo per recuperare, anche se alla fine credo se la giocheranno più di due squadre”.

Non possiamo fare a meno di sottolineare che a Benevento tutti hanno intonato il nome del compianto patron Ciro Vigorito.

“Purtroppo questa settimana abbiamo vissuto un grave lutto per la famiglia Vigorito, per la città e per la società, perché è scomparso un uomo che per noi è stato un punto di riferimento, soprattutto a livello umano e non soltanto professionale. È stata una grave perdita per tutta la città, e d’ora in poi avremo un motivo in più per vincere il campionato”.

Sa che si sta studiando un progetto per intitolare lo stadio di Benevento proprio a Vigorito?

“Indubbiamente è stato una persona eccezionale, quindi non ci sarebbe niente di strano. Queste cose hanno un seguito anche politico, ma penso che alla fine lo stadio sarà intitolato a Vigorito”.

Nell’estate 2008 è passato dal Frosinone al Benevento, da allora è rimasto tre stagioni di fila, cosa che non era mai accaduta nella sua carriera. Eppure c’è stato un periodo in cui il suo futuro potesse essere addirittura fuori da Benevento, invece è sempre rimasto.

“E’ vero: avevo sempre cambiato squadra. Questo trasferimento del 2008 comunque credo abbia segnato un po’ la mia carriera, perché firmai quattro anni di contratto e mi legai a un progetto che ritenni importantissimo. Purtroppo per due anni consecutivi non siamo riusciti a raggiungere la Serie B, comunque resta la voglia di vincere. Sono rimasto volentieri quest’anno come sono rimasto anche quest’anno, nonostante alcune richieste dalla Serie B, perché vorrei andare in B con il Benevento che continua a credere in me. Sono stato falcidiato da infortuni importanti per oltre due anni, riprendere non è mai facile, ma non ho mai pensato di abbandonare questo progetto”.

Lei non è capocannoniere del campionato, perché ha segnato solo tre gol… ma è l’attuale capocannoniere della Coppa Italia Tim con cinque centri.

“Sì, quest’estate ho segnato questi cinque gol all’Este, fa piacere essere il cannoniere di Coppa Italia, ma al di là di questi gol che contano poco spero di segnarne degli altri nelle partite di campionato per arrivare in Serie B, perché ho tanta voglia di rigiocarci”.

Nel 2002 è stato uno dei primi calciatori acquistati da Della Valle in quanto patron della Florentia Viola, da cui discende la nuova Fiorentina. Già allora quella fu una società molto solida, con un pubblico eccezionale per la Serie C2, ma si sarebbe mai aspettato che riuscisse a risalire così presto in A, addirittura fino a disputare la Champions’ League un anno fa?

“Sicuramente me lo aspettavo: a parte la serietà della proprietà e di Della Valle, anche la piazza di Firenze è straordinaria. Il seguito della tifoseria è stato sempre molto numeroso, e affrontando queste categorie con un pubblico così abbondante e con una città così forte alle spalle, sei destinato a vincere. È stato soprattutto merito della società, anche dei dirigenti che sono stati e sono ancora a Firenze, poter raggiungere prima la Serie A in così poco tempo e poi l’Europa. Si vedeva già dalla C2 che era una città predestinata a risalire subito in massima serie”.

Tornando al presente, che partita è quella che il Benevento affronterà a Barletta?

“A guardare la classifica, sembra facile. Però so benissimo che non lo è: la Lega Pro riserva sempre delle sorprese, e inoltre il divario tra la prima e l’ultima non è come quello che c’è in Serie A. Vedendo l’organico loro, presentano Margiotta, Galeoto e altri calciatori importanti, quindi dovremo essere bravi a fare punti contro il Barletta”.