Neapolis Mugnano, Esposito a TLP: "Penalizzati dagli episodi"

Neapolis Mugnano, Esposito a TLP: "Penalizzati dagli episodi"TMW/TuttoC.com
© foto di Anto.Abbate/TuttoLegaPro.com
mercoledì 25 maggio 2011, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Massimiliano Marino

E’ stato l’anno del Neapolis Mugnano ma non di Pasquale Esposito. Il roccioso difensore campano, intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro, ha infatti trascorso una stagione tribolata “perché l’infortunio cui sono incappato mi ha privato della possibilità di offrire il mio contributo in un momento cruciale della stagione e poi ho sofferto tantissimo la lontananza dal campo per tre lunghi mesi”. Ironia della sorte, ora che l’infortunio è stato smaltito, Esposito, a Trapani, non ci potrà essere: l’espulsione rimediata nella gara di andata play-off costringerà infatti il tecnico Chiricallo a ridisegnare il pacchetto arretrato di una squadra priva addirittura dell'altro centrale Bianchi.

Si dice che la direzione arbitrale del sign. Pairetto sia stata scandalosa…

“Si dice il vero. Se dovessimo sottoporre i filmati della partita a chiunque desideri esprimere le proprie valutazioni in merito alla condotta arbitrale, credo che l'opinione sarebbe la medesima, cioè che il sign. Pairetto ne ha veramente combinate di tutti i colori".

Una condotta arbitrale che ha mandato su tutte le furie il Presidente Moxedano: tu che hai vissuto questa vicenda da protagonista, cosa insinueresti a riguardo?

“E’ accaduto di tutto. Nel primo tempo il sign. Pairetto ha ammonito due nostri giocatori per perdita di tempo; inoltre, non solo non ha sanzionato una gomitata indirizzata al mio compagno di reparto Bianchi ma ha addirittura ammonito lo stesso Bianchi chissà per quale motivo. Su un’azione di calcio d’angolo ha poi fischiato loro un calcio di rigore assurdo commesso proprio dal sottoscritto che tiene a precisare l’assoluta estraneità al fatto, non avendo nemmeno sfiorato il giocatore avversario. Le espulsioni finale mia e di Bianchi aggravano una condotta arbitrale incomprensibile.”

Insomma, è fuoriuscito un 1-1 che sa molto di condanna…

“Parlare di condanna forse è esagerato anche perché queste sono partite che si giocano in 180’. Certamente, nonostante i numerosi danni inflittici dall’arbitro, andremo a Trapani per giocarci serenamente le nostre chance di passare il turno. Dal canto nostro, ce la metteremo tutta per ribaltare il risultato dell'andata e, di conseguenza, raggiungere la finale".

Come intenderete affrontare la gara di ritorno?

“Cercando di non abbatterci, entrando in campo convinti e determinati a tentare l’impersa. Siamo consci della nostra forza e delle nostre possibilità, ce la giocheremo fino alla fine. E poi a Trapani abbiamo già vinto 2-1, quindi non vedo come non si possa pensare di provare a ripetere quella prestazione”.

E’ forte il rammarico di non essere riusciti a conquistare due soli punti in più che, classifica alla mano, vi avrebbero proiettati al terzo posto?

“E‘ normale che una squadra dia il meglio di sé alla fine del campionato come è normale che a giochi chiusi ognuno ripensi a quello che poteva essere e che invece non è stato. Siamo una squadra caratterizzata da un età media bassa, condita da tanti giovani che hanno approfittato di questo palcoscenico per mettere in mostra le loro qualità e meritare l’attenzione di club importanti. Ritengo perciò il quinto posto un risultato soddisfacente”.

Quindi, comunque vada a finire, è lecito considerare positivo il vostro cammino?

“Assolutamente. E’ stato un campionato all’insegna della continuità. A parte la doppia sconfitta contro l’Avellino e lo 0-2 interno contro il Latina, la squadra si è sempre comportata bene e nell’arco di una stagione è normale sbagliare l’approccio di qualche partita. Abbiamo assolutamente meritato la possibilità di disputare i play-off, ora cerchiamo la ciliegina sulla torta: andare in finale e, possibilmente, vincerla”.


Stupisce il fatto che abbiate perso solamente due incontri fuori casa: contro l’Avellino, appunto, e il derby campano contro l’Aversa. Come spieghi questo straordinario rendimento?

“Fuori casa riuscivamo a difenderci meglio per ripartire poi in contropiede mentre in casa, date anche le pessime condizioni del campo, abbiamo sempre fatto fatica a fare la partita”.

Una spiegazione di tutto ciò potrebbe risiedere nel fatto che siete stati costretti a giocare per tutta la stagione a porte chiuse…

“Assolutamente. E’ un aspetto che ha influito tantissimo perché potevamo trarre beneficio dalla vicinanza e dal calore che i nostri tifosi avrebbero sicuramente manifestato. In casa abbiamo comunque ottenuto 23 punti e, bene o male, siamo riusciti a dire la nostra”.

Forse è stata anche questa la causa dell’allontanamento di D’Arrigo…

“I risultati hanno certamente influito sulla decisione della società di adoperare la mano forte. D’Arrigo ha appunto pagato questa realtà dei fatti anche perché la società stessa sapeva di poter ambire a qualcosa di importante ed essendosi rotto qualcosa all’interno dello spogliatoio temeva anche una caduta di morale ed il timore che i risultati potessero venir meno era forte. Ha quindi optato per la chiamata di Chiricallo, un tecnico giovane ed in gamba. Sarebbe bello se riuscissimo a conquistare la finale!”