Pro Vercelli, mister Braghin a TLP: "La sconfitta col Foligno ci è servita"

Pro Vercelli, mister Braghin a TLP: "La sconfitta col Foligno ci è servita"TMW/TuttoC.com
© foto di A.Cherchi/TuttoProVercelli.com
venerdì 16 dicembre 2011, 00:00Interviste ESCLUSIVE
di Orlando Savarese
La compagine piemontese neopromossa è addirittura al terzo posto. "Stiamo facendo grandi cose. Abbiamo 29 punti e vedremo dove arriveremo"

La Pro Vercelli sta facendo bene in un momento importantissimo del campionato di Prima Divisione, perché a novanta minuti dalla fine del girone di andata è terza dietro a Ternana e Taranto. Non male per una neopromossa. Non a caso c’è anche la mano dell’allenatore Maurizio Braghin. Intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro.com, l’allenatore dei bianchi riconosce il grande impegno fin qui profuso dalla Pro Vercelli, che ha una grande tradizione non fosse altro per la vittoria di ben sette scudetti agli inizi del Novecento, ma che ha anche un gruppo solido e un impianto ben disegnato tatticamente.

“Certo, tornavamo in C1 dopo trentatré anni e tutto sta filando per il verso giusto, ma forse ancora meglio – afferma Braghin – A inizio stagione avevamo avuto qualche difficoltà perché avevamo perso giocatori importanti e avevamo dovuto cambiare sistema di gioco. I ragazzi però hanno reagito bene e alcuni giocatori che all’inizio non erano titolari si sono trovati a fare i titolari, rispondendo con buoni frutti. Siamo partiti un po’ titubanti solo per il semplice fatto che avevamo diversi giocatori che non avevano mai giocato in Prima Divisione, e l’inizio non è che sia stato scoppiettante, anche perché c’era sempre la pressione di una piazza importante come Vercelli. Poi man mano abbiamo acquisito più autostima, abbiamo giocato più sereni e più liberi e ci siamo rivelati una squadra molto attenta. Abbiamo preso pochissimi gol, ma questo deriva dal fatto che tutti partecipano alla fase di non possesso”.

A proposito di partecipazione, ho notato che per voi hanno segnato ben 11 calciatori, tra i quali il solo Malatesta ha timbrato per sei volte.
“Sì, è vero, come però è vero che abbiamo cambiato spesso formazione. Prima giocava Di Piazza e non giocava Malatesta perché aveva dei problemi, poi è uscito Di Piazza ed è rientrato Malatesta, e contemporaneamente era fuori Fabiano. Abbiamo cambiato anche i centrocampisti, perché Germano non giocava”.

Grossa responsabilità per lei quella di essere un po’ il profeta in patria, perché lei è di Biella, una città che fino a vent’anni fa apparteneva alla provincia di Vercelli.
“Sono di Biella e la mia prima società professionistica è stata la Pro Vercelli, e l’ultima quando ho smesso di giocare è stata la Pro Vercelli. Ero già stato dieci anni fa come allenatore a Vercelli ottenendo i play-off, e prima di fare l’allenatore ero sempre stato tifoso della Pro Vercelli. È un doppio ruolo che pesa parecchio”.

Per lei ci sono anche esperienze in Serie A nel Piacenza e ci viene in mente che lì ha allenato nientemeno che Alberto Gilardino, il quale dal 2000 in poi si è costruito una luminosa carriera.
“A Piacenza venni promosso dalla Primavera e ho fatto quindici partite, quindici partite pesanti perché poi non è bello quando si retrocede. Per quanto riguarda Gilardino, lo conosco perché abito a trecento metri da casa sua, conosco lui e conosco anche i suoi genitori. L’ho allenato e l’ho seguito, era già molto promettente all’epoca del Piacenza: giocava già in Primavera con due anni in meno, poi è stato bravo lui a costruirsi la carriera che ha fatto”.

Tornando alla Pro Vercelli, avete fatto 29 punti in classifica, ma se aveste fatto tre punti, o almeno un punto, con il Foligno in quella partita stregata, il bilancio sarebbe stato ottimale?
“Proprio così. Il Foligno ci ha dato una grossa scossa. In quella circostanza non meritavamo di perdere, ma dopo aver perso quella partita siamo andati a vincerne quattro di fila. Ci siamo ricompattati e abbiamo ritrovato grande voglia di fare. Credo che la sconfitta col Foligno ci sia servita di lezione: giocare bene senza riuscire a essere cattivi e incisivi sotto porta ci ha portato a perdere una partita che forse avremmo vinto”.

Comunque in buona sostanza siete al terzo posto. L’appetito viene mangiando?
“Beh, siamo partiti per fare il massimo, come tutte le squadre. Il nostro obiettivo era di stare il più lontano possibile dalle zone basse, ora ci troviamo lì e dobbiamo solo continuare a giocare per cercare di restare lì. Non è facile perché ci sono tante squadre più accreditate di noi, anche se adesso il campo ha detto altre cose”.

Mister, gennaio è ormai vicino, ed è il mese in cui tutte le squadre cercano rinforzi. Ci sarete anche voi?
“Sarei contento se rientrassero tutti i giocatori che ho ancora fuori, in verità. Quindi speriamo di recuperare al cento per cento Battaglia, Di Piazza, e anche Cancellotti e Armenise. Se rientrassero loro staremmo a posto: abbiamo già una buona rosa e un ottimo gruppo. Poi sarà il direttore sportivo a valutare: può sempre capitare che qualche calciatore sia scontento perché gioca meno, però non ho l’esigenza di andare a cercare altri giocatori sul mercato”.

Il calendario domenica ci propone Carpi-Pro Vercelli. Che partita sarà?
“Il Carpi è un’ottima squadra. La scorsa stagione ha costruito una squadra per vincere e ha vinto, quest’anno si sta confermando, in casa ha sempre fatto benino anche se gioca a Reggio Emilia e non a Carpi. È una partita che affronteremo con grande serenità: domenica scorsa abbiamo offerto una grande prestazione, siamo a 29 punti e vedremo quello che riusciremo a fare”.

Ultima curiosità: lo stadio di Vercelli è in erba artificiale ed è intitolato a Silvio Piola… esattamente come quello del Novara. Un miracolo come quello di Novara, che è a una trentina di chilometri da Vercelli, è ripetibile anche lì da voi?
“Sarebbe un sogno. L’anno scorso la Pro Vercelli era praticamente fallita, siamo ripartiti da zero, ci troviamo in una categoria importante e cercheremo di fare il massimo. Ci proveremo fino alla fine, anche se ci sono sempre gli avversari verso i quali nutro grande rispetto, quindi vedremo cosa riusciremo a fare. Per adesso abbiamo fatto grandi cose”.