Riflettori TLP sul LATINA: Pietro Mariniello, la forza e la professionalità a blindare la difesa
Pietro Mariniello è uno dei baluardi della difesa del Latina in questo primo scorcio di stagione. Si è fatto trovare pronto da mister Sanderra al ritorno tra i professionisti. Lui, “giovane ragazzo” trentacinquenne, che dopo un girovagare sui campi di mezza Italia (Solbiatese, Imolese, Mestre, Vis Pesaro, Padova e Martina) si era ritrovato disoccupato (fine stagione 2007/08) e si era già rimboccato le maniche per prendere il patentino da allenatore. “Poi, per fare un favore ad un amico - commenta il difensore –, sono andato a giocare in sicilia, in serie D, al Castiglione. Undici partite e quattro gol per me, prima di avere la proposta di giocare nella “mia” Latina (l'allora Virtus Latina, ndr) impegnata nel campionato di Eccellenza laziale”. Mariniello, in questo nostro spazio dedicato proprio al Latina, si racconta a TuttoLegaPro.com, denotando grande voglia, professionalità e umiltà.
Dopo molto girovagare alla fine hai “sposato” il progetto Latina. “Si, vedi, io sono casertano di nascita ma la mia famiglia, essendo mio padre militare di carriera, si è trasferita qui dal 1988. Conoscevo quindi già l'ambiente, la “piazza” come si suol dire, e conoscevo anche la dirigenza. Per me è stato facile accettare di far parte del progetto. Certo sono rimasto sorpreso e contento al tempo stesso nel notare la velocità con cui si sta realizzando”.
Cosa significa passare dall'Eccellenza nuovamente al calcio professionistico in un così breve lasso temporale? “Io sono giunto qui nel Dicembre del 2008, con la squadra al di sotto della metà classifica. Abbiamo disputato una seconda parte di stagione eccezionale: sono arrivate anche nove vittorie consecutive e la promozione in serie D. L'anno successivo, davvero travagliato, non siamo riusciti a confermare il salto di categoria, ma poi è arrivato il ripescaggio ed eccoci qui. Le differenze? Sicuramente ci sono in termini di mentalità e modalità di preparazione. Io ho cercato di portare il mio bagaglio di esperienza e di professionalità, lavorando sempre allo stesso modo di quando giocavo in piazze e categorie diverse (Padova e Martina, ndr), allenandomi anche in palestra per conto mio. Vedi – prosegue Mariniello – il giorno in cui capirò di non essere più in grado di mantenere questa professionalità nel lavoro, lascerò il calcio giocato. Qualcuno poteva pensare che fossi venuto a “svernare” qui, a fine carriera. Invece per me è motivo di orgoglio essere utilizzato con continuità dal mister, nonostante ci siano altri difensori di spessore in rosa”.
Il tuo reparto rappresenta sicuramente un caposaldo della squadra: soli tre gol subiti in nove gare e squadra imbattuta. “Quando una squadra prende pochi gol non è solo merito della difesa. Intanto c'è in porta un Martinuzzi che, quando chiamato in causa, si fa trovare sempre pronto. E ti assicuro che da sicurezza a tutto il reparto. Ma soprattutto è merito dell'impianto di gioco creato da mister Sanderra: gli attaccanti sono i nostri primi difensori, corrono davvero molto e pressano gli avversari già in fase di loro impostazione. Poi avere una “diga” a centrocampo formata da Berardi e Giannusa aiuta notevolmente”.
Tu, Farina e Chiavaro fate un po' da “chioccia” ai giovani del reparto, Cafiero e Toscano, che si stanno comunque disimpegnando bene. “Si, molto bene. Sono partiti un po' a rilento, ma è normale per chi ha alle spalle pochi incontri in categoria. Sono comunque giovani dalle grandi qualità e potenzialità, non solo tecniche, ma anche e soprattutto caratteriali. Abbiamo una serie di ragazzi eccezionali qui a Latina, con la giusta mentalità di lavoro, sacrificio e umiltà. E' questo è merito essenzialmente di mister Sanderra e della società che li ha scelti”.
Secondo te questa squadra ha le potenzialità per disputare un campionato di vertice fino alla fine? “Questo è un grande gruppo, una cosa importantissima in queste categorie. Vedi a Padova noi avevamo giocatori dalle qualità tecniche incredibili, ma non siamo mai riusciti a centrare grandi obiettivi perchè mancava lo spogliatoio. Quindi ti rispondo, secondo me si. Perchè a Latina non mancano il carattere ed i valori umani che sono fondamentali per ben comportarsi in qualsiasi campionato e in qualsiasi categoria. Il nostro allenatore, poi, ci ricorda costantemente che è questa la strada da seguire per arrivare a traguardi importanti”.
Domenica la gara contro la Vibonese sarà da disputare con attenzione. “Quello di Vibo è un campo già difficile, inoltre avranno anche il dente avvelenato per il 3-0 subito contro il Milazzo domenica scorsa. Queste sono squadre che cercano di costruire soprattutto in casa la propria salvezza e, quindi, noi dobbiamo andare lì con l'ottica di giocare una finale. Dobbiamo metterci tutta l'umiltà e la concentrazione possibili, consci, allo stesso tempo, di avere tutte le potenzialità per tornare a casa con un risultato positivo”.
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