INTERVISTA TC - Ardito: "Non dobbiamo pensare alle classifiche"

26.03.2020 17:00 di Raffaella Bon   Vedi letture
Andrea Ardito
© foto di Marco Farinazzo/TuttoLegaPro.com
Andrea Ardito

Andrea Ardito, ex centrocampista di Siena e Como, da dicembre sulla panchina del Milano City in Serie D, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com.

Che ricordo hai delle esperienze di Siena e Como?
"Di Siena e Como non posso che avere ricordi fantastici. Il Siena è la prima squadra con la quale ho giocato in Serie A, e segnai anche il primo storico gol del club in massima serie. Anche se la mia esperienza è stata costellata poi da due anni di grossi infortuni ricordo soltanto i momenti fantastici che vi ho trascorso. Como è la squadra in cui ho giocato nove anni, vincendo tre campionati. Per me la maglia azzurra è diventata una seconda pelle".

Come valuti il campionato delle due squadre?
"Il Siena ha fatto un campionato particolare: nel girone di andata ha quasi sempre vinto fuori e perso in casa. In questo girone di ritorno ha avuto una partenza non semplice e nonostante questo si trova in una posizione di classifica ottima. La mancanza di continuità pesa un po' nel giudizio dei tifosi. Il campionato del Como più o meno è in linea con quelle che erano le aspettative iniziali. In alcune partite come ad esempio quella contro il Monza ha dimostrato di poter fare di più però è una squadra che ha vissuto cambiamenti molto importanti anche sul piano societario in estate. Non è semplice fare bene al primo anno in una nuova categoria".

Soddisfatto dei primi mesi al Milano City?
"Per me è una esperienza particolare: è la prima volta che subentro, con la squadra ultima in classifica. L'inizio del girone di ritorno è stato positivo, abbiamo raccolto meno di ciò che meritavamo vincendo comunque tre partite su nove. Abbiamo avuto tanti indisponibili per influenza e forse a posteriori abbiamo capito il motivo. Quando subentri è diverso, questa sosta non ci voleva perchè nell'ultimo periodo stavamo ottenenendo ottimi risultati. Stavamo crescendo".

Come ha reagito il gruppo a questo stop forzato?
"Cerco di tranquillizzarli, anche perchè purtroppo per ora l'unica preoccupazione è risolvere il problema sanitario su scala mondiale. Insieme al mio staff cerchiamo di coinvolgerli quotidianamente sulla chat che abbiamo, anche con cose simpatiche".

Qual è il messaggio che vuoi lanciare?
"Il messaggio può essere solo uno: fare dei sacrifici per noi ma soprattutto per quelle persone che in questo momento possono subirne maggiormente gli effetti. Non dobbiamo pensare alle classifiche, agli interessi personali. Pensiamo piuttosto a come ripartire a livello calcistico, ma anche globale".