INTERVISTA TC - Audace Cerignola, Pazienza: "Vincere non è mai facile. Futuro? Vedremo..."
L'Audace Cerignola è la prima promossa in Serie C. I pugliesi dominano il girone H e festeggiano uno storico approdo tra i professionisti, merito anche di Michele Pazienza, giovane tecnico che aveva già conosciuto la Lega Pro in panchina, ai tempi di Pisa e Siracusa. L'ex centrocampista della Juventus ha raccontato il segreto del successo gialloblu ai microfoni di TuttoC.com.
Un successo che ti riporta in Serie C
"Sì, torno tra i professionisti dove sono già stato anche come allenatore. Farlo in questo modo è ancora più bello ed entusiasmante perché arriva dopo un percorso biennale che racchiude tutti i sacrifici e le situazioni che siamo stati bravi a gestire".
Quando hai capito che potevate salire?
"Non c'è stato un momento preciso ma ci sono stati più momenti. Il nostro non è stato un percorso semplice e nelle difficoltà la squadra ha sempre dato risposte importanti. Se devo citare un episodio, dico il pareggio contro il Nardò all'andata. Lì la squadra ci ha messo la faccia, si è assunta le proprie responsabilità e ha cominciato a crederci. Strada facendo ho avuto sempre di più la convinzione che questo gruppo avrebbe centrato l'obiettivo".
La Serie D è sempre un campionato difficile, al Sud ancora di più
"Se andiamo a vedere le voci, il girone H è tra i più difficili della categoria. Vincere un campionato è sempre complicato, farlo con quattro giornate d'anticipo è qualcosa che non era mai successo negli ultimi anni. Voglio sottolineare il percorso della squadra, è vero che il gruppo era stato costruito per vincere ma tanti partono con certi presupposti e alla fine non riescono a conquistare l'obiettivo. Noi avevamo formazioni attrezzate come Bitonto, Nocerina e Casertana, alla fine si sono ritrovate con 14 o più punti di distacco da noi".
Partire con i favori del pronostico non sempre significa vincere
"Nel calcio subentrano anche altri elementi, come la pressione di dover vincere a tutti i costi. In questa categoria, poi, ci ritroviamo a dover schierare degli under per regolamento e non sempre questi ragazzi di 17 anni sono pronti. Per questo motivo è ancora più difficile vincere in D".
Il tuo futuro?
"Ancora è presto per parlarne, anche perché abbiamo altre competizioni in ballo. Siamo ai quarti di finale di Coppa Italia e c'è la poule scudetto. Voglio rimanere concentrato sul finale di stagione, poi penserò al futuro mio e della squadra. Aver vinto con largo anticipo permette anche alla società di programmare il futuro".
Una società giovane ma già vincente
"Sì, è una società giovane e che ha trovato un lavoro già iniziato. Il successo di questo campionato va attribuito al lavoro iniziato due anni fa, quando abbiamo messo le basi importanti per alzare l'asticella, aggiungendo elementi importanti sia come spessore tecnico che come esperienza".
Chi vuoi ringraziare per questo traguardo?
"Mi sento di farlo al direttore sportivo Di Toro e al mio staff che ha lavorato sempre dietro le quinte, in silenzio"
Cosa ti porti dietro di questo campionato?
"Mi porterò dietro tutto il percorso, sia i momenti brutti che quelli belli, perché sono serviti a crescere. Sarebbe un peccato togliere qualcosa da questo percorso. Voglio ricordare tutto e poi attingere da questo bagaglio di esperienza in futuro".
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