INTERVISTA TC - Campilongo: "Positiva l'esperienza di Lamezia, felice per la vittoria del Palermo"

23.06.2022 11:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
INTERVISTA TC - Campilongo: "Positiva l'esperienza di Lamezia, felice per la vittoria del Palermo"
TMW/TuttoC.com
© foto di Carlo Giacomazza-Fabio Altobello/CGP Pho

Con il FC Lamezia Terme ha svolto un ottimo lavoro, proiettando i calabresi al terzo posto e giocandosela a testa altissima contro le big di un girone particolarmente difficile. L'esperienza sulla panchina dei calabresi è terminata, ma Salvatore Campilongo non vede l'ora di tornare in pista per mettere a disposizione di un'altra società la sua competenza e quelle idee innovative che gli hanno spesso permesso di imprimere un preciso marchio di fabbrica. Intervistato da TuttoC, ha parlato a 360° non solo della sua recente esperienza, ma anche del torneo di Lega Pro appena concluso. Una lunga chiacchierata tra passato, presente e futuro che vi proponiamo di seguito:

Che esperienza è stata quella di Lamezia per lei?

"Molto positiva, ho avuto modo di conoscere una persona fantastica come il presidente Felice Saladini che ora ha acquistato la Reggina. Sono arrivato in un momento particolare, con tanti cambiamenti in dirigenza e l'impossibilità di costruire la squadra. Nella fase cruciale della stagione abbiamo perso Sabatini e Sirignano, centrali difensivi titolari. Nelle ultime sette gare ho dovuto affidarmi a tanti under, ragazzi validi ma naturalmente inesperti. Sicuramente si poteva fare qualcosa in più, ma nel calcio ci sono tanti fattori che incidono. Ricordo volentieri le partite contro Gelbison e Cavese, affrontate a testa alta senza perdere. Il terzo posto finale mi inorgoglisce, gli addetti ai lavori hanno sempre detto che esprimevamo un buon calcio ma ci mancava la classica punta da doppia cifra".

Come mai l'avventura è finita?

"Preferisco avvicinarmi a casa, anzitutto. Con la società c'è sempre stato un confronto chiaro, abbiamo capito le rispettive esigenze. Sono contento di aver allenato in una piazza comunque molto importante per la categoria, ora vediamo cosa mi riserverà il futuro".

Torniamo sulla pregressa esperienza a Cava...

"Decisi di tornare per l'affetto che mi lega a Schetter. Ereditai una situazione non semplice e una classifica deficitaria, con appena 8 punti conquistati. L'inizio fu promettente, poi il covid mi ha privato di tutta la rosa e non sarebbe stato facile per nessun allenatore convivere costantemente con l'emergenza. Poi c'è stata la morte di Antonio Vanacore, sapete tutti quanto fossimo legati e quanto io abbia sofferto per la sua scomparsa. Mi capitò una cosa simile sempre a Cava con Catello Mari. Più di quello non si poteva fare, un vero peccato".

Come si è lasciato con il presidente Santoriello?

"Vi posso assicurare che non ci sono stati litigi o discussioni particolari, l'ho sempre rispettato perchè non ha mai fatto mancare nulla alla squadra e ci metteva nelle condizioni di lavorare al meglio. Nessun tesserato avanza un solo euro, su questo bisogna essere onesti ed apprezzare. Sono contento che abbia provato da subito a riportare la Cavese tra i professionisti, ma vincere non è mai facile. Vedo, però, un progetto improntato sulla continuità e questo mi fa ben sperare".

Parliamo di Lega Pro. Il Palermo ha vinto la finale col Padova e torna in serie B, se l'aspettava?

"Sarei bugiardo se dicessi di sì. Conosco bene Silvio Baldini, siamo amici e il suo secondo è stato un mio compagno di squadra. So quanto amore ha per la città, sapevo avrebbe dato una marcia in più. Da ex Palermo posso dire che sono strafelice per questa impresa. Si è confrontato con squadre come Entella, Padova e Triestina e i risultati gli hanno dato ragione: sei vittorie e due pareggi nel rush finale non si fanno per caso".

Il Bari era la più forte?

"Non ho visto una ammazzacampionato, non c'era la Ternana della stagione precedente. Francavilla e Monopoli non erano molto accreditate, eppure hanno svolto un lavoro egregio. Il Bari ha meritato di vincere perchè è stato più continuo rispetto a Catanzaro ed Avellino".

SudTirol e Modena hanno meritato la B?

"Il SudTirol è stato la rivelazione, il mister ha avuto grossi meriti. L'organizzazione e il bel gioco hanno consentito di prevalere rispetto al Padova. Complimenti a loro, così come al Modena che ha dato vita ad un testa a testa entusiasmante con la Reggiana. Ci sono piazze blasonate che hanno fallito gli obiettivi, questo amplifica quanto fatto da chi ha vinto".

Che serie C sarà quella dell'anno prossimo?

"La Lega Pro, apportando le giuste correzioni, può essere una grande vetrina. Ci sono molti giovani forti che si fanno le ossa per arrivare pronti alle categorie superiori, negli ultimi anni si sono aggiunte società blasonate che possono investire cifre importanti. Ci sono città importantissime, con seguito di pubblico straordinario. Mi vengono in mente Foggia, Avellino, Pescara, Taranto, Catanzaro, Trieste, Padova. Ne dimentico sicuramente qualcuna. Secondo me sarà un torneo entusiasmante".

La Gelbison si appresta a vivere la sua prima esperienza tra i professionisti, giocherà in un altro stadio ma avrà dalla sua parte l'entusiasmo della neopromossa...

"Anzitutto complimenti. Per continuità e gioco hanno meritato di vincere, la programmazione premia sempre. Alle spalle c'è un presidente che ha mostrato solidità. Come capita spesso alle neopromosse, però, c'è la difficoltà dello stadio e saranno costretti a trasferirsi a Picerno. Vedremo i giocatori come vivranno questa anomalia. La Lega Pro non è la serie D, ci sono blasoni differenti e ogni dettaglio fa la differenza. Già in casa non si registra un afflusso numeroso di pubblico, figuriamoci quanto può incidere in negativo giocare praticamente sempre in trasferta".

Un pensiero sull'Avellino...

"Secondo me la proprietà è solida, ci sono tutti i presupposti per vivere una stagione da protagonisti a patto che si accantoni l'enorme delusione per l'immediata estromissione dai playoff. Sinceramente non ho condiviso le dichiarazioni post Foggia, ma quando si parla a caldo dopo un flop è inevitabile si possa andare oltre. Una piazza del genere merita palcoscenici diversi, su questo non ci sono dubbi. Negli anni i presidenti e i dirigenti che si sono avvicendati hanno sempre allestito organici di livello, la programmazione riporterà presto i lupi dove devono stare".

Dove vedremo Campilongo l'anno prossimo?

"Sono pronto a sposare un progetto ambizioso, se c'è una società a cui piace il mio modo di lavorare e di fare calcio sono assolutamente disponibile a discutere"