INTERVISTA TC - Ds Pro Sesto: "Mi aspettavo risposta diversa da città"

13.10.2020 19:00 di Valeria Debbia Twitter:    Vedi letture
Jacopo Colombo
Jacopo Colombo

Una vittoria sul campo dell'AlbinoLeffe, un pari casalingo contro l'Olbia e due sconfitte (di cui una tra le mura amiche del 'Breda' contro la Carrarese non priva di uno strascico polemico): questo il ruolino di marcia della matricola Pro Sesto in questo avvio di campionato, che ha così collezionato quattro punti, piazzandosi in una zona per ora tranquilla di classifica. Per commentare questi primi risultati ottenuti dai bianconcelesti è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com il direttore sportivo Jacopo Colombo: "Sicuramente l'inizio per noi non è stato dei più favorevoli, avendo incontrato delle avversarie partite con obiettivi diversi dai nostri. L'ho vista quindi come una partenza difficile per una neopromossa che non conosceva la categoria. Con l'AlbinoLeffe avevamo in campo ben otto giocatori che non avevano mai fatto la C, a differenza loro che ne avevano in campo dieci che la C la conoscevano bene. Tutto sommato - ha proseguito il dirigente sestese, - posso ritenermi abbastanza soddisfatto, anche se potevamo avere qualche punto in più. Che il campionato fosse difficile lo sapevamo".

Nota positiva: il fatto che avete potuto riaprire il 'Breda' ai tifosi biancocelesti, seppur in modo contingentato a causa della pandemia in corso.
"In realtà è una sensazione strana: nonostante ci fosse un po' di gente - e di questo siamo contenti - non c'è stato l'impatto che ci aspettavamo. Non abbiamo giocato a porte chiuse, ma quasi. Mi aspettavo una risposta diversa dalla città".

C'è quindi un appello da fare per far tornare i tifosi sugli spalti?
"E' da dieci anni che si aspettava di tagliare il traguardo del ritorno in Serie C: ora che lo abbiamo tagliato, do merito a chi è venuto però mi aspettavo dei numeri diversi. Mille persone possono essere accolte al 'Breda' e io - lo ribadisco - mi aspettavo un seguito migliore".

Invece per quanto riguarda il mercato, oramai chiuso da più di una settimana, come valuta quanto fatto dalla vostra società?
"Devo tenere ben presente il budget che abbiamo noi rispetto ad altre società. Gli obiettivi prefissati li abbiamo raggiunti. Abbiamo una squadra abbastanza giovane, ma con al suo interno la giusta esperienza con giocatori come Franco, Caverzasi, Scapuzzi e Gualdi, che questa categoria già l'hanno fatta e la conoscono. Sono soddisfatto sia del mercato sia da ciò che stiamo facendo. Mi aspetto tanto dai giocatori, ma so che siamo solo all'inizio e ci vuole un po' di adattamento".

Facendo un passo indietro, non sono mancate le polemiche arbitrali all'esordio casalingo contro la Carrarese...
"Io penso che l'arbitro ha fatto un errore macroscopico assegnando il rigore ai toscani, così come a non darlo su Cominetti. Però devo dire che c'è stata compensazione e siamo stati fortunati con l'AlbinoLeffe, in quanto ci sarebbe stato un rigore per loro, così come ci sarebbe stato su De Respinis, anche se meno netto del precedente. Come siamo arrugginiti noi, anche gli arbitri in questo avvio di campionato non mi sono sembrati in formissima. Credo che sia una conseguenza di tutto il tempo in cui siamo stati fermi. Confido che in futuro stiano più attenti: una società come la nostra, con un punto alla volta, si gioca la vita e gli episodi sono molto importanti. Con la Carrarese c'è stato un abbaglio clamoroso, ma lo hanno rimarcato tutti, persino voi (il riferimento è alla nostra rubrica del martedì che analizza le performance arbitrali, ndr). Ha fatto un errore non da arbitro di Serie C".

Le sensazioni in vista del prossimo impegno contro la Pergolettese?
"E' una squadra che abbiamo incontrato già in ritiro, è molto forte e ha alle spalle una società molto seria che va presa come modello: sono persone che sanno fare calcio e quindi temo moltissimo questo impegno. Arriveranno avvelenati dalla sconfitta col Grosseto, noi dobbiamo stare attenti e continuare nel nostro progetto di crescita, cercando di non regalare più punti. E' una partita molto difficile come tutte le altre, ma questa la temo particolarmente".

Dopo la scomparsa del Trapani nel Girone C, sono ore calde anche nel vostro raggruppamento a causa della situazione che sta vivendo il Livorno, il cui futuro è appeso a un filo.
"Sinceramente ho poco tempo per leggere delle altre società, perché ho tanto da lavorare sulla mia. Dispiace se dovesse sparire una società così gloriosa: vorrebbe dire che nel calcio si sta sbagliando qualcosa. Anche perché questo girone è già livellato verso l'alto, con società come Lecco, Alessandria, Novara e Carrarese che hanno fatto squadre fortissime. Tutti dicono che è facile, ma non è così perché c'è molto equilibrio ed organizzazione: il pareggio di domenica con l'Olbia lo testimonia, i sardi non meritavano di avere zero punti e lo abbiamo visto quanto sono tosti. Questa cosa del Livorno creerà problematiche perché i giocatori penseranno che ci sarà un posto in meno e questo mi dà fastidio e mi crea non poca preoccupazione: bisogna mantenere il fiato sul collo degli avversari e questa cosa, invece, potrebbe generare del rilassamento che non farebbe bene alla mia squadra".