INTERVISTA TC - Marotta: "Non mi aspettavo di essere svincolato a gennaio"

09.01.2022 18:30 di Raffaella Bon   vedi letture
INTERVISTA TC - Marotta: "Non mi aspettavo di essere svincolato a gennaio"
© foto di Francesco Inzitari/ILoveGiana

Quasi 250 partite tra i professionisti non sono bastate a Matteo Marotta a trovare una squadra. Il centrocampista di Vimercate è ancora svincolato dopo l'ultima esperienza vissuta a Lecco e non ha nascosto il suo disappunto ai microfoni di TuttoC.

Ti aspettavi di ritrovarti senza squadra a gennaio?
"Non me l'aspettavo, anche se ad inizio anno, per motivi personali, ho chiesto al mio procuratore di cercare una squadra vicino alla zona di Monza, dove abito e per questo ho escluso alcune opzioni. Il fatto che molte squadre puntino sui giovani nelle rose ha creato dei problemi in più e ad ottobre ho ampliato il raggio di ricerca sperando di trovare qualcosa che in realtà non è arrivato. Mi sono dato tempo fino a questa sessione di mercato per cercare una squadra in C perché oggettivamente lo scorso anno ho fatto una buona stagione a Lecco, siamo arrivati sesti e ho giocato oltre trenta partite quindi non vedevo motivo per scendere in D. Chiaramente se non dovessi trovare una soluzione a gennaio, valuterò eventuali chiamate in D anche se mi dispiacerebbe. Non lo dico per denigrare la categoria, però sto bene fisicamente, vengo da una stagione positiva e non mi spiego perché debba scendere in D per trovare spazio".

Qual è il tuo rapporto con la Serie C?
"È un rapporto difficile perché la C è una categoria che presenta molte difficoltà per i giocatori intesi come lavoratori del settore. Gli ingaggi sono bassi, i soldi sono pochi e molte squadre tendono a puntare sulla valorizzazione dei giovani per rientrare dei costi. I giocatori sono un po' in un limbo perché gli stipendi sono troppo bassi per essere tranquilli a fine carriera ma dall'altra parte stai facendo quello che ti piace, stai realizzando il sogno di una vita e fai fatica a rinunciarvi. Questa è una cosa a cui ho pensato molto in questi ultimi mesi".

Prima del Lecco, venivi da un biennio a Piacenza
"Io a Piacenza mi sono trovato molto bene e ci siamo lasciati bene, anche se ci fu un tira e molla tra noi giocatori e la dirigenza per risolvere il contratto nell'anno del Covid. Penso di aver lasciato un buon ricordo nei tifosi, ho la stima di tante persone e non avrei nessun problema a tornare. Sicuramente io tornerei di buon grado, c'è da vedere se esiste questa possibilità".

Che anno è stato a Lecco?
"A Lecco ho vissuto un anno bello ma difficile. L'ambiente, a livello di spogliatoio, è stato molto positivo e ci siamo divertiti molto. La stagione è stata soddisfacente, non dimentichiamo che il Lecco veniva da una promozione e una salvezza non facile nelle due stagioni precedenti. Porto nel cuore i ragazzi con cui ho giocato, mi sono trovato bene a lavorare con Fracchiolla che mi ha voluto dall'inizio e con mister D'Agostino che ci ha fatto vivere un anno meno pesante di quello che poteva essere. Siamo partiti bene e questo ha alimentato speranze che erano di difficile portata e alla fine siamo arrivati un po' corti con le energie". 

Con la Giana Erminio hai vissuto la scalata dalla Promozione alla Lega Pro
"Giana è sempre stata nel mio cuore. Soffro nel vedere che ogni anno deve lottare per una salvezza e deve sempre fare i miracoli nel girone di ritorno. Spero che rimanga in C il più possibile. Quando arrivammo quinti, tra noi parlavamo anche di arrivare in B, del resto avevamo già vinto tre campionati. Ho ancora tre o quattro compagni di sempre con cui ho vissuto la grande scalata, mi dispiace vederli soffrire ma spero che riescano a raggiungere l'obiettivo anche quest'anno. Ho la stima della piazza, quando sono tornato allo stadio da spettatore mi hanno riconosciuto e chiesto di un eventuale ritorno. Non è una strada facile ma vedremo".

Il Covid continua a tormentare il calcio
"Un connubio che ormai ci siamo abituati a vivere. Io speravo che fosse finita almeno per quanto riguarda le difficoltà dovute ai rinvii delle partite e invece vedo che anche quest'anno siamo alle prese con questo problema. Ora sappiamo come muoverci e forse la situazione sarà gestita in maniera migliore, però dispiace vedere di nuovo gli stadi chiusi perché le partite senza pubblico rappresentano la fine del calcio. Spero che si torni presto alla normalità, ne abbiamo bisogno".