INTERVISTA TC - Morrone: "Critiche gratuite a Ghirelli. Le sentenze si rispettano"

06.08.2022 16:00 di Raffaella Bon   vedi letture
INTERVISTA TC - Morrone: "Critiche gratuite a Ghirelli. Le sentenze si rispettano"
TMW/TuttoC.com

L'ex direttore generale del Carpi, oggi presidente dell' ADiCoSp (Associazione Direttore e Collaborati Sportivi), Alfonso Morrone, ha commentato ai microfoni di TuttoC.com gli ultimi sviluppi sul caso Campobasso, che rischia di far slittare l'inizio del campionato e di trasformare la prossima Serie C in un torneo a 61 squadre. 

Presidente un giudizio sulla sospensiva del Consiglio di Stato e la camera di consiglio fissata per il 25 agosto riguardo l’esclusione del Campobasso.
"Premetto che le sentenze vanno rispettate e non criticate, non dimentichiamocelo viviamo in uno Stato di Diritto. La decisione del Consiglio di Stato di congelare tutto fino al 25 agosto per discutere nella collegiale ha spiazzato un po’ tutti. Nel frattempo la FIGC ha dato l’ok per Fermana e Torres di approdare in serie C e la decisione del massimo Tribunale Amministrativo rende probabile una C a 61 squadre. Leggendo le motivazioni il presidente di sezione, l’esperto giurista Luciano Barra Caracciolo, è stato molto determinato nelle motivazioni dove di fatto giudica il Manuale delle Licenze Nazionali fuori dal contesto socio economico colpito dalla pandemia e dalla crisi economica. In sintesi afferma che come le leggi dello Stato vanno incontro alle esigenze delle aziende, stessa cosa bisogna ìfare anche per le società di calcio. A questo aggiungiamo il rifiuto di accogliere la richiesta della FIGC di anticipare la collegiale il quadro ad oggi è ad appannaggio del Campobasso. Staremo a vedere".

Che risvolti ci saranno?
"Il primo effetto è che FIGC e Lega devono aspettare il 25 quindi è ovvio che la partenza del campionato di serie C al 28 agosto andrà rinviata. Nel caso in cui il Campobasso verrà riammesso, come giustamente ha confermato il Presidente Ghirelli, l’ipotesi dell’organico a 61 società diventerebbe realtà. Non si può più negare la C a Fermana e Torres. Poi bisognerà dare del tempo ai molisani a fare il mercato e a prepararsi alla stagione, oltre poi a dividere la già esigua torta dei contributi della legge Melandri non più su 60 ma su 61 beneficiari. Diciamo il Presidente Ghirelli dovrà gestire queste criticità ma la Lega Pro ci ha abituati nel passato a risolverle magistralmente e sarà ancora così".

Che misure bisogna adottare per evitare tutto ciò?
"Se il Tar Lazio e poi in appello il Consiglio di Stato sono deputati a dirimere queste controversie allora bisogna modificare le procedure per iscriversi ai campionati. Come avviene in alcuni Paesi europei io vedrei favorevolmente l’istituzione di una preiscrizione con termine ordinatorio antecedente al termine perentorio delle iscrizioni. Per esempio il Campobasso quest’anno ed il Carpi l’anno scorso, dopo la preiscrizione, avrebbero ricevuto una comunicazione sui difetti di rateizzazioni di contributi e tasse cosicché, alla data delle iscrizioni, possano ravvedere eventuali irregolarità come avviene per le aziende di altri settori. In sintesi l’aspetto contabile amministrativo vengono monitorati dalla Covisoc prima delle iscrizioni mentre le incombenze economiche, come pagamenti stipendi, tassa iscrizione e fideiussione, entro il termine perentorio delle iscrizioni. Non sono il difensore di Francesco Ghirelli, anche perché non ne ha bisogno, ma alcune critiche rivolte alla sua Lega sono del tutto gratuite. La lega Pro non può fare altro che rispettare le sentenze".

Questi corti circuiti sono dovuti anche perché sostenere un club professionistico è sempre più arduo?
"La sostenibilità economica è un problema serio per tutto il movimento calcistico professionistico. La Legge Melandri così come strutturata non consente più di reggere tutto il sistema. Bisogna individuare forme strutturali di sostentamento dello sport in Italia. Come Coordinatore Nazionale Sport e Cultura di Italia Viva stavo lavorando, insieme alla Senatrice Daniela Sbrollini, per abolire il divieto di sponsorizzazione da parte di società di Betting introdotto nel 2018 nel decreto Dignità e per introdurre una trattenuta sui ricavi dalle scommesse su eventi sportivi. Se un piccolissimo 1% andasse allo sport avremmo un tesoretto annuale di circa 160 milioni di euro che andrebbero poi nelle casse delle varie Federazioni per poi essere ridistribuiti alle società protagoniste dell’evento sportivo. Lo sport è l’unico settore dove non è riconosciuto il diritto d’autore per lo spettacolo che offre. La caduta del Governo Draghi ha di fatto rallentato la procedura ma porteremo la proposta non appena insediato il nuovo Parlamento".