INTERVISTA TC - Serafino: "La mia Samb in stile don't worry, be happy"

23.06.2020 20:30 di Sebastian Donzella Twitter:    Vedi letture
Domenico Serafino
Domenico Serafino

A tredici giorni dal suo insediamento ufficiale in qualità di nuovo presidente della Sambenedettese, Domenico Serafino è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com facendo il punto della situazione in casa rossoblù.

Lei è italo-argentino. Il suo socio coreano. In pratica tre continenti in una sola squadra. Come mai avete scelto proprio la Samb? 

"A 13 anni ho partecipato a un Samb-Cosenza al Ballarin e rimasi colpito dalla passione di questa tifoseria. Già in autunno mi avevano prospettato l'opportunità di rilevare la società e in Aprile si è manifestata concretamente la volontà delle parti di cedere e acquisire".

Proprio dall'Argentina arriverà un campione del mondo come Pasculli. Ha già deciso in che ruolo? 

"Avrà un ruolo nell'area tecnica: Pedro sa riconoscere i talenti e dall'alto della sua esperienza potrà dare una grossa mano alla Samb.

Samb e Bangor City: ci sarà collaborazione tra le squadre? Se sì, in che modo? 

"Sono due realtà diverse, ma hanno la stessa filosofia: creare delle fondamenta con i ragazzi. Pertanto quando sarà possibile vorremmo che i pari età delle diverse categorie si possano incontrare per acquisire un'esperienza internazionale interscambiando l'aspetto ludico con quello delle conoscenze linguistico-culturali".

Da 26 anni la Sambenedettese aspetta la Serie B. Sarà lei il patron che ricondurrà i rossoblù in cadetteria?

"Non so se sarò io a riportare la Samb tra i cadetti: sicuramente quello che desidero per il mio club e per la città in cui ho deciso di vivere un forte legame con il territorio e i ragazzi con le loro famiglie e creare strutture che finalmente possano accogliere la prima squadra e il settore giovanile".

Da esperto musicista e produttore musicale, le chiediamo una canzone che rappresenta la Samb. 

"Don't worry, be happy".

Sappiamo che ha affrettato i tempi per acquisire il club in modo da poter disputare i playoff. Con migliaia e migliaia di euro per rispettare i protocolli. Perché? 

"Negli accordi con Fedeli avrei dovuto rilevare la società il 30 giugno, ma ho voluto anticipare perché la precedente gestione non aveva intenzione di disputare i Playoff: mi sembrava giusto dare un'opportunità a questi ragazzi e allo staff che ha guadagnato sul campo questo passaggio di turno".

Dove può arrivare ai playoff questa Samb? 

"Non abbiamo nulla da perdere: abbiamo iniziato la preparazione più tardi rispetto alle altre squadre, ma nel calcio nulla è scontato e sono certo che daranno l'anima per questa maglia".

Dove vede la Samb da qui a uno, tre e cinque anni di distanza?

"Vedo una Samb con talenti locali giocare per la squadra che tifano".