Intervista TC

Morrone: "Riforma è tormentone del momento. Serve sia anche culturale"

01.03.2024 22:00 di Raffaella Bon   vedi letture
Alfonso Morrone
TMW/TuttoC.com
Alfonso Morrone

Alfonso Morrone, presidente dell’ADICOSP, è intervenuto ai microfoni di TuttoC.com per parlare delle situazioni complesse che stanno venendo a galla in Serie C, al momento delle scadenze dei pagamenti: "Ogni anno a prescindere dalla categoria emergono sempre criticità nelle gestioni dei club professionistici. Bisogna però prendere atto che rispetto ad alcuni anni fa durante la stagione squadre con penalizzazioni sono rare eccezioni. Dalla prossima stagione comunque il Presidente Gravina in consiglio federale ha fatto approvare ancora più rigore sui criteri economici/finanziari in sede di iscrizione ai campionati".

Come mai ogni anno si ripetono, però, queste situazioni?
"Anche se sono pochissime le Società che subiscono penalizzazioni per ritardi o omissioni di stipendi, imposte e contributi, credo che azzerare queste situazioni di crisi sia molto arduo, in quanto per iscriversi si controlla la situazione economica e patrimoniale al mese di giugno, mentre non si può poi prevedere in estate ciò che succederà durante il corso della stagione".

Quindi non esiste un modo per salvaguardare?
"Come detto prima, intanto la FIGC ha inasprito i parametri riguardo i criteri economico/finanziari delle Licenze Nazionali. Approfitto però per aggiungere un mio pensiero che va oltre le regole scritte, per garantire una sana gestione dei club. Abbiamo bisogno di mettere in campo una grande Riforma Culturale del calcio che coinvolga tutti gli attori principali del nostro movimento. Noi, come ADICOSP, siamo impegnati nell’accrescimento del livello della formazione dei nuovi manager che annualmente frequentano i nostri corsi per diventare direttori sportivi. A fronte di questo lavoro che rende sempre più qualitativo il management sportivo denoto poca sensibilità da parte dei club, e quindi dei Presidenti, nel far prevalere la competenza e la professionalità quando si devono scegliere figure manageriali a vantaggio di gente presentata da amici degli amici o addirittura priva di abilitazione. Basta scegliere le persone giuste e capaci e molte criticità gestionali sarebbero evitate".

A Pescara si è vissuto un episodio più che disdicevole.
"Sicuramente il Pescara sta disputando un campionato al di sotto del suo blasone e tradizione. Mi riallaccio a quella Riforma Culturale sopra auspicata. Bisogna che tutti ci educassimo anche alla cultura della sconfitta che all’estero è ben radicata. Naturalmente condanno categoricamente l’episodio di stamattina allo Stadio Adriatico e anche come Presidente Adicosp esprimo la mia vicinanza al collega Delli Carri e al Presidente Sebastiani".

La situazione che sta vivendo l'oramai ex tecnico Zdenek Zeman non è bastata a fare maturare i tifosi.
"Approfitto per augurare a mister Zeman una prontissima guarigione e credo che questi atti di inciviltà non possono essere collegate alle condizioni di salute del mister. Ho vissuto un anno a Pescara e quello che si è letto stamattina non ha niente a che fare con la solarità e la grande educazione che hanno i cittadini di questa bellissima città. Si è delinquenti e non tifosi a prescindere dalle situazioni tecniche".

Chiudiamo con una battuta sulla riforma del calcio di cui tanto si parla.
"Ormai è il tormentone del momento. Sento spesso il Presidente Gravina e lo vedo sempre più determinato a migliorare il sistema. Per farlo però bisogna che tutti lascino da parte gli interessi del proprio orticello per ragionare a livello globale. Non sono così certo che diminuendo i club professionistici risolveremmo tutti i problemi. Bisogna adottare misure sostenibili da garantire solidità del sistema. Incentivare investimenti per dare ai tifosi ed alla collettività stadi polifunzionali e impianti sportivi moderni deve essere secondo me il primo step. Qui però c’è bisogno che istituzioni sportive con quelle politiche mettano in campo proposte concrete in tal senso".