Dg Grosseto: "Nessuno in grado di impensierirci davvero. Mai avuto dubbi su Indiani"
Filippo Vetrini, direttore generale del neopromosso Grosseto, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, raccontando il trionfale ritorno della squadra in Serie C.
Come si sta in Serie C?
"Bene, per ora. Siamo arrivati da tre giorni e siamo ancora sotto festeggiamenti, ma a parte gli scherzi è una grande soddisfazione. Pensiamo di aver riportato il Grosseto nel posto minimo che si merita".
La vostra è stata una stagione vissuta tutta focalizzata su quell’obiettivo. Si è capito fin dal momento in cui è uscito il comunicato che annunciava l’arrivo di mister Indiani, un allenatore che non ha bisogno di presentazioni: Indiani è sinonimo di specialista in promozioni. Che campionato è stato il vostro girone e quando avete capito che questa poteva essere la stagione buona?
"Ne parlavamo proprio con il mister qualche giorno fa. Paradossalmente, una delle cose più belle di questo campionato – anche se non voglio sembrare presuntuoso – è che, contrariamente a quanto accade di solito nel girone E, che è sempre molto equilibrato, ci ha visto protagonisti fin da subito. Anche se nella prima giornata siamo stati sconfitti, non ho mai percepito che ci fosse una squadra in grado di impensierirci davvero. L’unico momento di un minimo di apprensione c’è stato qualche partita fa in casa contro il Trestina, alla vigilia dello scontro diretto con il Tau. A cinque minuti dalla fine il Trestina aveva pareggiato con noi, poi ha preso un palo in contropiede, mentre il Tau stava vincendo 2-0 a San Donato. Se il Trestina avesse segnato, il Tau ci sarebbe venuto a tre punti prima dello scontro diretto. Invece, nel recupero abbiamo fatto il 2-1 e il San Donato ha segnato due gol al Tau. Siamo così andati allo scontro diretto a +7. La settimana successiva abbiamo vinto fuori casa contro il Tau e lì, di fatto, il campionato è finito. Devo essere sincero: non ho mai avuto la percezione che qualcun altro potesse davvero metterci in discussione".
Quanto è stato importante, al di là del curriculum, poter contare su un allenatore come mister Indiani, che conosce il campionato di Serie D come pochi altri?
"Non è stata una scelta: non c’è mai stato nessun altro concorrente. Lo abbiamo cercato dal primo momento in cui siamo arrivati a Grosseto. Già nel novembre 2022, quando abbiamo salvato la squadra ai playout, lo avevamo contattato, ma dopo aver vinto il campionato con l’Arezzo aveva deciso di restare in Serie C. Lo abbiamo cercato anche la stagione successiva, ma forse abbiamo dormito noi o non c’erano le condizioni giuste. Alla fine il presidente ha riconfermato l’allenatore precedente. È un piccolo rimpianto, perché a mio avviso se fossimo stati più incisivi lo avremmo portato già lo scorso anno e magari avremmo vinto noi il campionato invece del Livorno, tornando in Serie C con un anno di anticipo. Ma il calcio, come la vita, non è fatto di rimpianti. Non ci sono mai stati dubbi su chi dovesse essere l’allenatore per questo Grosseto che doveva tornare tra i professionisti. Anche se avevo lavorato con lui solo pochi mesi a Gavorrano nell’anno del Covid, la stima reciproca e la conoscenza durano da tanti anni. Mi aveva sempre detto che gli sarebbe piaciuto lavorare di nuovo insieme, magari vincendo qualcosa. Lo abbiamo fatto al primo tentativo e l’obiettivo, a parte il contratto, è quello di continuare insieme anche nelle prossime stagioni".
Per rendere il Grosseto attuale, presentabile e proponibile in Serie C, oltre alla parte sportiva (con giocatori che conoscano meglio la categoria), quanto sarà importante il lavoro a livello strutturale e infrastrutturale? Spesso il salto di categoria crea apprensione proprio su questo fronte.
"L’unica cosa che non ci mette in apprensione per la prossima stagione è proprio il discorso infrastrutture. Lo Stadio Zecchini è una struttura di ottimo livello. La prossima settimana arriverà un sopralluogo da parte del responsabile infrastrutture della Lega Pro, ma credo che sia l’aspetto di cui ci preoccupiamo meno. È ovvio che il passaggio dal dilettantismo al professionismo è una voragine. Dobbiamo organizzarci per tutta una serie di richieste che arrivano dalla Lega Pro, a partire dai parametri economici e finanziari, che rispetto a sette anni fa (quando facevo la Serie C1 a Gavorrano) sono cambiati del 100%. Adesso il calcio è un’azienda che va gestita come tale. Siamo una delle prime cento società d’Italia e di conseguenza dovremo strutturarci adeguatamente da quel punto di vista. Per il resto non credo che avremo grandi problemi. Costruire la squadra e renderla il più competitiva possibile non sarà l’ultima cosa, ma adesso dobbiamo concentrarci soprattutto nel rendere la società all’altezza di un campionato importante come la Serie C".
Come sta la Serie D? Spesso ci concentriamo solo sul calcio professionistico, ma la Serie D coinvolge molte più squadre e rappresenta una fetta importante del nostro movimento. Come valuta la salute di questa categoria, anche in relazione alla produzione di giovani che possono diventare “benzina” per le categorie superiori?
"La salute del nostro calcio nelle categorie inferiori la identifico sempre nelle problematiche di natura economica dei vari campionati. In Serie D, con l’introduzione quest’anno delle liberatorie anche a metà stagione, credo sia stata fatta una pulizia abbastanza importante. Questo va dato merito al presidente Abete e soprattutto al delegato del Dipartimento Interregionale, l’avvocato Barbiero".
Prima di salutarla, un flash sul futuro: l’anno prossimo in Serie C ci sarà ancora lo strumento tecnologico FVS a supporto delle squadre arbitrali. Che idea si è fatto da spettatore della Serie C? Le piace? La preoccupa in proiezione futura?
"Chi doveva giudicare lo strumento credo che abbia fatto una buona introduzione, anche con le due possibilità legate alla card. Con un po’ di snellimento dal punto di vista della tempistica, può essere un servizio molto utile. Fortunatamente il Grosseto quest’anno non ha avuto grandi problemi arbitrali, anzi abbiamo sempre avuto direzioni all’altezza della situazione. Però sono convinto che, con l’utilizzo del FVS, in qualche caso l’anno prossimo qualche decisione a nostro favore sarebbe potuta cambiare. Sono quindi abbastanza curioso di vederlo dal vivo, ma mi sembra che sia stata una buona introduzione sia dal punto di vista dell’idea che dell’applicazione".
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