Potenza, Tisci: "Un punto guadagnato, questi ragazzi non mollano mai"

Potenza, Tisci: "Un punto guadagnato, questi ragazzi non mollano mai"TMW/TuttoC.com
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Oggi alle 17:40Primo piano
di Matteo Ferri

Ivan Tisci, allenatore del Potenza, ha commentato in sala stampa il pareggio sul campo dell’Altamura, arrivato dopo un doppio svantaggio e chiuso dal gol di Petrungaro all’83': “Quando ti ritrovi lì davanti, sai che alzi l’attenzione di chi ti incontra, e questo rende la partita ancora più complicata. Affrontavamo una squadra che, come avevo detto ieri, con il cambio tecnico aveva ottenuto una vittoria importante, e oggi ha fatto una partita molto intensa. Siamo stati bravi a tenere botta, come sempre, e loro bravi ad avere il coraggio di giocarsela. Non è stata una gara pulitissima, ma molto intensa, con due squadre che hanno dato vita a un match anche piacevole per i duelli. Quello che devo sottolineare della mia squadra, ed è giusto che lo faccia, è che i ragazzi continuano a non mollare mai. Siamo arrivati al pareggio con una manovra, con la voglia di arrivarci con le qualità che abbiamo, e sono ulteriormente contento perché anche oggi i cambi hanno dato quel qualcosa in più dalla panchina di cui abbiamo bisogno: chi ha giocato fino al 65-70' ha spinto tantissimo e c’era bisogno di nuova energia. Ci portiamo a casa un punto importante, che serve per il nostro percorso”.

Il Potenza è rimasto in partita anche dopo il pareggio, provando a osare con il rischio di concedere un’altra ripartenza: “Affrontare queste partite con questo carattere, con la voglia di non mollare e di osare anche dopo il pareggio, quasi con il rischio di concedere un’ulteriore ripartenza, è la nostra forza, e non dobbiamo perderla. Dovrò far capire ai ragazzi che bisognerà farlo con molto più equilibrio, che bisogna saper leggere le partite, ma sono contento di questo atteggiamento”.

La scelta dei quattro cambi in blocco, la prima volta da quando Tisci è in panchina, ha avuto una spiegazione precisa: “Se vado a ritroso nel tempo, è la prima volta che mi capita di farne quattro insieme, e questo conferma quello che vi ho sempre detto: ho una rosa e un gruppo di ragazzi che stanno talmente bene che ne avrei potuti fare anche cinque. Ho evitato perché devi sempre tenerti qualcosa per la fine. Il dubbio con il mio secondo era se farne tre o quattro: visto che era successo un momento di parapiglia, con la polemica e l’espulsione, volevo farne tre, poi ho detto che era il momento giusto per farne quattro, per dare anche un segnale e far entrare un’energia nuova. Sono entrati in maniera perfetta, ma non perché chi è uscito avesse dei demeriti. È facile capire che le sostituzioni di Kirwan e Castorani siano state dettate dall’ammonizione: la partita si stava scaldando, il campo era veloce, si rischiava che un secondo giallo rovinasse la gara. Io cerco sempre di far sì che fino alla fine ce la si possa giocare, e così è stato”.

Nel finale il Potenza ha cambiato volto in mezzo al campo, con Bruschi più vicino a Murano e un assetto più offensivo: “Quando ho fatto i quattro cambi abbiamo cercato di togliere un centrocampista per avere un giocatore più fra le linee, e Bruschi, per qualità, sa fare molto bene quel ruolo. L’idea era metterlo vicino a Jacopo per dare un po’ più di ampiezza, sapendo che in mezzo al campo potevamo perdere qualcosa sulle loro ripartenze, ma i due centrocampisti potevano essere utili per il palleggio. Il dubbio era su Franzolini: avrei potuto toglierlo, ma ha più caratteristiche offensive ed è molto bravo negli inserimenti, e allora abbiamo rischiato anche questo, sapendo che i ragazzi hanno lucidità e voglia di ascoltare quello che gli diciamo. Sono stati molto bravi, e ci prendiamo anche il merito di aver avuto il coraggio di fare queste scelte”.

Dopo un primo tempo di grande sofferenza, con il pressing dell’Altamura, la squadra non è riuscita a imporre subito la propria fisicità. “La sofferenza l’abbiamo attraversata anche in altre partite. Oggi, e ne incontreremo tante, ci hanno affrontato con un’attenzione maggiore, soprattutto le squadre che hanno bisogno di punti vitali per la classifica ci mettono quel qualcosa in più: potrebbe passare nella loro testa che giocano contro la prima della classe, che hanno poco da perdere, e quindi la spingono al massimo. L’Altamura ha fatto un’egregia partita. Noi abbiamo fatto quello che dobbiamo fare: abbiamo tenuto botta, mettendo da parte il fioretto, che a volte può servire, e giocando sui duelli, che a volte abbiamo perso e a volte ci sono andati bene. Se andiamo ad analizzare bene la partita, è abbastanza leggibile: loro sono stati molto bravi a fare il gol all’inizio, di pregevole fattura per merito di Rosafio, e noi siamo stati poco feroci nell’aggredirlo. Nel secondo tempo, al di là della traversa su una punizione laterale, c’è stata una ripartenza in cui non siamo stati lucidi e loro sono stati bravissimi a sfruttarla. In linea generale la partita ce la siamo giocata, abbiamo ribattuto colpo su colpo, ed è quello che volevo vedere. Riuscire a fare risultato in questo modo, con quei cambi, dà anche la sensazione che i ragazzi abbiano in mente cosa serve per affrontare questo campionato”.

Il bilancio è chiaramente in positivo: “Per me è un punto guadagnato, perché eravamo sotto fuori casa, su un campo complicato, in una partita avversaria giocata a grande intensità: dopo il vantaggio hanno continuato a spingere e a pressarci in avanti, e noi non abbiamo assolutamente abbassato la guardia. Quando le partite non si possono vincere, non bisogna perderle, ed è un segnale importante per la crescita: magari poteva arrivare anche la sconfitta. L’atteggiamento e la voglia dei miei ragazzi di riprenderla ci sono stati, e non avrei puntato il dito su nessuno: dobbiamo lavorare e migliorare su alcuni aspetti”.

Sulla prova di Russo, meno brillante del solito e in sofferenza su Rosafio nel primo tempo: “Già da un po’ di tempo aveva un problema alla mano e, anche se si gioca con i piedi, aveva dolore: era in dubbio se farlo scendere in campo nel secondo tempo, dove poi ha fatto bene. Nel primo tempo sapevo che aveva difficoltà: è un giocatore di categoria, molto bravo con il mancino, e lo è stato anche sul gol. Quando si gioca nei duelli e ti capita la giornata in cui il tuo avversario è più brillante di te, rischi anche di soccombere. Spesso è andata bene per i nostri, oggi ha fatto un po’ più di fatica, ma poi nel secondo tempo è venuto fuori anche lui, come tutta la squadra”.

Chiusura sul valore della sofferenza per una squadra che vuole crescere, e su una prestazione individuale in particolare: “Le squadre che vogliono crescere devono essere brave a capire anche i momenti in cui c’è da soffrire, perché per crescere bisogna passare anche attraverso queste partite. Sono contento di questo tipo di reazione e della voglia di restare in partita fino alla fine, contro una squadra che ha fatto una buonissima gara e ha creato situazioni che avrebbero potuto farci tornare a casa anche senza punti. Questo punto è guadagnato, e ci servirà per il nostro percorso di crescita. Bura, come sempre, sta facendo ottime partite, anche oggi ha fatto una buona gara: è un ragazzo giovane che sta crescendo, come stanno crescendo tanti giovani, e sono molto contento di lui come di tutto il reparto”.