Como, Bovolon: "Vogliamo fare un campionato al vertice"

17.09.2020 23:10 di Alessio Lamanna   Vedi letture
Como, Bovolon: "Vogliamo fare un campionato al vertice"

Il nome di Edoardo Bovolon è sempre più importante nell'ambiente Como. Un po' perché è il giocatore che da più anni veste la maglia biancoblu, un po' perché anche nelle scelte di formazione è sempre preso in considerazione. "Sento ancora la differenza tra me e i miei compagni più esperti. Però per qualcuno comincio a essere anche un punto di riferimento. Mi sono impegnato tanto, ho ricevuto tantissimo", ha detto a La Provincia di Como.

Il 22enne friulano era arrivato oltre tre anni fa per fare il centrocampista, ruolo che aveva ricoperto nelle sue esperienze giovanili, e ora gioca stabilmente più indietro. "Ormai mi sento assolutamente un difensore, mister Banchini ha avuto un'idea giustissima. L'unico problema è mio zio, che vorrebbe giocassi più avanti e facessi qualche gol. Ma a parte questo, il cambio di ruolo è stata una scommessa vinta. Una mia dote credo sia la generosità, capire dove intervenire, dove andare a coprire, e in difesa saper fare questo è utilissimo. Poi credo di cavarmela anche in fase di impostazione, che per un modo di giocare come il nostro è fondamentale. Forse emergo un po’ meno che a centrocampo, ma posso essere più utile alla squadra. Comunque ho ancora parecchio da imparare, guardo costantemente i miei compagni più esperti per apprendere il più possibile. Vorrei che questo fosse l’anno della conferma definitiva delle mie capacità. Non voglio certo fermarmi in serie C, ambisco a qualcosa di più e lo cerco prima di tutto con il Como".

Bovolon si pone davanti anche un obiettivo di squadra, argomento su cui nell'ambiente Como finora tutti sono stati molto abbottonati: "Quello che vogliamo è fare un campionato ai vertici. E in campo confermare la nostra identità di gioco, che per noi è un punto di orgoglio, come l’anno scorso. Credo che ci riusciremo anche grazie al fatto che la squadra non è cambiata molto. Chi arriverà saprà adattarsi a un meccanismo già rodato".  

Infine, il giovane jolly lariano ha ricordato una certa incompatibilità caratteriale avuta con Ninni Corda, dt del Como nelle due stagioni in Serie D e ora dirigente al Foggia: "E' stata dura, certe tensioni mi davano fastidio, ma sono uno che si tiene dentro tanto. Pensavo a lavorare bene sul campo, e alla fine anche quel periodo è servito per crescere. Io sono una persona molto tranquilla, che vive il calcio con impegno ma prendendolo per quello che è. Una passione, un lavoro che deve essere vissuto come lo sto vivendo adesso, senza pressioni e tensioni eccessive ma con il piacere di farlo. Per cercare di vincere sempre, ma senza farsi condizionare troppo la vita. Perchè è e resta uno sport".