Pisa, tutti perdono. Sfuma l'occasione di tacere

07.03.2018 06:00 di Claudia Marrone Twitter:   articolo letto 5115 volte
Pisa, tutti perdono. Sfuma l'occasione di tacere

Da che mondo è mondo, i problemi ci sono anche nelle migliori famiglie, e da questo non esula il Pisa, società seria dal punto di vista finanziario ma difettosa da quello della comunicazione: "i panni sporchi si lavano in casa", non è un concetto che appartiene ai toscani. 
Da tempo era scoppiato il caso legato al difensore Luigi Carillo: out per infortunio reale o per malessere costruito? Mister Michele Pazienza, uomo di calcio, uno che ha idea di cosa voglia dire la parola spogliatoio, nella conferenza che ha preceduto il match contro il Gavorrano aveva minimizzato il tutto: "Carillo sta bene, ma non è convocato perchè non l'ho visto sereno. Quando tornerà ad esserlo rientrerà con la squadra. Non conosco bene le situazioni legate al riscatto, io le mie motivazioni ve le ho date e faccio le valutazioni in base a quello che vedo sul campo", queste le sue parole, proferite con la solita pacatezza che da sempre lo contraddistingue. E la questione poteva anche essere terminata.

Ma poi tutti hanno voluto parlare, ed è ovvio che si è alzato il polverone. Il responsabile dell'area tecnica nerazzurra Giovanni Corrado, sul calciatore, dopo la disfatta di Gavorrano si è espresso così: "Carillo per tornare a giocare deve volerlo lui, ragionando su quelle che sono le scelte che ha fatto fino a oggi, quando recupererà la serenità giocherà. Ha il riscatto alla ventesima e ne ha fatte 18. In questo momento non è sereno, ha la testa altrove e per giocare deve essere concentrato e avere la voglia di stare qui". Uscita inopportuna, evitabilissima. Perchè, se anche le colpe fossero realmente di Carillo, un discorso del genere fa scattare impuri pensieri, ovvero che il difensore sia appositamente tenuto fuori perchè, magari non avendo convinto il club, si vuole evitare il riscatto del suo cartellino. 
Il classe '96, poi, attraverso il proprio profilo Instagram, si è chiaramente difeso: "Mi dispiace per tutto quello che sta accadendo... mi dispiace che qualcuno provi a scaricare le colpe di una sconfitta su un ragazzo ( e lo dico con piena convinzione ) educato, rispettoso e pieno di sani principi che la mia famiglia mi ha insegnato sin dalla nascita!!! Qualche dirigente ha dichiarato che io sono con la testa altrove, che il mio star male è dovuto alla questione presenze/riscatto... FALSITÀ!!! Ripeto... FALSITÀ!!! Io ci tengo al Pisa e ci tengo ancor più alla maglia che ho indossato in questi mesi con assoluta convinzione di indossare una maglia gloriosa!!! Mio malgrado devo essere qui a commentare non una sconfitta ma una vera e propria calunnia... sarò costretto a difendermi e lo farò con tutte le mie forze!!! Spero di essere in campo il prima possibile e spero di tornare a gioire con voi sotto la curva come ho sempre fatto e spero di continuare a farlo per parecchi anni!!! FORZA PISA SEMPRE!!!!!!". Il carico da 90 è infine arrivato dall'agente del giocatore, Vincenzo Pisacane, che ha fatto sapere di aver dato tutto in mano agli avvocati (QUI). Finita qui? No. Patron Giuseppe Corrado ha nuovamente voluto ribattere, definendo vergognoso il caso e affermando di voler prendere le dovute misure (QUI): desiderio più che lecito.

Ma c'è forse un vincitore in tutto questo marasma? No, hanno perso tutti, e non solo l'occasione per tacere e mostrare buon senso. Hanno perso anche stabilità in un ambiente forse mai troppo forte, dove nessuno ha il coraggio di fare un mea culpa. Il momento del campionato è estremamente delicato, il Pisa si è mostrato una squadra fragile mentalmente e tecnicamente, una compagine che ha fallito ogni prova di maturità possibile per l'aggancio alla vetta, una formazione che deve dare una sterzata per evitare che i play off diventino un bagno di sangue soprattutto se giocati in campi tosti. E si prende anche il lusso di creare casi, senza la maturità di risolverli all'interno, facendo di fatto estremo scudo alla rosa. 
Attenzione, fate attenzione...