Shock Arzachena: all'orizzonte nessuna buona notizia

17.06.2019 06:00 di Claudia Marrone Twitter:    Vedi letture
Shock Arzachena: all'orizzonte nessuna buona notizia

Stagione 2018-2019 definitivamente conclusa, pronto il reset: si riparte praticamente in immediato per la prossima annata, poiché da quest'oggi inizierà il conto alla rovescia. Il 24 giugno, come ormai noto, scadrà il termine ultimo per la domanda di iscrizione al torneo 2019-2020, e le incognite sono già tante, con il Girone A della stagione da poco andato in archivio che presenterà notevoli criticità.
Che andranno risolte a breve.

Il primo raggruppamento della Serie C è, come noto, quello che è stato più colpito dalle vicende della caldissima estate 2018, con Entella, Robur Siena, Pro Vercelli e Novara che hanno iniziato il campionato a singhiozzo, ma il caos è proseguito con la radiazione del Pro Piacenza e le problematiche societarie che hanno attanagliato Cuneo e Lucchese, con i rossoneri che, almeno sul campo, si sono salvati. 
Proprio la Lucchese - Cuneo retrocesso - è uno di quel club che dovrà fare i conti con il futuro, ma quello che più ha sorpreso è stato il terremoto in casa Arzachena, con patron Menio Fiorini dimissionario: sì, il presidente ha lasciato il club, disposto ad ascoltare chiunque voglia avvicinarsi allo stesso, ma all'orizzonte le nubi sono piuttosto scure. Pochi introiti, risultati non brillantissimi, un pubblico non folto, pochi aiuti e poco interesse intorno al club smeraldino: viene difficile pensare che qualcosa si muova in soli sette giorni. Nonostante le nuove normative della Serie C promettano un campionato più avvincente che potrebbe cambiare le sorti di varie società, e nonostante Ghirelli chieda a gran voce la defiscalizzazione per la terza serie.
Proprio il numero della Lega Pro, esprimendo solidarietà all'ormai ex patron dei sardi, si è così espresso: "Le dichiarazioni del presidente Fiorini sono la conferma di almeno due elementi: il primo riguarda gli enormi sacrifici che generosi imprenditori si assumono per mantenere una squadra in Serie C; il secondo, la conferma della difficoltà che, oggi a maggior ragione, gli imprenditori incontrano ed a questa si somma la difficoltà di proseguire per i costi da sostenere in un periodo di crisi del Paese e dell’imprenditoria".

Una riflessione queste parole dovrebbero farla aprire, e chiaramente non al presidente dell'Arzachena. Il Governo dovrebbe agire, e capire. La FIGC anche. Poi ovviamente l'augurio è che Fiorini ci ripensi, e dia nuova vita e speranza al club. 
Perché vedere morire il calcio di un comune, per chi la Serie C la segue, è sempre un dispiacere.