Trento, Tabbiani: "Sembrava una partita stregata, ma continuando a martellare..."

Trento, Tabbiani: "Sembrava una partita stregata, ma continuando a martellare..."TMW/TuttoC.com
Luca Tabbiani
Oggi alle 13:15Girone A
di Valeria Debbia

Terzo successo di fila per il Trento, nonché striscia positiva allungata a sei giornate grazie al 2-0 contro la Pro Patria. "Facciamo un mestiere in cui ci si deve sempre porre obiettivi per migliorarsi - ha spiegato in sala stampa mister Luca Tabbiani. - È un po’ quello che cerco di dire sempre ai ragazzi: questa voglia di non accontentarsi mai di quello che si raggiunge, ma di avere la possibilità di andare oltre. Sono molto contento perché spesso si pensa che siano partite facili quando c’è una distanza di punti così grande, ma in realtà, soprattutto con un infrasettimanale, porta tanti problemi. Oggi (ieri, ndr) avevamo, tra virgolette, l’obbligo di vincere perché era una partita che si poteva e si doveva vincere. Quando una squadra cresce in questo modo e vince queste partite, per me sono messaggi importanti: vuol dire che stiamo crescendo. È molto importante vincere le partite che bisogna vincere. Chi sta in questo mondo sa cosa significa, e soprattutto la pazienza che hanno avuto i ragazzi: hanno martellato per tutta la partita, non si sono mai disuniti, non hanno mai forzato, hanno mantenuto sempre un ritmo alto. Sono davvero molto contento".

Il Trento ha avuto la pazienza di saper aspettare il momento giusto per colpire: "Un primo tempo non sui ritmi a cui ci aveva abituato: per merito della Pro Patria o perché la palla non ha girato con la velocità che mi aspettavo? No, nel primo tempo ero molto contento perché abbiamo tirato in porta già una decina di volte, abbiamo messo sotto pressione la loro difesa. È normale che più avanti va la partita, più c'è pressione: loro hanno sprecato tante energie per fare ripartenze lunghe e per provare determinate pressioni. Già nel primo tempo abbiamo avuto diverse opportunità per sbloccare la gara.
Poi, più il tempo passava, più loro calavano un po’ e noi alzavamo il ritmo. È stata una partita continua, a mio modo di vedere molto costante: continuare ad attaccare, ad aggredire, a muovere la palla senza avere la fretta che abbiamo avuto ad Arzignano, per esempio. A volte si pensa che il ritmo sia più lento perché si fa fatica ad andare davanti, ma quando trovi un blocco basso devi muoverli molto in orizzontale: a lungo andare arrivano gli spazi. Se invece vai subito davanti, faciliti le loro ripartenze, crei situazioni pericolose per te e perdi fiducia. Mantenendo sempre il pallino del gioco, hai la sensazione di essere dentro la partita. I ragazzi l’hanno gestita bene per tutti i 90 minuti. Poi abbiamo giocatori di qualità che hanno determinato nel momento giusto, però avevamo già preso due traverse: sembrava una partita un po’ stregata. Sono stati bravi a continuare a martellare finché siamo riusciti a sbloccarla
".

Nelle ultime due partite sono arrivati due clean sheet: "Come è migliorata la fase difensiva, oltre a una fase offensiva che sta trovando continuità? E quanto ha inciso la grande prestazione di Barlocco? A volte paradossalmente nella partita in cui abbiamo concesso più occasioni da gol – mercoledì con l’Arzignano – abbiamo fatto clean sheet. Abbiamo subito gol in partite dove veramente non avevamo concesso niente: vedi Lecco, vedi Novara finché sono rimasti in undici, non avevamo praticamente concesso nulla. Oggi abbiamo concesso un’occasione clamorosa, importante, che poteva portarci sotto: Sergio è stato molto bravo come lo è stato mercoledì. La fase difensiva è rimasta uguale. Ci sono state partite in cui abbiamo concesso veramente niente, paradossalmente più mercoledì e anche oggi con quell’occasione rispetto ad altre. La facciamo sempre molto offensiva, molto aggressiva. So che rischiamo tante volte di giocare dietro uno contro uno, però i ragazzi dietro lo accettano. Dall’altra parte cerchiamo di vivere queste partite e la stagione con l’idea di farne uno in più degli avversari, perché secondo me è più divertente per i ragazzi avere questa mentalità piuttosto che dire “Non prendiamo gol e poi vediamo cosa succede”".
Facciamo gol da tante partite consecutive – speriamo di non tirarcela dietro – però è un dato che a me piace. Non prendere gol fa piacere perché dà solidità, dà soddisfazione a tutta la squadra, però a volte il gol è veramente un episodio. In queste due partite ci è andata bene, in altre meno, ma voglio che la squadra abbia la mentalità di provare a fare gol e, ovviamente, di cercare di non subirlo. Non ci focalizziamo sul dire “Dobbiamo stare tutti indietro per non prendere gol”. Questa è un po’ la mentalità.